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Il Radicchio di Chioggia Igp al Macfrut di Rimini

Boscolo Macfrut 2019

Dopo oltre un anno e mezzo di relazioni virtuali torna “in presenza” il Macfrut, la più importante kermesse italiana della filiera ortofrutticola, di nuovo ospite nelle strutture della Fiera di Rimini da martedì 7 a giovedì 9 settembre. La voglia del settore di ritornare a “relazioni di contatto” è stata sottolineata nella conferenza stampa di presentazione evidenziando numeri definiti “miracolosi”, vista la persistente situazione di incertezza a livello internazionale: 800 espositori in rappresentanza dell’intera filiera (produzione, tecnologie, macchinari, packaging, logistica, servizi, etc), con circa il 20% di presenza straniera, adesione dei grandi player italiani del settore, più di 500 buyer internazionali accreditati, oltre una quarantina di eventi tra meeting, workshop, convegni e incontri stampa, molti dei quali promossi direttamente dalle aziende espositrici che scelgono Macfrut per presentare le loro novità nel corso della tre giorni, a cui si aggiungono le prove tecniche in campo in un’apposita area dedicata. La contemporanea presenza di Fieravicola, Fiera internazionale delle attività avicunicole, fa della tre giorni riminese il primo grande evento “in presenza” dedicato all’agrifood. E a questa rassegna internazionale torna “in presenza” anche il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp, con la postazione nella collettiva di OPO Veneto (Pad. B5 – Stand 035), che in grande spazio centrale allestito con materiali ecosostenibili, offrirà una suggestiva immagine della campagna veneta, nella quale saranno presentati i suoi più prestigiosi e importanti prodotti tipici DOP e IGP, garantiti 100% italiani. I consorzi partner della collettiva Veneto, oltre a quello del Radicchio di Chioggia Igp, sono i consorzi del Radicchio rosso di Treviso e variegato di Castelfranco, dell’Aglio bianco polesano, dell’Insalata di Lusia e dell’Asparago di Badoere. Durante la fiera lo staff di Verde a NordEst realizzerà dirette streaming con i protagonisti Macfrut, che saranno poi diffuse in tutto il Nord Italia con il settimanale televisivo in onda sulle più importanti emittenti tv regionali.

Sostenibilità ambientale e identificazione dell’origine. «Ci collochiamo all’interno dell’area di Opo Veneto, che è socio importante sia del Consorzio che dell’Ortomercato di Chioggia – spiega il presidente del Consorzio, Giuseppe Boscolo Palo – perché condividiamo le scelte in tema di sostenibilità ambientale e identificazione dell’origine: è una scelta convinta in risposta alla crescente domanda di prodotti di qualità in ambienti di qualità. Salubrità, freschezza, stagionalità, garanzia di qualità – prosegue Boscolo – sono certificati dai marchi Igp e Dop, come il nostro Radicchio di Chioggia, che esporremo nelle sue diverse presentazioni del prodotto fresco, dalle cassette per la ristorazione, alle confezioni per le famiglie, fino al prodotto in busta già lavato per il consumatore che lo vuole pronto in tavola. Assieme al prodotto fresco porteremo in esposizione anche alcuni dei prodotti gastronomici che lo contengono: paste fresche ripiene, buste di essiccato per risotti, torte e specialità da forno, pizze e birre artigianali. A settembre – conclude il presidente del Consorzio – ha preso avvio la campagna di raccolta della tipologia tardivo autunno-invernale di Radicchio di Chioggia Igp, i cui conferimenti quotidiani già iniziati all’Ortomercato di Chioggia mostrano un prodotto di ottima qualità e pezzatura». A Macfrut, organizzato da Cesena Fiera, (orario 9.30-18.00) si potrà accedere solo con Green Pass o titolo internazionale equivalente. Per chi ne è sprovvisto sarà possibile effettuare un tampone rapido nei due ingressi della Fiera. L’ingresso alla manifestazione è aperto agli operatori specializzati, con registrazione obbligatoria al sito www.macfrut.com.

