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Focus su quadro finanziario Ue, Pac e vino nella puntata n. 100 di RadioVenetoAgricoltura, ospiti d’eccezione Angelo Frascarelli (Università di Perugia) e Attilio Scienza (Università di Milano)

(di Renzo Michieletto, consigliere Argav) Gli agricoltori potranno contare su risorse finanziarie importanti nel prossimo periodo di programmazione 2021-2027, parola di esperto, anzi di uno dei massimi esperti di politica agricola europea: il prof. Angelo Frascarelli, dell’Università di Perugia, ospite assieme al prof. Attilio Scienza, dell’Università di Milano, guru internazionale in tema di vino e politiche vitivinicole, della puntata speciale n. 100 di RadioVenetoAgricoltura (RVA), la “radio che si vede” – servizio informativo dell’Agenzia regionale (ricordo che tutte le puntate di RVA, dedicate ad interessanti approfondimenti di attualità agricola e ambientale, sono a disposizione sui profili Social YouTube e Facebook, nonché sul sito www.venetoagricoltura.org).

Per il vino, niente vendemmia verde o distillazione obbligatoria. Da me condotta insieme al collega Mimmo Vita, la puntata n. 100 ha affrontato due argomenti di assoluta attualità, che meritavano di essere approfonditi con due grandi esperti: il difficile momento che sta attraversando il comparto vino e il futuro quadro finanziario europeo legato al mondo agricolo. Il prof. Scienza, nel corso dell’intervista, ha ribadito che la crisi del mercato dei vini, soprattutto di qualità, dovuta alla chiusura di ristoranti, bar ed enoteche per Covid-19 va contrastata non con atteggiamenti di difesa quali la distillazione obbligatoria di tre milioni di ettolitri di vino, non con la vendemmia verde di 100mila ettari di vigneto, ma con strategie positive che guardano allo sviluppo del comparto, a partire dalla programmazione e dalla promozione dei nostri grandi vini.

Settimane cruciali per il futuro e la credibilità dell’Unione Europea. Il prof. Frascarelli ha invece affrontato il tema del ruolo strategico a cui il comparto agricolo e gli agricoltori saranno presto chiamati a svolgere, un argomento di assoluta attualità, visto che proprio in questi giorni se ne sta discutendo (in videoconferenza) a livello di Consiglio europeo. Entro il prossimo mese di luglio, infatti, i 27 Stati Membri dovranno dare il via libera al Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), comprendente le risorse che saranno messe a disposizione delle politiche UE per i prossimi sette anni, ma soprattutto della ripresa economica di un’Unione pesantemente colpita dalla crisi causata da Covid-19. La Commissione europea ha già presentato la sua proposta, allineando una potenza di fuoco pari a 1.100 miliardi di euro. A questi dovrebbero aggiungersi i 750 miliardi del “Next Generation EU”, lo strumento operativo del nuovo “Recovery Plan” per la ripresa economica dell’UE dall’attuale crisi, di cui 500 miliardi in forma di sovvenzioni e 250 sottoforma di prestiti. In tutto 1.850 miliardi di euro, che si aggiungono ai 540 miliardi destinati alle misure già concordate nelle scorse settimane – da “SURE” (cassa integrazione per Covid-19) ai prestiti della Banca Europea per gli Investimenti – e alla modifica dell’attuale QFP per sbloccare 11,5 miliardi aggiuntivi già nel 2020. Si tratta di uno sforzo complessivo senza precedenti nella storia dell’Unione Europea, che al momento si presenta però ancora in veste di proposta – seppur già approvata dall’Europarlamento – ma per la quale si attende il semaforo verde da parte dei 27 Stati Membri entro il prossimo mese di luglio.

La programmazione futura per il comparto agricolo. Ma come si inseriscono nella programmazione futura europea i comparti dell’agricoltura, della pesca, delle foreste e della “ruralità” nel suo complesso. Sono questi settori economici ritenuti “strategici” che stanno vivendo un momento di grande fermento e rinnovamento. Si pensi solo che nei prossimi mesi sarà approvata la futura Politica Agricola Comune (PAC) e che agli agricoltori verrà chiesto di svolgere un ruolo importante nell’ambito delle due nuove Strategie “Farm to Fork” (in pratica, dal campo al piatto) e “Biodiversità 2030”, cardini del “Green Deal Europeo”, l’accordo che dovrebbe spingere l’Europa verso la neutralità climatica entro il 2050. Per la buona riuscita di questi propositi sarà però determinante stabilire sia l’impegno richiesto ai settori agricolo, della pesca e della silvicoltura, sia (e soprattutto) l’impatto che le Strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” avranno su questi stessi comparti. Gli agricoltori e i pescatori europei meritano una transizione equa, condizioni prevedibili e adeguate risorse finanziarie; ma a quanto ammontano le risorse che l’Unione Europea intende mettere a disposizione di questi specifici comparti?

