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OGM, Manzato intende chiedere al Governo l’applicazione della clausola di salvaguardia

“Intendo presentare al Consiglio regionale un documento di richiesta al Governo perche applichi la clausola di salvaguardia prevista dalla normativa europea in tema di organismi geneticamente modificati”. Lo ha annunciato l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, di ritorno da Roma dopo la riunione delle organizzazioni che si oppongono all’introduzione tout court delle sementi ogm nel sistema produttivo agricolo italiano.

Prodotto agricolo trattato come pure merce aziendale. “Intendo portare questo documento, supportato dal Consiglio – ha aggiunto – alla Commissione Politiche Agricole per formalizzare la richiesta al Governo anche come sistema regionale Italia e trasmetterla pure al parlamento. Quella contro gli Ogm è una battaglia ormai consolidata in Veneto, che ha intrapreso tutte le vie istituzionali necessarie per legittimare la sua posizione appunto tramite la clausola di salvaguardia. Troppi di quelli favorevoli guardano al prodotto agricolo come pura merce aziendale e non come ricchezza nazionale ed export. Io sono contrario agli ogm soprattutto per motivi economici generali, a fronte di un agroalimentare made in Italy che oggi ha il più alto valore a livello mondiale – ha concluso – e che dall’introduzione di colture omogenee e generaliste come gli ogm avrebbe solo da rimetterci nel suo complesso per far spazio ad un pugno di euro in più in segmenti che, senza il “made in”, andrebbero comunque in crisi, mettendo in una situazione di sudditanza parte del sistema primario nazionale”.

Task force nazionale capeggiata dal Veneto.  Ieri, nella sede romana di Coldiretti, a discutere su ciò che riguarda i procedimenti penali a carico degli attivisti impegnati nelle azioni di tutela a difesa del territorio dall’introduzione di sementi transgeniche e sulle recenti decisioni della Corte di Giustizia europea  a favore o meno delle varie multinazionali che insistono nel perpetuare una politica di lobby a scapito della biodiversità, c’erano insieme a Manzato i rappresentanti della coalizione veneta coordinata da Daniele Toniolo, l’unica realtà regionale  costituitasi spontaneamente per promuovere una specifica e comune posizione  su questo controverso argomento. “Alla luce dell’unanime contrarietà delle Regioni italiane all’utilizzo sul suolo nazionale di produzioni geneticamente modificate – spiega Daniele Toniolo – lo schieramento composto da Cia, CNA Alimentare, Coldiretti, Confartigianato, Legambiente, Federconsumatori, Legacoop, Legambiente, Codacons, Movimento Consumatori, Slow Food, Unci, Vas, Adiconsum, WWF è una formazione straordinaria di rappresentanza e di sostanza socio-economica-ambientale pronta ad intervenire per la salvaguardia del patrimonio agroalimentare fatto di tipicità e qualità elementi che sono il plusvalore del “Made in Italy”, minacciato dalla dipendenza dall’estero di sementi brevettate e generiche, coltivabili in tutto il mondo con risultati eguali e a prezzi più competitivi”.

(Fonte: Regione Veneto/Task force nazionale no OGM)