
Interventi della Protezione Civile in un vigneto della Valpolicella inondato dopo il nubifragio di sabato 1 settembre 2018
“I danni sono ingenti, una bomba d’acqua (170 ml di pioggia nell’arco di 15 ore, ndr) che ha letteralmente devastato molti comuni veronesi. E oltre ai danni a famiglie e imprese, il nubifragio ha martoriato un distretto produttivo strategico per l’economia del Veneto, proprio nel momento clou della raccolta dell’uva e della successiva vinificazione”. Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che sta seguendo gli interventi della Protezione civile e la conta dei danni provocati dal maltempo nel Veronese, in stretto contatto con il sindaco di Verona Sboarina, fa proprie le preoccupazioni dei viticoltori e degli operatori della provincia più agricola del Veneto.

Danni in Valpolicella dopo il le piogge torrenziali dell’1 settembre 2018
Una denominazione tra le più prestigiose al mondo. “Il Veneto è il primo produttore nazionale di vini con quasi 11 milioni di ettolitri – ricorda Zaia – conta 52 denominazioni d’origine e il prestigio della denominazione coinvolta nella zona del Valpolicella e di Soave è unico nel mondo. Ai danni dovuti all’impraticabilità delle campagne, al diffondersi di malattie fitosanitarie a causa delle continue piogge in presenza di uve mature si aggiungono in queste ore quelli inflitti ai vigneti, flagellati dal maltempo. Faremo la conta alla fine, con attenzione particolare alle ricadute sulla vendemmia in un’area così fortemente vocata. Intanto – preannuncia il presidente del Veneto – ho dato mandato al direttore di Avepa, Fabrizio Stella, di far uscire subito sul territorio i funzionari dell’Agenzia per i pagamenti nel settore primario per fornire assistenza a tutte le imprese agricole vittime del maltempo di queste ore”.

danni in seguito al nubifragio occorso in Valpolicella l’1 settembre 2018
Le organizzazioni agricole. “Il problema è se le viti assorbono troppa acqua, cosa che farà scoppiare l’uva, quindi dovrà essere raccolta velocemente. Le grandinate nelle aree tra Parona, Arbizzano e San Vito probabilmente hanno compromesso la qualità dell’amarone. Torna il problema della mancata manutenzione a fossati, progni, letti dei fiumi e alla cementificazione dilagante. Il Consorzio tutela vini aveva indicato l’inizio della vendemmia verso il 10 settembre, dipende ora dalle aree”, ha affermato Christian Marchesini, presidente dei viticoltori di Confagricoltura Verona e Veneto. “Stiamo controllando con i nostri tecnici le zone colpite, faremo le debite valutazioni quando avremo il quadro sufficientemente chiaro; ora è ancora presto, anche se c’è apprensione tra gli agricoltori delle zone danneggiate”. E’ quanto ha dichiarato Giuseppe Ruffini, direttore di Coldiretti Verona.
Fonte: Servizio stampa Regione Veneto/Confagricoltura Verona/Coldiretti Verona
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