Risorse finanziarie per l’agricoltura. La Commissione, nella sua proposta per un bilancio europeo a lungo termine “rafforzato”, ha previsto un incremento per il capitolo agricolo di ben 9 miliardi di euro (4 miliardi per il Fondo europeo agricolo di garanzia, ovvero la PAC; e 5 miliardi per il Fondo europeo agricolo per lo Sviluppo rurale, ovvero i PSR). Inoltre, l’Esecutivo ha proposto di incrementare anche il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca di 500 milioni di euro. Ulteriori 15 miliardi saranno infine resi disponibili per lo Sviluppo rurale nell’ambito di “Next Generation UE” per sostenere ulteriormente le aree rurali, che rivestono un ruolo vitale nell’ambito della transizione verde e nel contesto degli ambiziosi obiettivi climatici e ambientali dell’Europa. La proposta della Commissione riconosce, dunque, l’importanza strategica del settore agricolo europeo e di conseguenza la necessità di sostenere gli agricoltori e l’economia rurale, si tratta ora di attendere cosa decideranno di fare i 27 Stati Membri.

PAC, azione di greening inefficace dal punto di vista ambientale, a segnalarlo la Corte dei conti europea

L’UE spende 12 miliardi di euro l’anno per  l’inverdimento (greening), pari al 30 % di tutti i pagamenti diretti della PAC e a quasi all’8% dell’intero bilancio dell’UE. Per gli agricoltori, questo si traduce in un importo medio di circa 80 euro per ettaro all’anno. Quando è stato introdotto l’inverdimento nel 2013, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno spostato questi fondi dagli altri pagamenti diretti. L’ammontare totale dei pagamenti diretti della PAC è quindi rimasto sostanzialmente stabile.

L’inverdimento rientra nell’ambito della gestione concorrente, in cui la Commissione europea detiene la responsabilità complessiva per l’esecuzione del bilancio dell’UE, ma delega i compiti di attuazione agli Stati membri. Lo scopo della sua introduzione era quello di compensare gli agricoltori per l’impatto positivo che tali pratiche avrebbero prodotto sull’ambiente, un beneficio che non sarebbe stato altrimenti compensato dal mercato. Si tratta dell’unico pagamento diretto la cui principale finalità dichiarata è di carattere ambientale.

La verifica. La Corte dei conti europea, quindi, ha esaminato se l’inverdimento sia stato in grado di migliorare la performance della PAC sul piano ambientale e climatico in linea con gli obiettivi dell’UE. Sono state consultate le autorità di cinque Stati membri: Grecia, Spagna (Castiglia e León), Francia (Aquitania e Nord-Pas-de-Calais), Paesi Bassi e Polonia. È emerso che la Commissione europea non aveva sviluppato una logica di intervento completa per i pagamenti verdi, né aveva definito obiettivi ambientali chiari e sufficientemente ambiziosi da conseguire grazie a tali pagamenti. Inoltre, la dotazione di bilancio assegnata all’inverdimento non è basata sul conseguimento degli obiettivi della politica in materia di ambiente e clima. In base a quanto osservato, la Corte ritiene improbabile che l’inverdimento apporti benefici significativi per l’ambiente e per il clima, principalmente perché una parte significativa delle pratiche sovvenzionate sarebbe stata attuata comunque, anche senza tale contributo. La Corte stima che i cambiamenti delle pratiche agricole indotti dall’inverdimento interessino soltanto il 5% circa della superficie agricola dell’UE. La Corte ha rilevato infine che è improbabile che i risultati della politica giustifichino la notevole complessità che l’inverdimento ha aggiunto alla PAC, dovuta in parte alla sovrapposizione tra gli obblighi introdotti dall’inverdimento e gli altri obblighi ambientali della PAC.

