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PSR 2014-2020, le priorità di Coldiretti per triplicare il ritorno alla campagna

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisi“Priorità al ricambio generazionale affinchè il ritorno alla campagna, già praticato da 2 mila giovani in tre anni, sia triplicato nei prossimi sette, massimo impegno finanziario per la ristrutturazione delle aziende orientate al mercato, incentivi alle aggregazioni di imprese agroalimentari con regimi di qualità e incoraggiamento all’accorciamento della filiera produttore-consumatore, efficiente gestione della risorsa idrica e del suolo quali beni comuni, fondamentali per la comunità, che la politica non può ignorare”.

Rischio di disperdere risorse. Sono queste le linee individuate da Coldiretti Veneto per la stesura del prossimo Programma di Sviluppo Rurale che detterà le regole per la strategia agroalimentare regionale del 2014-2020. Non manca certo l’attenzione, nel documento già consegnato alla Giunta del Veneto, alle imprese condotte da donne che rappresentano – secondo i dati di Coldiretti – il 30% della propria base associativa pari a 24 mila imprese che sono il fiore all’occhiello della creatività e la miglior espressione d’avanguardia del settore che fattura oltre 5 miliardi di euro. “Proprio per questo – continua Coldiretti – non si può correre il rischio di perdersi in diciotto obiettivi calati dall’alto affrontati in diversi tavoli col rischio di cadere nell’inutilità delle misure. Bruxelles ha deciso per il Veneto – come per tutta Europa – interventi che spaziano dal risparmio energetico in un settore che non è energivoro fino alla limitazione del protossido di azoto negli allevamenti. Se, invece, si concentrano le risorse su uno sviluppo sostenibile mirato si può ottenere, con poco, molto in termini di sicurezza alimentare, ambientale e di salvaguardia del territorio”.

Individuare da subito le priorità. Coldiretti sostiene che la qualità della vita per l’intera collettività vale, per l’Unione Europea, 80 milioni l’anno. Infatti il taglio dei fondi comunitari è pari al 50% e se non si procede con coraggio individuando da subito le priorità ci si può smarrire nelle varie direttive, con dispendio non solo di finanziamenti ma anche di energie amministrative a favore, magari di un pugno di beneficiari, non incidendo cosi sulle reali esigenze di tutte le 120 mila aziende agricole che possono sfruttare queste opportunità per rigenerarsi e innovarsi.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

PAC 2014-2020, l’assessore regionale all’Agricoltura Manzato: “Sosteremmo autorizzazioni a piantare per i vigneti ma attenzione a zootecnia, bietola e tabacco”

Franco Manzato assessore Agricoltura Regione Veneto

Franco Manzato assessore Agricoltura Regione Veneto

“Sosterremo il sistema di ‘autorizzazioni a piantare per i vigneti, ma allerta per i settori zootecnico, bieticolo e tabacchicolo per i quali chiediamo di orientare il pagamento accoppiato”. Questa la posizione espressa da Franco Manzato, in occasione dell’incontro svoltosi lo scorso 5 luglio a Milano tra gli assessori all’agricoltura delle Regioni Veneto, Lombardia e Piemonte sui temi del settore primario, alla luce del recente accordo siglato dalla Commissione europea sulla nuova Politica Agricola Comune, che sarà attivata dal primo gennaio 2014.

Pagamenti accoppiati e diretti. L’assessore veneto ha sottolineato che, in attesa della votazione ufficiale della PAC, il Veneto sta già formulando precise richieste sulla base delle linee guida dettate dalla Commissione, che verranno presentate per l’attuazione in sede nazionale. Queste sollecitazioni includono la spinta per l’inserimento dei settori zootecnico (carne, latte), bieticolo e tabacchicolo tra i pagamenti accoppiati, per compensarli degli effetti negativi della riforma dei pagamenti diretti (convergenza regionalizzazione, greening) e dell’OCM unica (abolizione “quote” zucchero).