Asparagi verdi e bianchi di qualità, produttori veneti alla ribalta

Opo (Organizzazione Produttori Ortofrutticoli) Veneto è una presenza attiva all’ “International Asparagus Days”, la tre giorni che terminerà oggi, 18 ottobre a Cesena, dedicata agli asparagi bianchi e verdi, ed in cui ha portato la sua consolidata esperienza in questa coltura che caratterizza fortemente il panorama orticolo veneto con produzioni di elevata qualità riconosciuta dai marchi europei sia Igp (asparagi di Badoere e di Cimadolmo) che Dop (asparagi di Bassano del Grappa).

Dalla fiera…Tra le relazioni presentate in fiera, ricordiamo quella tenuta da Federico Nadaletto, responsabile del magazzino mezzi tecnici di Opo Veneto e consigliere del Consorzio Asparago di Badoere, che ha illustrato l’uso dei microrganismi in Italia, incominciato nel Veneto nei primi anni novanta. Attualmente sono micorizzati circa il 40% delle asparagiaie venete (600 ettari circa) e il 100% degli impianti fatti dai produttori soci di Opo Veneto e dai soci del Consorzio di Badoere.

...nel Trevigiano e nel Padovano. Nella sede centrale dell’organizzazione di produtttori ortofrutticoli veneti, a Zero Branco, oggi è in programma una delle visite tecniche dei partecipanti alla fiera di Cesena. Saranno presentate le attività del Consorzio, presieduto da Aronne Basso, che è anche socio produttore ed amministratore di Opo Veneto. I lavori si apriranno con i saluti del presidente Adriano Daminato e del direttore generale Francesco Arrigoni. La comitiva si trasferirà quindi a Piombino Dese (Pd), per visitare gli impianti dell‘azienda agricola socia “Eredi Luigi Benozzi”, di Antonio e Carlo Benozzi, una innovativa realtà su tutta la filiera dell’asparago bianco e verde Igp di Badoere.

Fonte: Servizio stampa Opo Veneto

Produttori ortofrutticoli veneti in squadra a Macfrut 2016 all’insegna della sostenibilità. E intanto, in Veneto, si inizia a raccogliere il radicchio precoce Igp.

precoceOpo Veneto (Organizzazione produttori ortofrutticoli) a Macfrut 2016,  che si terrà a Rimini dal 14 al 16 settembre, (Padiglione B5 – Stand 118) giocherà la carta della sostenibilità: è una scelta convinta in risposta alla crescente domanda di prodotti di qualità in un ambiente di qualità.

Una grande squadra. Il suo stand replicherà l’immagine di una “grande nave” in viaggio con un carico di positive attese per i produttori e i consumatori. Rispetto alla passata edizione sono stati rivoluzionati gli spazi per dare con più forza l’idea di una grande squadra, che rappresenti il fiore dei prodotti veneti e di aree dove opera OPO Veneto. Saranno presenti in grande evidenza i Consorzi di tutela dei radicchi Igp (precoce e tardivo di Treviso, variegato di Castelfranco, tondo di Chioggia e semilungo di Verona), delle insalate di Lusia, dell’aglio bianco Dop polesano, dell’asparago Igp di Badoere, di aziende, e di autorevoli cooperative ortofrutticole. Una novità: la cooperativa “Freschi di Puglia”, una “new entry” nella squadra OPO Veneto. Nella stessa area si troveranno il Mercato ortofrutticolo di Chioggia, la Cooperativa Bronte, CoopCredit, SpazioVerdeWBAColdiretti Veneto con l’ Associazione Rete Bio Innovativa del Veneto e gli associati OPO Veneto (Consorzio Freschissimi, Soc. Agricola Mancon, Soc. Agricola Menin, La Perla con i topinambur, Soc. Agricola Funghi Piave, Cooperativa Terre Euganee, Cooperativa PAF dal Fucino, Cooperativa Freschi di Puglia,gruppo di produttori area Chioggia, Piattaforma di Lusia, Magazzino Mezzi tecnici).