Raccomandazioni. La Corte raccomanda alla Commissione di definire, in occasione della prossima riforma della PAC, una logica di intervento completa riguardo al contributo della PAC agli obiettivi dell’UE in materia di ambiente e di clima. Nella proposta di riforma, la Commissione dovrebbe applicare i seguenti princìpi:gli agricoltori dovrebbero percepire i pagamenti PAC soltanto se rispettano una serie di norme ambientali di base. Le sanzioni applicate in caso di inosservanza dovrebbero costituire un deterrente sufficiente; i programmi agricoli volti a rispondere a necessità di carattere ambientale e climatico dovrebbero includere obiettivi di performance e finanziamenti che rispecchino i costi sostenuti e il mancato guadagno risultante da pratiche che vanno oltre gli standard ambientali di base; quando gli Stati membri hanno la possibilità di scegliere tra più opzioni per l’attuazione della PAC, dovrebbero dimostrare di aver scelto opzioni efficaci ed efficienti ai fini del conseguimento degli obiettivi della politica.

Fonte: Servizio stampa Corte dei conti europea

 

 

Commissione Europea propone regolamento Omnibus per semplificare la politica agricola europea

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiLa Commissione europea ha proposto una serie di nuovi provvedimenti volti a semplificare ulteriormente la PAC (Politica Agricola Europea), con l’obiettivo di stabilizzare il reddito degli agricoltori e di facilitare l’accesso al credito.

Pacchetto Omnibus. Allo scopo, nel corso dell’ultimo anno, la Commissione europea ha introdotto quattro provvedimenti “semplificativi” a cui ora si aggiungono le misure del pacchetto Omnibus proposto dall’Esecutivo. Queste proposte rientrano nel pacchetto di revisione del Quadro Finanziario Pluriennale e interessano tutti e quattro i regolamenti di base della PAC: Sviluppo rurale, Pagamenti diretti, OCM e Regolamento orizzontale. Le proposte contenute nel pacchetto Omnibus richiedono ora la piena co-decisione del Consiglio e del Parlamento europeo. Come ha precisato il Commissario Hogan: “Queste nuove modifiche non cambiano l’orientamento della PAC ma puntano a rafforzare il processo di semplificazione della PAC. Dotrebbero entrare in vigore entro l’inizio del 2018”.

Strumenti. Per quanto riguarda il regolamento sullo Sviluppo rurale, le nuove proposte di modifica prevedeno l’introduzione di strumenti di stabilizzazione del reddito su misura per settore specifico. La proposta risponde alla necessità di creare strumenti adeguati per sostenere gli agricoltori in tempi di crisi del mercato (basti pensare alla crisi che ha investito in questi ultimi due anni i settori europei della zootecnia e dell’ortofrutta). Accesso al credito. Un altra sostanziale proposta di modifica del regolamento sullo Sviluppo rurale prevede l’introduzione di norme più semplici per l’accesso ai prestiti e ad altri strumenti finanziari. Tali modifiche hanno lo scopo di migliorare l’uso degli strumenti finanziari nel settore agricolo e fornire un maggiore accesso al capitale per gli agricoltori, soprattutto per i giovani agricoltori per i quali l’accesso al credito rappresenta un problema reale. L’obiettivo generale è quello di garantire il più possibile l’uso mirato del denaro pubblico e aumentare la competitività del settore agricolo. Pagamenti diretti. Per quanto riguarda il regolamento sui Pagamenti diretti, la Commissione propone di consentire agli Stati Membri una maggiore discrezionalità nell’applicazione della definizione di “agricoltore attivo”. In questo modo ciascun Paese potrà decidere se continuare o meno ad applicare l’attuale definizione. Se applicata, il sistema risulterà molto meno gravoso e saranno sostanzialmente facilitate le pratiche burocratiche sia per gli agricoltori che per le Amministrazioni nazionali/regionali. Maggiori informazioni sui provvedimenti “semplificativi” della PAC sono reperibili a questo link.

Fonte: Europe Direct Veneto

15 maggio 2014 ore 11,30: la riforma della PAC in mezzora sul web

Quaderno n. 15 RIFORMA DELLA PACUn webinar (seminario via web) sulla riforma della politica agricola europea 2014-2020, con particolare attenzione alla sostenibilità e all’innovazione che il nuovo corso avrà sulle aziende agricole. E’ questo, in sintesi, il contenuto dell’iniziativa promossa da Veneto Agricoltura, tramite il suo sportello di informazioni dall’UE Europe Direct Veneto, questa mattina (ore 11,30) nell’ambito del progetto europeo “APP4INNO”.