Viticoltura, da diritto d’impianto ad autorizzazione a piantare. “Comunque – ha aggiunto Manzato – siamo soddisfatti del risultato ottenuto insieme all’Assemblea delle Regioni Europee Vitivinicole (AREV), che ci consentirà di mantenere l’attuale stato di eccellenza delle nostre produzioni, trasformando il ‘diritto di impianto’ in semplice ‘autorizzazione a piantare’, metodo più flessibile e dinamico, invece della sua abolizione sic et simpliciter”.  “E’ nostra precisa volontà – ha concluso Manzato – coordinare un’azione comune delle Regioni del nord, al fine di presentare a Bruxelles un piano di azione congiunto. Inoltre, oggi a Milano abbiamo dato indicazione ad alcuni parlamentari di avviare proficue discussioni in Senato e Camera dei Deputati, portando l’attenzione su temi specifici, quali i nitrati, il piano irriguo nazionale, gli ogm, la legge recupero suolo, la semplificazione e sburocratizzazione”.

(Fonte: Regione Veneto)

Riforma PAC 2014-2020, trovato l’accordo politico

programma 27 settembre PAC bozza 3Dopo due anni di lavoro, circa 8.000 emendamenti presentati e 50 incontri interistituzionali (triloghi), si è arrivati a una riforma della PAC sostanzialmente migliorata rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea. Si tratta, come viene rilevato da più parti, di una riforma che premia il lavoro e l’impresa, più verde, equa e flessibile, orientata ai giovani e in grado di offrire risorse ai soli agricoltori professionali, allo scopo di fornire loro strumenti che li renda più competitivi.

Gli obiettivi raggiunti con l’accordo di fine giugno sono molteplici: dall’esenzione dal greening (misure ambientali) per le colture mediterranee (oliveti, agrumeti, ecc.) e per le colture sommerse (riso), al blocco della liberalizzazione “selvaggia” dei diritti di impianto dei vigneti che tutela le produzioni di qualità e introduce un nuovo sistema di autorizzazioni a partire dal 2016; dalla rivisitazione del regime di aiuti per il settore dell’olio in un’ottica più efficace e funzionale, al reinserimento del grano duro tra i prodotti beneficiari dell’intervento pubblico; dalla programmazione produttiva estesa ai prosciutti DOP e IGP all’incremento degli aiuti ai giovani agricoltori, solo per citarne alcuni. Il tutto valorizzando e sostenendo solo i veri agricoltori con comprovate capacità professionali ed economiche. “Importanti traguardi – ha sentenziato Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo – che, se si raggiungerà un accordo sul bilancio pluriennale dell’UE, scriveranno le pagine dell’agricoltura comunitaria dei prossimi sette anni”.

(Fonte: Veneto Agricoltura – Ufficio Stampa Europe Direct Veneto)

Cosa cambia con la PAC 2014-2020, se ne è parlato al convegno di Coldiretti Rovigo

Coldiretti convegno PACPagamenti diretti solo agli agricoltori di professione, redistribuzione delle risorse fra i 27 stati membri per cui l’Italia perderà il sei per cento dell’attuale budget, proposta una componente ecologica degli aiuti (“greening”).  Sono alcune delle novità della Politica agricola comunitaria (Pac) in discussione a Bruxelles, presentate lo scorso 26 aprile, al convegno di ColdirettiLa nuova Pac 2014-2020, principali elementi del negoziato”, che si è svolto a Lendinara, col patrocinio di Cariveneto e Agriventure, in un teatro Mignon tutto esaurito.

Platea convegno Coldiretti PACAgricoltori “veri”. Relatore d’eccezione, Paolo Magaraggia dell’Ufficio Coldiretti Bruxelles, che sta seguendo da molto vicino lo svolgersi del negoziato a tre (il cosiddetto “trilogo”) tra i rappresentanti incaricati di Consiglio, Parlamento e Commissione europei, che è partito l’11 aprile scorso e che dovrebbe terminare il prossimo 18 giugno, con un accordo condiviso di riforma della Pac, che entrerà in vigore dal 2014 al 2020. “L’accordo non è ancora definito – ha ricordato prudentemente Paolo Magaraggia – Siamo in una fase decisiva di un lungo percorso iniziato nel 2011 e che si spera abbia esito positivo per il nostro paese. In particolare – ha spiegato – per quanto riguarda la definizione di “agricoltore attivo”, si spera che venga confermata la proposta del Consiglio che riconosce agli stati membri la libertà di determinare i criteri di individuazione dei veri agricoltori”. In buona sostanza l’attuale proposta prevede che vengano concessi “pagamenti diretti Pac” soltanto a chi vive di agricoltura, cioè trae dall’azienda agricola il suo reddito principale, con esclusione dei meri proprietari di terreni, delle società immobiliari, degli aeroporti e di tutto quanto non sia “agricoltura”. Se approvata, questa sarà la grande svolta della Pac, “fortemente voluta da Coldiretti – come ha commentato il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo – perché si sapeva che le risorse complessive indirizzate alla Politica agricola comunitaria sarebbero diminuite e, dunque, era necessario concentrarle solo sui soggetti meritevoli”.