Fruit Bar. OPO Veneto, inoltre, si è impegnata con “Fruit  & Veg Fantasy Show”, che, in uno spazio centrale, aprirà un Fruit Bar per esaltare gli aspetti salutistici e gustativi dei prodotti. Saranno presentate  proposte curate da  Cooking Academy e Gambero Rosso. Al centro dello stand, in posizione strategica per facilitare i contatti, sarà organizzata una spaziosa reception dove saranno accolti i visitatori e gli operatori, mentre lungo il corridoio perimetrale si distingueranno sei grafiche con il codice QR, che inviteranno ad andare in internet per scoprire la gamma dei  prodotti OPO Veneto così suddivisa: DOP-IGP, Radicchi, Freschissimi, Funghi, Ortaggi a foglia e a frutto, Ortaggi da radice. “L’obiettivo, commenta il presidente di OPO Veneto Adriano Daminato, che sarà a Rimini con il consigliere delegato Cesare Bellò, il direttore Francesco Arrigoni e lo staff commerciale, è di presentare, con grande autorevolezza,  la nostra squadra, di valorizzare relazioni e potenzialità e di proporre i  nostri  servizi strategici e di supporto, ai fini di sviluppare opportunità di sinergie commerciali e di reddito per i produttori”.

Inziata la raccolta del radicchio precoce. Nel frattempo, in Veneto, lo scorso primo settembre, è iniziata la stagione del Radicchio Rosso di Treviso IGP. Da disciplinare, infatti, è con l’inizio di settembre che può prendere avvio la raccolta in campo e commercializzazione della varietà Precoce dell’Indicazione Geografica Protetta, coltivata inelle province di Treviso, Padova e Venezia. L’annata si presenta buona dal punto di vista qualitativo, grazie alle escursioni termiche giornaliere e al buon andamento climatico estivo che non ha comportato stress idrici per le piante coltivate in pieno campo. Il Radicchio Rosso di Treviso Precoce – se coltivato secondo il disciplinare IGP – si presenta con cespi compatti. “Registriamo un ritardo di una settimana sui tempi di raccolta – spiega il presidente del Consorzio, Paolo Manzanma ci si aspetta una buona qualità dal punto di vista organolettico per il prodotto della zona di origine e prezzi interessanti all’ingrosso attorno ai 2 € al kg”. Va ricordato che la varietà Precoce, da non confondere con il Tardivo che arriverà dopo la seconda brinata di novembre, si distingue per la differente tecnica di coltivazione (con forzatura che avviene in campo, tramite legatura dei cespi per 15/20 giorni, mentre per il Tardivo l’imbianchimento si realizza in acqua) e per la forma tipica allungata con foglia e costolatura più larghe.

Fonte: Servizio Stampa Opo Veneto e Consorzio Radicchio Rosso Treviso Igp

Produzione patate, Veneto terza regione in Italia e Verona primo polo produttivo della regione

C-cassette patateArrivano dalla campagna veneta le prime patate. Sono belle, sane e abbondanti, soprattutto se sono confrontate con la produzione dello scorso anno. Le previsioni parlano di un più 20 per cento rispetto al 2013, quando si è registrato un meno 40 per cento.

La provincia di Verona il polo produttivo di patate nel Veneto. “C’è un notevole interesse commerciale attorno al prodotto, commenta Gianni Lora, presidente della Cooperativa “Corte Veneta” di Cologna Veneta, che fa capo a OPO Veneto, e questo fa sperare, benché non manchino criticità e qualche preoccupazione sulla tenuta del prezzo”. Questa è la situazione che si delinea nella provincia di Verona che, con 50 mila tonnellate raccolte, rappresenta in assoluto il più importante polo produttivo di patate nel Veneto. Il dato si riferisce sempre allo scorso anno. E’ famosa la “patata dorata” dei terreni rossi del fiume Guà, la quale si distingue per il colore giallo oro della buccia e per la bontà della polpa. Si piazza bene sui mercati proprio per la sua gradevolezza, consistenza, compattezza e versatilità in cucina. “Tutte queste qualità, rileva Gianni Lora, si stanno confermando nella produzione che sta per cominciare: è una patata eccellente e la resa è buona, vedremo adesso i prezzi, ma nel complesso possiamo dirci fiduciosi”.