Di cosa si parlerà. In poco più di mezzora, agli internauti che seguiranno l’evento, saranno spiegati i passaggi salienti della nuova PAC 2014-2020: dal contesto in cui è stata definita alla sua architettura, dalle risorse finanziarie messe a disposizione degli agricoltori per i prossimi sette anni alle sue novità più importanti (pagamenti diretti, greening, etc.). Al termine della relazione, facilitata dall’ausilio di alcune slide, è previsto uno spazio per le domande e un confronto in diretta.

Come partecipare? Per seguire l’evento su PC, tablet e smartphone è molto semplice: è sufficiente iscriversi (gratuitamente) all’indirizzo: http://network.app4inno.eu/it/webinar-link e attendere l’avvio dei lavori (ore 11,30).

 

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Una primavera ricca di appuntamenti per i soci ARGAV

Franco Manzato assessore Agricoltura Regione Veneto

Inizio di Primavera pieno di appuntamenti per i soci ARGAV: si comincia venerdì 30 marzo p.v. alle ore 10.00 con la conferenza stampa dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Franco Manzato organizzata dall’Ufficio Stampa della Giunta Regionale del Veneto, in collaborazione con ARGAV. Durante l’incontro, che si svolgerà nella sede della Regione a Venezia Mestre (via Torino 110), si farà il punto sui temi all’ordine del giorno del settore primario, PAC e nuova politica agricola comune.

Per il ciclo di incontri ARGAV/Wigwam, sempre venerdì 30 marzo p.v. alle ore 19.00, nella consueta sede del Circolo di Campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) in via Porto 8, avremo ospite Pippo Gianoni, docente italo-svizzero allo I.U.A.V. Venezia, noto esperto di pianificazione territoriale, il cui percorso formativo di ingegnere forestale ed esperto in protezione dell’ambiente sta alla base di una visione integrata tra i temi della progettazione e della valutazione ecologica. Oltre a Gianoni, ci saranno i Rappresentanti dei Comitati impegnati a contrastare grandi progetti di urbanizzazione del territorio e conseguente perdita di terreno agricolo, quali “Veneto City”, “Quadrante di Tessera”, “Pedemontana Veneta”, ecc. In apertura di incontro sarà proiettato il video “Pedemontana Veneta: la cattiva strada”. Rispetteremo così un obbiettivo, che ci siamo prefissi, come Direttivo ARGAV, per il 2012: aprire una riflessione sul modello di sviluppo veneto. Il momento conviviale seguente, grazie alla generosa ospitalità di Efrem Tassinato, sarà incentrato, questa volta, sulle prelibatezze greche.

Da annotare in agenda anche sabato 14 aprile p.v. perché, al mattino, nella sala convegni della Cantina dei Colli Berici a Lonigo (Vicenza), terremo l’assemblea per l’approvazione del bilancio ma, a seguire, daremo vita ad un qualificante convegno sul tema “Lo spreco alimentare (ma non solo) nel tempo della crisi”.

Convocato per giovedì 2 febbraio 2012 a Verona il prossimo direttivo ARGAV in coda al Convegno-seminario PAC@50

Giovedì 2 febbraio p.v., alle ore 17,50, nella sala Respighi di Veronafiere si svolgerà il direttivo ARGAV. L’incontro si svolge in coda al Convegno-seminario per giornalisti e comunicatori istituzionali che avrà inizio alle ore 15.00, sempre in sala Respighi, “PAC@50: 50 anni di Politica agricola comune e oltre” organizzato, nell’ambito di Fieragricola, dall”Istitituto Nazionale di Economia Agraria e la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, in collaborazione con L’Unione nazionale Associazioni Giornalisti Agricoltura (UNAGA).

In occasione del 50mo anniversario della PAC, il convegno intende ripercorrere le sue principali tappe, i risultati raggiunti e le sue evoluzioni nel tempo, affrontando anche le nuove opzioni per il post-2013. Nello scenario più ampio di un’Europa allargata e in una situazione di crisi e incertezza sulle finanze pubbliche, il convegno approfondisce anche la posizione dell’Italia nel negoziato e il ruolo assunto dalla PAC nel processo di evoluzione dell’agricoltura nel nostro Paese. L’iniziativa permetterà inoltre a giornalisti e operatori della comunicazione di aggiornarsi sugli strumenti che l’UE mette a disposizione per approfondire le conoscenze in questo settore.