Per l’Italia, forte riduzione della dotazione finanziaria per pagamenti diretti. I tagli al budget che arriverà complessivamente in Italia saranno feroci, per effetto della redistribuzione delle risorse tra i 27 paesi europei: si toglie soprattutto agli stati mediterranei oltre Olanda e Belgio, per dare al nord est europeo (Lettonia, Romania, Estonia, Bulgaria, Lituania). “Per l’Italia – ha spiegato Magaraggia – l’accordo del Consiglio, rispetto alla situazione attuale, comporta una riduzione della dotazione finanziaria per pagamenti diretti di 1,915 miliardi di euro (-6,6 per cento). Inoltre, la proposta della Commissione, confrontando l’anno 2020 col 2013, prevede già una riduzione del bilancio Pac in termini reali, per l’inflazione, di circa il 12 per cento, per tutti i paesi. Complessivamente, l’Italia, a regime, vedrà una perdita di pagamenti diretti di circa il 18-19 per cento: in valori assoluti, il nostro paese paga, da solo, quasi un terzo dell’intero ammontare di risorse spostate tra i 27 stati membri”.

Per gli agricoltori, la fonte di reddito sarà sempre di più il mercato. “In futuro le risorse Pac saranno sempre meno – ha ribadito il direttore di Coldiretti Rovigo, Adriano Toffoli – ed i pagamenti diretti sono solo un tassello minimo del reddito degli agricoltori. Ecco perché, da anni, Coldiretti con e per le sue aziende, sta sviluppando un progetto economico con strategie di vendita alternative, per dare valore aggiunto al prodotto agricolo, basato sulla qualità, sul legame col territorio, sulla distintività, sul no-ogm, sulle filiere corte gestite dagli agricoltori. Perché la fonte principale di reddito dell’agricoltore sarà sempre di più il mercato e la sua capacità di stare sul mercato”.

Greening, negoziato ancora in corso. “Per quanto riguarda la proposta relativa al “greening”, il “rinverdimento della Pac” – ha concluso Magaraggia – si spera che il negoziato in corso, riconosca valenza ambientale alle nostre produzioni mediterranee, come i frutteti ed i vigneti”. La nuova componente ecologica degli aiuti Pac, il cosiddetto “greening”, si traduce in una serie di obblighi di osservanza delle buone pratiche agricole a beneficio di clima e ambiente, che, se non rispettati, possono comportare la revoca totale o parziale del pagamento Pac. Le pratiche agricole benefiche sono: la diversificazione delle coltivazioni, i prati permanenti dichiarati nel 2014, una percentuale (ancora in discussione) di superficie da destinare ad aree ecologiche (terreni a riposo, terrazze, fasce tampone e boschi, colture azoto-fissatrici). Al convegno, oltre ai vertici locali e provinciali di Coldiretti e di Agriventure, era presente in forze l’amministrazione comunale lendinarese, con in testa il sindaco Alessandro Ferlin.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Riforma PAC 2014-2020 verso la conclusione

programma 27 settembre PAC bozza 3I Ministri europei dell’agricoltura hanno trovato la quadra sulla riforma della PAC post 2013. L’intesa è stata raggiunta a maggioranza qualificata, con il sostegno di 25 Paesi su 27 (contrari Slovacchia e Slovenia). La Presidenza di turno irlandese dell’UE ha comunque assicurato di aver ricevuto un “forte mandato” per negoziare, nel rispetto del calendario previsto, questa complessa partita con Commissione e Parlamento a partire da aprile. Obiettivo: concludere l’iter di riforma entro giugno.