Veneto terza regione italiana per produzione. Più problemi, almeno fino a questo momento, stanno presentando le patate novelle che si coltivano a Rosolina, nel Polesine, e nella vicina provincia di Padova. La raccolta sta procedendo tra difficoltà perché il mercato non tira e i prezzi sono al ribasso. “C’è troppa produzione sul mercato, commenta Daniele Fincato, socio OPO Veneto, un produttore di Conche, in provincia di Padova: il prodotto, eccellente sotto tutti gli aspetti, in questo momento è piuttosto fermo”. Stessi umori tra i coltivatori del “Quartiere del Piave”, in provincia di Treviso, dove, nelle terre rosse, chiamate “ferretti”, cresce una patata eccezionale per valori organolettici, consumata soprattutto sul posto. La raccolta quest’anno è arrivata con largo anticipo rispetto alla norma (quasi una ventina di giorni). Si prevede un eccesso di produzione a fronte di un mercato stanco, dovuto anche al calo di consumi di prodotti di qualità. “Si è piantato troppo, rileva Luciano Giotto, produttore di Moriago della Battaglia, socio OPO Veneto; bisognerebbe invece programmare la coltivazione in base a realistiche valutazioni di mercato”. Il Veneto è la terza regione italiana per produzione di patate: si piazza dopo la Campania (attorno ai 2 milioni di quintali) e all’Emilia Romagna (1,3 milioni di quintali circa).

(Fonte OPO Veneto)

Lusia (Ro), polo orticolo tra i più importanti del Veneto, si rafforza

CAMPI_LUSIAOPO (Organizzazione Produttori Ortofrutticoli) Veneto sta realizzando una nuova piattaforma dentro il mercato ortofrutticolo di Lusia, in provincia di Rovigo. Sarà il suo punto di riferimento per gli ortaggi delle terre tra il Po e l’Adige, dove da anni è presente con suoi tecnici e operatori.

Gettate le basi per il futuro sviluppo economico del territorio. Sarà una struttura fortemente innovativa e funzionale a servizio dei soci, ma a anche di quanti riterranno di poter usufruire delle proposte logistiche. I lavori sono partiti e procedono speditamente. L’opera è stata presentata in un incontro nella Camera di commercio a Rovigo, presenti autorità e operatori del settore. Per gli orticoltori di Lusia e dintorni è un segnale positivo molto importante, tanto più che cade in un momento di sensibile difficoltà per i principali ortaggi di Lusia, alle prese con un mercato stanco, frutto della stagnazione dei consumi, e di prezzi che non offrono tante soddisfazioni. “Lusia, comunque, è una bella realtà sulla quale merita scommettere, ha commentato Cesare Bellò, consigliere delegato di OPO Veneto. E’ una sfida sul futuro, per la quale occorrono uomini di qualità e fortemente motivati. Con la nuova struttura OPO Veneto conta di raddoppiare in poco tempo il fatturato nel territorio di Lusia perché ci sono tutte le premesse”.