Partecipanti. L’incontro, moderato da Mimmo Vita, presidente UNAGA, vedrà i saluti di Tiziano Zigiotto, Presidente dell’Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA) e Matteo Fornara, Direttore della Rappresentanza a Milano della Commissione europea. Gli interventi previsti sono di Aldo Longo, Direttore presso la Direzione Generale Agricoltura della Commissione Europea – “50 anni di PAC e le nuove proposte della Commissione”, Felice Assenza, Dirigente Rapporti Internazionali del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali – “Gli interessi dell’Italia nel nuovo negoziato PAC” e Alessandra Pesce, Responsabile Servizio Ricerche Macro-economiche e Congiunturali dell’INEA – “50 anni di agricoltura in Italia e il ruolo della PAC”. Al termine sarà presentata la nuova piattaforma virtuale http://www.ag-press.eu/ per giornalisti e comunicatori, specializzati in agricoltura nell’Unione europea. La partecipazione è gratuita. Per informazioni:Ufficio stampa, COMM-REP-ROM@ec.europa.eu tel. 06.699991.

Un sito internet sulla PAC per i giornalisti

Il socio ARGAV Renzo Michieletto ci rende partecipi di questa interessante notizia. La DG Agricoltura e Sviluppo rurale della Commissione europea ha lanciato una piattaforma elettronica per i giornalisti (non è aperta al pubblico) che scrivono su temi agricoli. Cliccando su www.ag-press.eu è possibile accedere a notizie, materiale di comunicazione e informazioni relative le questioni agricole, nonché a una serie di risorse esclusive. Sul sito i giornalisti sono invitati a interagire con storie personali, articoli e materiale audiovisivo, partecipando a discussioni, commentando e valutando i contributi di altri.

Questa piattaforma on-line è la più recente e accessibile fonte di informazioni per i giornalisti europei oggi a disposizione, ma anche una possibilità per dar vita ad una rete e scambiare informazioni oltre i confini nazionali. Per avviare il progetto, il team responsabile della piattaforma ha collaborato con una rete di giornalisti e redattori di tutti i 27 Stati dell’UE. Una particolare attenzione è stata posta verso coloro che non hanno dimestichezza con le Istituzioni europee e con i più comuni “canali di Bruxelles”. Per accedere al sito web è necessario compilare un semplice modulo di registrazione, poco dopo si riceverà un messaggio con la password personale che permetterà di prendere parte alle discussioni.

Dal 12 ottobre 2011 prende il via il negoziato sulla PAC, Coldiretti Rovigo dice no ai tagli per l’Italia

«La previsione del taglio del 5 per cento complessivo del valore nominale degli stanziamenti Pac (Politica agricola comunitaria) per l’Italia, che in un momento di crisi come questo, non è poco, sarebbe una nuova batosta per la nostra agricoltura, che già soffre per la contrazione dei consumi e la bassa redditività».

Sviluppo dell’agricoltura in mano all’Ue. Così il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, commenta la nuova proposta legislativa di riforma della Politica agricola comune per il periodo 2014-2020, che la Commissione europea presenterà al Parlamento Ue il prossimo 12 ottobre. Un fatto tutt’altro che lontano perché lo sviluppo dell’agricoltura in generale, anche polesana, dipende totalmente dalle decisioni europee sul comparto. La riforma Pac, che dovrà essere varata entro l’anno 2013, è la prima che interessa l’Europa a 27 stati membri, poiché l’ultima risale al 2003.

L’Italia deve fare pressing più che in passato. «Il nostro futuro di imprenditori agricoli e la salvaguardia del territorio connessa all’attività agricola – chiarisce Giuriolo – dipendono dagli obiettivi che si darà la Pac e, dunque, dal pressing che saprà fare l’Italia in sede europea, sia in ordine alla diminuzione dei tagli previsti, sia in ordine ai meccanismi di stanziamento finanziario, che dovranno assolutamente privilegiare chi vive di agricoltura, il lavoro, il tipo di produzione ed i progetti a difesa del territorio rurale, e non solo il quantitativo di ettari posseduti o la sterile rendita fondiaria, che specula e non investe. In ultima analisi il nostro futuro dipenderà dalla capacità che avrà tutto il nostro governo, il nostro ministro di andare a Bruxelles e trattare in quest’ultima fase con molta più determinazione del passato».

Una Pac che favorisca chi vive di agricoltura. «Come Coldiretti – precisa Giuriolo – ci muoveremo a tutti i livelli e non scenderemo a compromessi per ottenere una riforma della Pac che tuteli il “made in Italy”, che valorizzi la capacità dell’agricoltura italiana di produrre qualità, sicurezza alimentare, distintività, legame con il territorio, filiera corta, attenzione ai bisogni e alle aspettative dei consumatori; ma soprattutto una Pac che, nel momento in cui le risorse vanno a calare, premi le imprese e gli imprenditori più professionali, vale a dire quei soggetti che vivono di agricoltura. Gli obiettivi che si darà la Pac nel dirigere gli stanziamenti europei saranno determinanti per salvaguardare i terreni agricoli e far cessare anche quegli obbrobri cui abbiamo assistito qui in Polesine, delle campagne ricoperte di pannelli fotovoltaici».