In sintesi. Nel prossimo mese di giugno, il lungo e complesso iter di riforma che ha visto susseguirsi una serie di impennate e soste forzate, arriverà a compimento. Per la prima volta nella storia dell’Unione Europea sono entrati in gioco i poteri legislativi del Parlamento in materia agricola. La nuova PAC sarà così decisa congiuntamente da Parlamento, Consiglio e Commissione. La fase dei triloghi è iniziata l’11 aprile con il confronto tra Consiglio e Commissione sull’intero impianto della riforma, sul quale si conta di raggiungere un accordo entro la conclusione del semestre di Presidenza irlandese, ovvero il prossimo mese di giugno. Il via del Parlamento europeo (con vari distinguo). Il progetto di mandato per i negoziati con gli Stati Membri relativo alle future regole sui “Pagamenti diretti” è stato approvato con 427 voti (224 contrari e 32 astensioni). Quello riguardante i negoziati sulle norme future per lo “Sviluppo rurale” è stato invece approvato con 556 voti (95 contrari e 18 astensioni). Il progetto di mandato per i negoziati sulla futura “Organizzazione Comune di Mercato” è stato approvato con 375 voti (277 contrari e 24 astensioni). Infine, il mandato sui negoziati in materia di “Norme di finanziamento, di gestione e di monitoraggio” è stato approvato con 474 voti (172 contrari e 23 astensioni).

Una PAC più equa. Come ha rilevato dopo il voto lo stesso Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, con questo provvedimento “è stato raggiunto un giusto equilibrio tra sicurezza alimentare e miglioramento della protezione ambientale. In questo modo, la nuova politica agricola europea potrà in futuro fornire maggiori beni pubblici ai cittadini. Allo stesso tempo, la nuova PAC dovrà essere resa meno burocratica e più equa per gli agricoltori, per rafforzarli e aiutarli a fronte a situazioni di crisi. Gli aiuti agli agricoltori sono soldi pubblici e quindi devono essere resi noti, ecco perché abbiamo votato in favore della loro pubblicazione. E abbiamo anche eliminato la possibilità che un agricoltore sia pagato due volte per lo stesso motivo. Questa sarà la posizione del Parlamento europeo al momento di negoziare la sua forma definitiva con gli Stati “Membri”. Greening. Il 30% dei bilanci nazionali per i pagamenti diretti dovrebbe essere subordinato al rispetto delle misure di greening obbligatorie, ma il Parlamento europeo sottolinea che tali misure devono essere rese più flessibili e graduali. Le tre misure principali (diversificazione delle colture, conservazione dei pascoli permanenti e creazione di aree di interesse ecologico), rimarrebbero tali, ma con alcune eccezioni, ad esempio, per prendere in considerazione le dimensioni dell’azienda.

Le sfide dei mercati. Per aiutare gli agricoltori a far fronte alla volatilità del mercato e a rafforzare la loro posizione contrattuale sui prezzi, le organizzazioni degli agricoltori dovrebbero avere nuovi strumenti a disposizione ed essere autorizzate a negoziare contratti per conto dei loro membri. Quote latte, zucchero e vino. Per garantire che la fine delle quote latte non comporti una crisi nel settore lattiero-caseario si dovranno prevedere aiuti per almeno tre mesi per i produttori di latte che hanno volontariamente tagliato la produzione di almeno il 5%. Emendamenti che chiedevano una proroga delle quote latte, oltre la data di scadenza del 2015, sono stati respinti. Il Parlamento ha posto il veto a proposte di permettere la fine delle quote per lo zucchero, in scadenza nel 2015, per consentire ai produttori di barbabietole di prepararsi alla liberalizzazione del settore prevista nel 2020. Anche il diritto di impianto della vite dovrebbe essere prorogato almeno fino al 2030.