Lusia, polo orticolo tra i più importanti del Veneto. Al di là delle difficoltà del momento, ha rilevato Massimo Pezzuolo, tecnico di OPO Veneto, si opera dentro un polo orticolo tra i più importanti del Veneto e conosciuto a livello nazionale. Su 2 mila ettari si raccolgono più di 500 mila quintali di ortaggi. Negli ultimi anni c’è stata una flessione nella produzione, che adesso pare essersi fermata. Nel frattempo molte aziende hanno investito nella innovazione, hanno diversificato le produzioni, si sono piazzate su nuovi mercati. Lusia orticola, insomma, non si è arresa a tante difficoltà. Sono cresciuti alcuni vivai, dai quali escono milioni di piantine: 200 milioni solo da uno.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

10-19 gennaio 2014, è di scena la Mostra dei radicchi Igp di Zero Branco (TV)

Libretto-Radicchio-20141La Mostra dei radicchi IGP di Zero Branco (TV), organizzata dalla Pro Loco, si caratterizza per la capacità di rinnovarsi e di creare sempre nuovi momenti di interesse e di attrazione. E’ organizzata subito dopo le feste natalizie ed è quindi anche un’occasione per fare i primi bilanci della stagione. Quest’anno è in programma dal 10 al 19 gennaio e si prevede l’arrivo di radicchi da un centinaio di aziende.

In mostra i principali radicchi veneti e ortaggi di stagione. E’ sempre il tardivo di Treviso (Zero Branco si trova nel cuore del territorio di produzione) a fare da traino, ma saranno presenti tutti i principali radicchi veneti invernali (il variegato di Castelfranco, il tondo di Chioggia e il semilungo di Verona). In mostra inoltre altri ortaggi di stagione. Il radicchio negli ultimi anni è diventato, assieme all’asparago, l’ortaggio maggiormente coltivato a Zero Branco e dintorni. Come bene mette in evidenza, in un recente saggio, il professor Ettore Ramponi, consulente di OPO Veneto per la formazione, le due colture hanno sostituito o relegato in secondo piano cereali, vino, peperoni, fragole, che un tempo erano dominanti.

Specialità a base di radicchio saranno proposte a un prezzo accessibile, deciso tenendo conto della crisi che sta alleggerendo le capacità di spesa dei cittadini: sono in preparazione piatti originali, ispirati alla tradizione, come il classico “poénta, fasiòi e radici” (polenta, fagioli e radicchi). Uno dei momenti più spettacolari della mostra sarà rappresentato dalla lavorazione del radicchio, interpretata dai Colmelli (contrade) di Zero Branco. Una vera e propria “sacra rappresentazione” con la quale si vuole offrire ai visitatori l’immagine vera del radicchio tardivo di Treviso attraverso le diverse fasi di lavorazione.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

8-24 novembre 2013, radicchio rosso tardivo di Treviso in festa a Scorzè (Ve)

VOLANTINOLa Festa di Rio San Marino, borgo in comune di Scorzè, terra veneziana, è una delle feste più belle e più popolari dedicate al radicchio rosso tardivo di Treviso. Dall’8 al 24 novembre 2013 è tutto un susseguirsi di eventi e di spettacoli, imperniati sul gustoso ortaggio invernale.

E’ la prima di una felice serie di manifestazioni imperniate sull’ortaggio invernale e proprio per questo le è data una particolare importanza ed è molto frequentata: segna la novità orticola di stagione, ma soprattutto dal suo svolgimento si intuiscono tendenze e quotazioni di mercato e le risposte dei consumatori. Una festa dunque che è un faro indicativo per produttori e operatori del settore. Rio San Martino, terra di orti e di pure acque di risorgiva che si raccolgono nel fiume Dese, confina con la provincia di Treviso. Crescono, con il radicchio, altri ortaggi di grande qualità come la patata americana e l’asparago. Arrivata alla 32’ edizione, la festa si propone di essere un punto di riferimento e di raccordo di produttori del radicchio Igp di Treviso e di Castelfranco, ma anche dei radicchi di Chioggia e di Verona.

