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Il “dolce” italiano contro i neonicotinoidi nella concia dei semi di bietola

Foto1 COPROB

La filiera bieticolo-saccarifera italiana rappresentata da Coprob-Italia Zuccheri – l’unica presente su territorio nazionale – non utilizza più seme conciato con neonicotinoidi per la produzione di tutta la gamma Nostrano, Nostrano Bio e Semolato 100% Italiano dal 2019, a differenza di quanto avvenuto in altri Stati europei, dove questi fitofarmaci erano stati riammessi in deroga per la bieticoltura d’Oltralpe. I neonicotinoidi inseriti nella concia del seme sono insetticidi che, seppur importanti per la coltivazione, rappresentano un problema per le api e il loro importante ruolo nel mantenimento della biodiversità, come confermato anche da uno studio EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare,  nel 2018.

La scelta di Coprob-Italia Zuccheri di non richiedere la deroga, puntando su una filiera bieticola sempre più sostenibile Sqnpi (certificazione che valorizza produzioni agricole vegetali ottenute in conformità ai disciplinari regionali di produzione integrata) e bio, è stata appoggiata anche da Legambiente, fortemente impegnata nel sostegno alle pratiche agricole sostenibili. Tale impegno verso la sostenibilità ha poi portato a una sinergia con Conapi-Mielizia, esempio virtuoso di multifiliera coesa. Il Progetto “Dallo Zucchero al Miele”, avviato nel 2022 e che non ha eguali a livello europeo, ha come obiettivo quello di attivare programmi comuni sulla biodiversità, rivolti alla tutela degli insetti impollinatori e in particolare delle api, salvaguardando sia le tecniche agricole che il reddito dei bieticoltori italiani. A fronte di questo accordo, che prevede una rinnovata gestione agronomica, Coprob-Italia Zuccheri distribuisce ai propri soci, che possono aderire al progetto su base volontaria, un sovescio con piante mellifere.

L’uso mirato di miscele per erbai fioriti – da utlizzare nelle rotazioni con la barbabietola da zucchero – è funzionale al miglioramento della resa e della qualità della coltura principale, sostenendo la fertilità del suolo a lungo termine. Tali miscele assicurano, inoltre, l’allontanamento di alcuni parassiti che aggrediscono le bietole e, con le loro fioriture, favoriscono la produzione di abbondante nettare per le api, facilitando così i bottinamenti e migliorando allo stesso tempo l’immagine ‘estetica’ delle terre coltivate.

La sinergia. L’assenza dei neonicotinoidi è fonte di difficoltà perché sottrae armi di difesa ai bieticoltori contro insetti e funghi, soprattutto nell’attuale contesto di accelerato cambiamento climatico, è necessario quindi mettere in campo costante ricerca e sperimentazione per trovare tecniche di coltivazione della bietola anche in contesti climatici e fitopatie avversi. “Occorre che vengano riconosciute, sostenute e premiate quelle filiere che si attengono alle normative, pena una sperequazione di trattamento” – afferma Claudio Gallerani, presidente di Coprob. “Al contempo i bieticoltori europei e le loro rappresentanze dovranno essere uniti per trovare le giuste soluzioni per continuare a coltivare le bietole nel rispetto dell’ambiente, da un lato, e per tutelare il mercato dello zucchero europeo, dall’altro. Quest’ultimo ancora legato al quadro normativo OCM 2006, oggi completamente superato dal cambiamento climatico e da un contesto socio-economico che mette a rischio la continuità del settore in Europa”. “Fin dalla sua costituzione Conapi-Mielizia si batte per la difesa della biodiversità attraverso la tutela dell’ambiente ove vivono e bottinano i 5 miliardi di api gestite dai propri soci apicoltori” – dichiara Giorgio Baracani, presidente di Conapi. “Le difficoltà che le api, e di conseguenza le aziende apistiche, si trovano ad affrontare in quest’ultimo decennio non hanno precedenti e sono indice di un preoccupante stato dell’ambiente, dovuto anche a un sistema produttivo sempre meno sostenibile”. Prosegue Baracani: “Apprezziamo in modo particolare la collaborazione con i protagonisti della filiera dello zucchero italiano di barbabietola poiché, pur essendo tra le meno dipendenti dall’opera impollinatrice delle api, si è mostrata ad oggi la più sensibile e vicina ai problemi di questi insetti. La scelta di utilizzare strumenti e conoscenze che consentano la migliore riuscita di questa coltivazione, rispettando gli impollinatori, sta creando vera ricchezza per i propri agricoltori e per un made in Italy che ha, tra i valori più importanti, il benessere dei produttori e dell’ambiente”. “Quella di Coprob” – ha dichiarato Angelo Gentili, responsabile agricoltura di Legambiente – “è una posizione giusta, condivisibile e necessaria. Com’è noto, i neonicotinoidi rappresentano un pericolo per gli insetti impollinatori e, dunque, per la nostra stessa esistenza sul Pianeta. Proseguire sulla strada delle deroghe non farà altro che allungare ulteriormente il tempo a nostra disposizione per invertire la rotta. Al contrario, serve disincentivare questa pratica dannosa e premiare chi, come Coprob, ha da tempo con determinazione intrapreso la strada della messa al bando di questa pericolosa molecola di sintesi. Andare in questa direzione significherà aiutare concretamente l’ambiente e sostenere, anche economicamente, i produttori virtuosi che devono fare i conti con le dinamiche del mercato.”

Fonte: Servizio stampa Coprob-Italia Zuccheri

Insetticidi neonicotinoidi, poco efficaci e dannosi per l’ecosistema, finalmente sulla via del tramonto? Rischio economico degli agricoltori ridotto grazie al fondo mutualistico mais.