Soglia, giovani, grandi beneficiari, tetto massimo degli aiuti, sburocratizzazione. Gli agricoltori di tutti gli Stati Membri non dovrebbero ricevere aiuti al di sotto del 65% della media UE. Il Parlamento ha anche votato a favore della pubblicazione dei beneficiari dei finanziamenti agricoli e ha inserito un elenco di proprietari terrieri, come gli aeroporti e le società sportive, che dovrebbero essere automaticamente esclusi dal finanziamento comunitario, a meno che non dimostrino che l’agricoltura contribuisce a una quota sostanziale del loro reddito. I giovani agricoltori dovrebbero ottenere un 25% in più sui pagamenti, per un massimo di 100 ettari, e gli Stati Membri dovrebbero essere liberi di utilizzare più fondi per sostenere i piccoli agricoltori. Il Parlamento ha sostenuto la proposta della Commissione di stabilire un tetto massimo, pari a 300.000 euro, per i pagamenti diretti a qualsiasi azienda e di ridurre sostanzialmente i pagamenti per chi riceve più di 150.000 euro. Ciò non si applicherebbe alle cooperative che ridistribuiscono i pagamenti ai propri membri. Infine, si dovrà puntare a un forte ridimensionamento della burocrazia e garantire che le sanzioni contro la violazione delle regole europee siano proporzionate.

(Fonte: Europe Direct Veneto di Veneto Agricoltura)

Ultima ora, riforma della PAC 2014-2020 in diretta web alle ore 14.00 da Bruxelles

programma 27 settembre PAC bozza 3Oggi pomeriggio alle ore 14.00 in diretta sul web c’è la presentazione dei risultati del voto della Commissione europea sulla riforma della PAC. Presenti Paolo De Castro, Luis Manuel Capoulas Santos, Michel Dantin e Giovanni La Via.  Alle ore 15.00 si può seguire la conferenza stampa. Per seguire l’evento clicca qui.

(Fonte: Europe Direct Veneto Ufficio Stampa di Veneto Agricoltura)

Pac 2014-2020, secondo semestre 2012 cruciale per l’Italia

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) PAC 2014-2020, “les jeux sont faits” per l’Italia? Se così fosse, dalla riforma della politica agricola e rurale europea, l’agricoltura italiana rischierebbe di uscirne un po’ malconcia, visto che, tra i Paesi contributori netti, il Belpaese risulta essere il più penalizzato dal criterio di calcolo, che ha come unico paramentro l’uso della superficie agricola utilizzata e che premia dunque il latifondo rispetto alla coltura specializzata tipica dell’Italia. Ergo, riduzione del 12 per cento delle risorse stanziate rispetto al periodo precedente, vale a dire 1,4 miliardi di euro in meno in cassa per gli agricoltori italiani.

2 febbraio 2012, alcuni componenti del direttivo ARGAV

L’evento veronese ha segnato l’avvio per l’Italia della campagna di comunicazione che celebra 50 anni di PAC. Delle problematiche legate alla nuova PAC, giornalisti e comunicatori istituzionali hanno avuto modo di parlarne giovedì 2 febbraio scorso a Veronafiere, dove, in occasione di Fieragricola, si è tenuto il convegno-seminario “PAC@50: 50 anni di Politica agricola comune e oltre” organizzato dall‘Istitituto Nazionale di Economia Agraria e la Rappresentanza in Italia della Commissione europea in collaborazione con L’Unione nazionale Associazioni Giornalisti Agricoltura (UNAGA). A far gli onori di casa, l’ARGAV in qualità di ARGA ospitante, il cui direttivo si è riunito alla fine dell’incontro. Il convegno veronese, moderato da Mimmo Vita, presidente UNAGA, ha visto i saluti di Tiziano Zigiotto, presidente INEA, istituto attivo dal 1928 e che dal 1965 rappresenta il collegamento tra Italia ed Europa in fatto di analisi di economia agricola, e di Matteo Fornara, direttore Rappresentanza a Milano della Commissione europea. Che ha ricordato come il 2012 rappresenti il cinquantesimo anno dall’attuazione della Pac, grazie alla quale è stato possibile garantire l’approvvigionamento alimentare dei cittadini europei e sostenere la produttività delle campagne europee, nonché di come oggi sia importante affiancare all’obiettivo della sicurezza alimentare la sfida ambientale e l’uso sostenibile delle risorse naturali.