Momenti clou della Festa sono le mostre del radicchio e della patata dolce, in programma domenica 10 novembre, quando sarà aperta anche una rassegna dedicata all’emigrazione “fenomeno del secolo XX ed ancora attuale”. Un appuntamento dunque orticolo e gastronomico, in cui, come scrive Lorenzo Michielan, presidente della Pro loco di Scorzè che fa da regia all’evento, si riscoprono e si valorizzano i sapori della tradizione e le potenzialità del territorio, ma anche culturale e di conoscenza della propria storia.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Patata americana, cereale per la Ue, verdura per la Regione Veneto. Che chiede una rettifica di classificazione a livello europeo.

particolare patata500La patata americana, chiamata anche patata dolce o batata, per la normativa comunitaria viene collocata tra il gruppo dei cereali come tubero ad elevato tenore di fecola od inulina, mentre per storia e tradizione è sempre stata consumata fresca come un ortaggio. E’ partita dall’Italia, su istanza della regione Veneto la richiesta all’Unione Europea di classificare la patata dolce correttamente tra la categoria degli ortaggi. La questione è bene avviata e tutto fa pensare che si concluderà positivamente. Se ne è parlato nel convegno nazionale, organizzato a Zero Branco, nella sede centrale di OPO Veneto, in collaborazione con Slow Food di Treviso, sul tema “La patata americana, prospettive di sviluppo della coltura tra storia, tradizioni, tecnica e gastronomia”.

Quinto alimento a livello mondiale. La definizione della sua appartenenza è utile per poterle dare maggiore identità e quindi collocarla in una dimensione adeguata e che la valorizzi sul mercato. E’ un tubero molto importante, tanto da essere il quinto alimento a livello mondiale, base dell’alimentazione nei paesi in via di sviluppo, che rappresentano la gran parte del nostro pianeta.

Storia. Pianta proveniente dal “Nuovo Mondo” scoperto nel ‘500, nel nostro paese la sua storia di cibo per l’uomo ha poco più di un secolo e partì dal Medio Polesine, nella seconda metà dell’Ottocento, nelle terre a cavallo del fiume Adige, per iniziativa del Conte Donà delle Rose, lungimirante possidente, che piantò patate americane in abbondanza. Erano considerate un alimento vile, adatto per gli animali, non per gli uomini. La miseria e la fame ne fecero scoprire presto le virtù. Diventarono un cibo quotidiano, che serviva da colazione, da pranzo e da cena. La coltivazione della patata dolce si diffuse un po’ in tutto il Veneto, in particolare nelle province di Padova, di Treviso, di Rovigo e di Venezia. Il forte della produzione è tuttora nel Medio Polesine, a cavallo del fiume Adige, nei comuni di Anguillara, in provincia di Padova, e di Adria, in provincia di Rovigo. Un altro polo produttivo si trova nei comuni contigui di Zero Branco, in provincia di Treviso, e di Scorzè, nel Padovano.

Potenzialità di mercato. L’offerta è inferiore alla domanda, e questo è dovuto al fatto che la produzione è sensibilmente calata negli ultimi anni. Nello scorso anno è stata addirittura meno della metà rispetto al 2011: nel Veneto sono stati raccolti quasi 26 mila quintali (nel 2011 erano stati 54 mila), mentre la produzione nazionale è stata sui 50 mila quintali rispetto ai 102 mila: sono dati ufficiali, fonte Istat.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Asparagi veneti, le sfide future: convegno il 20 settembre 2013 a Badoere di Treviso

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Luciano Trentini, presidente dell’Euroasper, associazione europea dei produttori di asparagi e responsabile delle relazioni esterne ed europee del Cso relatore al Convegno.

Il Veneto è decisamente in testa per coltivazioni di asparagi: nel 2012 (ultimo dato Istat) nel sono stati raccolti 80.844 quintali; seguono la Puglia con di 69.185 quintali, l’Emilia Romagna con 44.928 mila e il Lazio con 30.185.

Nel Veneto si trovano le produzioni più conosciute e certificate con i marchi Igp (Indicazione geografica protetta), gli asparagi di Badoere e di Cimadolmo, e Dop (Denominazione di origine protetta), i turioni di Bassano del Grappa. Ai preziosi ortaggi, delizia della primavera, è dedicato un convegno in programma il 20 settembre a Badoere, in provincia di Treviso. Il tema: “Asparagi nel Veneto: Igp, Dop e le sfide future”. Interverranno Luciano Trentini, presidente dell’Euroasper, associazione europea dei produttori di asparagi e responsabile delle relazioni esterne ed europee del Cso (Centro servizi ortofrutticoli di Ferrara), Agostino Falavigna del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura e Michele Giannini, direttore dei Centri sperimentali di Veneto agricoltura.