Secondo uno studio della Task Force Internazionale sui Fitofarmaci Sistemici (TFSP), pubblicato dalla rivista scientifica “Environmental Science and Pollution Research, l’uso degli insetticidi neonicotinoidi nelle pratiche agricole, particolarmente l’uso profilattico su larga scala (concia dei semi di mais e altre colture), non è così efficace come si poteva pensare e causa di un forte impatto sull’ambiente.

Il controllo dei parassiti potrebbe più efficacemente essere effettuato applicando pienamente la Difesa Integrata individuando quali zone effettivamente richiedono interventi di controllo e qualora necessario adottando  metodi alternativi più vantaggiosi per l’ambiente e le tasche degli agricoltori. Gli insetticidi neonicotinoidi sono tra i più usati in agricoltura, ma allo stesso tempo sono ritenuti corresponsabili della riduzione delle popolazioni di api, bombi, farfalle, insetti acquatici e persino di alcune specie di uccelli. La stessa Unione Europea si sta occupando della questione ed in questi giorni ha pubblicato, attraverso l’EFSA (l’Agenzia europea sulla sicurezza alimentare), una nota in cui riconosce il rischio derivante dall’uso dei neonicotinoidi per le api.

Danno ambientale molto serio, già nel 1996 testimoniata la poca efficacia. La TFSP, nello studio appena pubblicato, di cui è primo autore Lorenzo Furlan, dirigente del Settore Ricerca Agraria di Veneto Agricoltura, ha sintetizzato ben 200 studi con l’obiettivo di valutare l’effetto reale dell’uso massiccio dei fitofarmaci sistemici in agricoltura, e lo sviluppo di meccanismi di resistenza da parte dei parassiti. Nonostante i neonicotinoidi siano stati introdotti nel mercato nel 1991, già nel 1996 ci furono casi documentati di resistenza da parte dei parassiti. Ora, la TFSP ha presentato una serie di strategie alternative per la difesa delle colture coltivate su larga-scala, concludendo che un nuovo quadro di riferimento è necessario per realizzare un modello di agricoltura realmente sostenibile, basato principalmente sui servizi ecosistemici naturali anziché su prodotti fitosanitari tossici. “L’essersi troppo affidati agli insetticidi sistemici per il controllo dei parassiti – ha detto al riguardo il vicepresidente della Task Force e ricercatore del Centro Nazionale di Ricerca Scientifica francese Jean-Marc Bonmatin – ha portato ad un danno ambientale molto serio che sta mettendo a rischio la stessa produttività agricola per gli effetti negativi sugli organismi utili che forniscono direttamente e indirettamente servizi eco sistemici fondamentali. Questo nuovo studio è importante perché prova che esistono diverse alternative percorribili all’uso degli insetticidi sistemici, facenti parte della difesa integrata, applicazione dei cui principi è obbligatoria nell’UE”.

Fondo mutualistico mais. Lo studio presenta, tra l’altro,  i risultati di un sistema assicurativo innovativo per il mais che protegge gli agricoltori da eventuali rischi economici, sostituendo buona parte dei geodisinfestanti, con costi molto inferiori all’uso profilattico dei neonicotinoidi come concianti, senza causare danni ambientali. Il sistema (Fondo mutualistico Mais) è stato messo a punto proprio  in Italia e particolarmente nel Veneto grazie a Condifesa Veneto e Friuli e Veneto Agricoltura. Trattasi di un fondo di solidarietà tra gli agricoltori che compensa eventuali perdite di raccolto impreviste. La compensazione è proporzionale alle risorse finanziarie del fondo e copre rischi attualmente non coperti dalle compagnie assicurative private, tra cui le calamità naturali (inondazioni) e danni da animali selvatici e parassiti. “Nell’esperienza veneta, il Fondo Mutualistico Mais riduce il rischio economico per gli agricoltori. L’approccio assicurativo risulta molto meno costoso rispetto all’acquisto degli insetticidi stessi, con vantaggio economico netto per gli agricoltori e allo stesso tempo per l’ambiente”, sottlinea Lorenzo Furlan.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

Insetticidi neonicotinoidi, verso il bando totale?

ApiGli insetticidi neonicotinoidi minacciano seriamente non solo le api, ma anche bombi, farfalle, insetti acquatici e uccelli, con possibili ripercussioni su tutta la catena alimentare. È quanto emerge da una revisione approfondita di tutti gli studi scientifici pubblicati dal 2013, commissionata da Greenpeace all’Università del Sussex (Regno Unito), una delle più importanti istituzioni scientifiche in questo campo.

Il rapporto “Rischi ambientali degli insetticidi neonicotinoidi”, appena pubblicato, esamina gli studi a partire dal 2013, anno in cui era stato adottato un bando parziale a tre neonicotinoidi (clothianidin, imidacloprid e thiamethoxam) da parte dell’Unione Europea, ora in fase di revisione. Greenpeace, sulla base di questi risultati, chiede ora alla Commissione europea un bando totale dei neonicotinoidi e la promozione di metodi di agricoltura ecologica. “Le evidenze del contributo dei neonicotinoidi al declino delle api sono maggiori ora di quando venne adottato il bando parziale. Oltre alle api, queste sostanze possono essere plausibilmente legate al declino di farfalle, uccelli e insetti acquatici. Vista l’estensione del danno ambientale è prudente estendere il raggio d’azione dell’attuale bando europeo” commenta Dave Goulson, professore di biologia, considerato uno dei maggiori esperti europei dell’ecologia dei bombi.

Fonte: Europe Direct Veneto ufficio stampa Veneto Agricoltura