Gli interventi. Aldo Longo, direttore presso la Direzione Generale Agricoltura della Commissione europea, ha commentato in modo positivo il fatto che il budget per il bilancio agricolo sia stato mantenuto, anche se dovrà fare i conti con l’inflazione; inoltre, ha comunicato la volontà della Commissione di ampliare i progetti destinati all’innovazione nel settore primario ma anche della necessità di “attualizzare” i principi ispiratori della riforma agricola per effetto di una maggiore volatilità dei prezzi, per l’aumento dei costi di produzione, per l’aumento della domanda di cibo nonché dei cambiamenti climatici in corso. Alessandra Pesce, responsabile Servizio Ricerche Macro-economiche e Congiunturali dell’INEA, ha posto l’attenzione sulla necessità di sburocratizzare il mondo agricolo italiano, mentre Felice Assenza, dirigente Rapporti Internazionali del Mipaaf, ha focalizzato in alcuni punti le criticità a cui l’Italia va incontro, tra cui, per l’appunto, la redistribuzione degli aiuti diretti tra gli Stati membri calcolata in base alla superficie agricola, la componente ambientale greening, che non comprende le colture legnose a beneficio dei pascoli permanenti e la figura dell’agricoltore attivo, che necessità di una maggiore definizione.

L’Italia può farcela se… I negoziati sulla riforma della PAC inizieranno presumibilmente fra qualche mese, dopo l’esito delle Presidenziali francesi. E l’Italia può contare sulla profonda conoscenza della materia da parte del ministro Catania che, prima di presiedere il ministero dell’Agricoltura, ha sempre trattato per l’Italia con Bruxelles per la PAC. Ma il consiglio migliore indirizzato al ministro Catania sul modo migliore di operare per ricavare il maggior beneficio per l’Italia arriva da Aldo Longo : “Per riuscire a cambiare lo stato attuale della riforma, l’Italia dovrà riuscire a far squadra con altri Paesi membri e portare davanti alla Commissione fatti concreti sull’effettiva convenienza per l’Ue di cambiare quanto già programmato”.


PAC 2014-2020, giovedì 2 febbraio 2012 la stampa agricola incontra a Verona la rappresentanza della Commissione Europea

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Di estremo interesse e utilità l’incontro di approfondimento sulla nuova P.A.C. 2014-2020 organizzato per i soci ARGAV martedì 24 gennaio scorso nella sede del Circolo di Campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD).

A condurlo, in modo magistrale, Renzo Michieletto, socio ARGAV e responsabile Europe Direct di Veneto Agricoltura, che sovrintenderà anche l’incontro con la rappresentanza della Commissione Europea sul futuro della P.A.C. che si terrà giovedì 2 febbraio p.v. in occasione della giornata inaugurale di Fieragricola  (Sala Rossini ore 14,50), promosso da Europe Direct di Veneto Agricoltura, UNAGA ed ARGAV.  Di seguito, la presentazione illustrata da Michieletto nell’incontro di Arzerello.

Video e fono conferenza. Grazie alle tecnologie messe a disposizione da Efrem Tassinato, socio ARGAV, tesoriere UNAGA e presidente nazionale del circuito Wigwam, ad aiutare i soci ARGAV nella comprensione delle problematiche legate alla politica agricola comunitaria ci sono stati anche gli interventi in collegamento video-telefono di Matteo Fornara, direttore della Rappresentanza a Milano della Commissione Europea e di Corrado Giacomini, professore di Economia Agroalimentare all’Università di Parma. Che ha manifestato poche speranze sull’esito positivo delle trattative in corso contro la penalizzazione in termini redistributivi dell’Italia rispetto ad altri grandi Stati membri come la Francia e la Germania.

50 anni di PAC. Fornara ha ricordato ai presenti l’avvio della campagna di comunicazione annuale “50 Anni di Politica agricola comune – Una partnership tra l’Europa e gli agricoltori“. Il 2012, infatti, rappresenta il cinquantesimo anno dall’attuazione della Pac, grazie alla quale è stato possibile garantire l’approvvigionamento alimentare dei cittadini europei e sostenere la produttività delle campagne europee. L’obiettivo della sicurezza alimentare si affianca oggi anche alla sfida ambientale e all’uso sostenibile delle risorse naturali. La campagna costituisce quindi un mezzo attraverso cui riflettere anche su questi temi e prevede, tra le varie iniziative, degli  eventi sull’anniversario della Pac nei sei Stati membri fondatori dell’Ue. Per l’Italia, l’evento previsto è l’incontro stampa del 2 febbraio a Verona.