(fonte Coldiretti Rovigo)

L’agricoltura italiana si accorda sui principi della futura PAC

Tutte le organizzazioni del settore agricolo, compresi sindacati e mondo cooperativo, hanno sottoscritto un documento comune contenente le richieste dell’agricoltura italiana da portare in sede Ue, nel dibattito sulla riforma della Politica agricola europea, la nuova PAC. Sola eccezione a questa unanimità di intenti, quella dell’industria alimentare i cui rappresentanti hanno ritenuto di non sottoscrivere il documento d’accordo finale. Il rapporto è stato consegnato al Ministro Giancarlo Galan in occasione del Forum organizzato dal ministero delle Politiche agricole sul futuro della Pac in cui lo stesso Ministero aveva presentato un documento di sintesi sul tema.

Mantenere una dotazione finanziaria adeguata e far valere nella distribuzione delle risorse criteri che privilegino la qualità e non la quantità: questi i punti fondamentali secondo le rappresentanze del mondo agricolo italiano dai quali partire pregiudizialmente nella negoziazione sulla nuova politica comune. Nel suo discorso al Forum, il ministro Galan ha chiesto di andare oltre, per razionalizzare la spesa: “ci vuole – ha detto – meno burocrazia, meno dirigismo, meno assistenzialismo. Sono queste le parole chiave più importanti se si tiene conto che 761mila persone ricevono oggi meno di 1.000 euro e che 196mila ricevono meno di 200 euro. Tutto questo fa il bene del comparto? Non so quanti politici e amministratori si sentiranno di togliere questo contributo, ci vorrà coraggio. Io ce l’ho”.

Il documento delle organizzazioni agricole dice no all’adozione di criteri di distribuzione delle risorse che siano esclusivamente basati sulla superficie agricola e sottolinea la necessità che nella cornice della nuova Pac siano previsti strumenti flessibili in grado di dare sostegno al settore nel caso di estrema volatilità dei prezzi. Inoltre si chiede l’elaborazione di un Documento sullo Sviluppo rurale a livello nazionale che assicuri flessibilità ed autonomia dei programmi regionali in un quadro di garanzia nazionale per i prodotti di pregio.

(fonte www.garantitaly.it)

Presidenza ungherese dell’UE e politica agricola

L’Ungheria, Presidente di turno dell’Unione Europea, in questo primo semestre 2011, sta mostrando di avere a cuore le sorti dell’agricoltura europea.  Il dibattito politico sul futuro della PAC rappresenta il principale tema discusso in sede di Consiglio dei Ministri agricoli europei in questo avvio di 2011.

Obiettivi del semestre. Per quanto riguarda invece le iniziative legislative, la Presidenza ungherese intende proseguire i lavori sul “pacchetto qualità” e sul “pacchetto latte” nonché sulla proposta relativa alla contrattualizzazione nel settore latte. Il follow-up dell’allineamento della legislazione PAC con il Trattato di Lisbona costituirà altresì un aspetto qualificante del semestre. Nei settori alimentare, veterinario e forestale l’accento sarà posto sulle informazioni sui prodotti alimentari per i consumatori,  e la presidenza cercherà di raggiungere un accordo definitivo sui nuovi alimenti.

Proposte legislative per il settore pesca. Un’altra priorità, gia affrontata nella sessione di gennaio, ha riguardato la modifica della legislazione sulla febbre catarrale degli ovini e sulla salute delle api. Infine, la presidenza ha sottolineato l’importanza di formulare un quadro politico per una gestione sostenibile delle foreste in tutta Europa. Per quanto riguarda le priorità relative la Politica della Pesca, la Presidenza ungherese intende concentrarsi sugli elementi essenziali che porteranno alla sua riforma, per la quale, durante questo semestre saranno senz’altro presentate delle proposte legislative. Relativamente alle norme orizzontali in materia di pesca, si cercherà di adottare la proroga della legislazione transitoria sulle misure tecniche. Si cercherà inoltre di incoraggiare la conclusione di accordi di partenariato di pesca con paesi terzi.

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)