L’obiettivo del convegno è fare il punto sulla coltivazione dell’asparago Igp e Dop nel Veneto, sulle più aggiornate tecniche colturali, sui trattamenti in funzione dell’impatto ambientale e nella prospettiva di produzioni sostenibili. “Ci attendiamo molto da questo incontro, commenta Federico Nadaletto, responsabile del settore Mezzi tecnici di Opo Veneto e consigliere del Consorzio di tutela dell’asparago Igp di Badoere: sarà un confronto di livello europeo organizzato nel cuore di un’area, il Parco del Sile, dove si coltiva in un ambiente sano e protetto un asparago eccezionale, il cui successo si sta allargando. Si tratta a questo punto di fare squadra, di creare sinergia tra gli asparagicoltori igp e dop Veneti per qualificare ulteriormente le produzioni e per meglio quotarle sul mercato”. Ci si sta rendendo conto, manda a dire da OPO Veneto il consigliere delegato Cesare Bellò, che “la vera sfida per gli asparagi veneti va giocata sul fronte dell’assoluta garanzia di qualità, puntando molto sulle possibilità di esportazione che possono essere notevoli. Un’azione comune, fatta da tutti i soggetti interessati è più che mai necessaria”.

(Fonte: www.ortoveneto.it)

Ogni verdura dovrebbe avere il suo tempo: il caso assurdo delle zucchine

1_ZUCCHINAWEBE’ questo il tempo ideale delle zucchine, la terra ne produce in abbondanza. Fanno bene, hanno mille virtù, sono ideali per le diete d’estate. Il prezzo è straconveniente, “stracciato”. Il consumatore però non ne “approfitta”, non le acquista. Motivazioni psicologiche, pigrizia in cucina, tante offerte alternative. Fatto sta che le zucchine vanno poco adesso, mentre saranno ricercate in pieno inverno, quando se ne troveranno poche e si dovrà pagarle “a peso d’oro”.

D’inverno, le zucchine non crescono negli orti. Ed i media (stampa, televisioni e radio), senza spiegare bene il perché, le prenderanno ad esempio del caro verdura, dei prezzi impossibili, di speculazione di produttori e di fruttivendoli a scapito dei consumatori. Parleranno di uno scandalo che, di fatto, non c’è: informazione taroccata, diseducazione dei consumatori. Ci si dimentica che le zucchine, d’inverno, non crescono nei nostri orti, all’aperto, e che le coltivazioni in serre riscaldate hanno costi energetici stellari. Oppure sono importate.

Se le zucchine sono tanto buone, perché trascurarle adesso, quando hanno il giusto prezzo, mentre si cercano quando sono rare e quindi hanno costi altissimi? Le zucchine non sono che un caso; altri se ne potrebbero citare, come le ciliegie a Natale: sembra quasi una moda, una sciccheria mettere in tavola ortaggi o frutta fuori della loro stagione. Il fatto sta che la verdura cresce con il caldo, mentre spesso la domanda sembra farsi più forte nei mesi freddi. E’ il controsenso o il cortocircuito che si forma tra domanda e offerta, una situazione, rilevano a OPO Veneto, che si dovrebbe superare con una trasparente ed efficace educazione alimentare e promuovendo consumi legati alle stagioni. Si tratta di portare in tavola prodotti quando questi maturano nel territorio in cui si vive. Si risparmia, si mangiano zucchine e ciliegie, giusto per citare due esempi a portata di mano, sane e maturate con il “loro” sole e nella “loro terra”, si contribuisce ad abbattere i livelli di inquinamento, provocati dal trasporto o dal riscaldamento di serre.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)