PAC 2014-2020, l’agricoltura chiede mobilitazione dopo la diretta con Bruxelles a Veneto Agricoltura

Paolo De Castro, Presidente della Comm.ne Agricoltura del Parlamento europeo

“Faccina vigile”: così Paolo De Castro, utilizzando gli emoticons, ha risposto ad una precisa domanda sul contenuto della nuova PAC presentata ieri dal Commissario UE Dacian Ciolos. De Castro, Presidente della Comm.ne Agricoltura del Parlamento europeo era in collegamento telefonico diretto con la sala riunioni di Veneto Agricoltura, dove,  più di 120 persone, tra presidenti, direttori, dirigenti regionali, funzionari, tecnici, professori universitari, studenti della Facoltà di Agraria di Agripolis, avevano aderito all’invito dell’Azienda regionale ad una “diretta” sull’Europa agricola 2014-2020.

I presenti alla “diretta”. I più importanti economisti agricoli italiani, Angelo Frascarelli (Università di Perugia), Vasco Boatto (Università di Padova) e Paolo De Castro sono stati gli interlocutori della Tavola Rotonda che l’Ufficio Stampa-Europe Direct di Veneto Agricoltura ha organizzato oggi “live” con Bruxelles per un commento a caldo sulle neoproposte europee. Assieme a loro Andrea Povellato dell’Inea, Edi De Francesco (Università di Padova) e Paolo Pizzolato (Amm.Unico di Veneto Agricoltura).

L’Italia porterà a casa il 18% in meno di risorse. Frascarelli ha sostenuto, dipingendo un quadro complesso che richiederà l’impegno del Governo e delle Regioni per le opportune correzioni, che alla fine se non ci saranno modifiche, l’Italia porterà a casa il 18% in meno di risorse con questa Riforma. Paolo Pizzolato ha chiesto, ora più che mai, unità tra le varie componenti per fare l’indispensabile massa critica. Vasco Boatto ha concordato sulle valutazioni dei colleghi chiedendo che su base regionale si attivino tutti i tavoli per definire  le osservazioni che dovranno essere portate a Roma e poi a Bruxelles. Soprattutto Giunta e Consiglio regionale, come è emerso dalla discussione, avranno l’opportunità di definire un quadro di proposte a sostegno della peculiarità dell’agricoltura veneta, a difesa dell’originalità e qualità delle nostre produzioni. Daniele Toniolo, Presidente della CIA regionale veneta, al proposito, si è espresso in modo fortemente negativo di fronte alla proposta Ciolos, chiedendo un particolare impegno degli organismi regionali e ministeriali affinchè la nostra agricoltura non venga ancora una volta penalizzata su base europea.

Il parere di Coldiretti Veneto. “Invece di definire gli agricoltori attivi in base a quello che effettivamente fanno, la riforma della Politica Agricola Comunitaria li definisce  solo in base alla quantità di aiuti che ricevono premiando così le rendite e le dimensioni e non certo il lavoro e gli investimenti”. Coldiretti Veneto alza i toni in riferimento al varo da parte della Commissione Europea del testo proposta della PAC ricordando che le  risorse devono andare agli imprenditori agricoli veri che producono cibo, contribuiscono all’occupazione e alla crescita e, soprattutto, vivono di agricoltura lontani da logiche di rendita, in coerenza con la strategia Europa 2020. Un negoziato che si prospetta difficile con una trattativa tutta in salita ma c’è la convinzione di mettere in campo ogni azione utile per realizzare un modello piu’ equo e giusto condiviso con le altre organizzazioni agricole e con la stessa Regione Veneto in considerazione della riduzione del budget che  l’Italia non merita affatto. In gioco – riassume la Coldiretti – ci sono per l’Italia circa 6 miliardi di fondi comunitari all’anno per i prossimi sette anni, ma soprattutto il futuro di 1,6 milioni di imprese agricole che danno occupazione a circa un milione di dipendenti e che garantiscono il presidio territoriale di oltre 17 milioni di ettari di terreno coltivato totale dal quale nascono produzioni da primato che danno prestigio e competitività al Made in Italy nel mondo.

(fonte Veneto Agricoltura/Coldiretti Veneto)