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Pasta Zara, successo “glocal” italiano, investe nei mercati di Nord Africa e Medio Oriente e assume in Italia

Stabilimento pastificio zara

Particolare interno stabilimento Pasta Zara di Riese PIo X (TV)

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Nella marca trevigiana c’è una azienda che conferma ancora una volta come l’agroalimentare sia attualmente l’argine in grado di salvare l’economia italiana dal dilagare della crisi. Si tratta di Pasta Zara di Riese Pio X, azienda fondata più di un secolo fa dalla famiglia Bragagnolo che, nel giro di quattro generazioni (qui le tappe), ha saputo trasformare un piccolo laboratorio di pasta artigianale in un’azienda di dimensioni mondiali.

Gruppo soci ARGAV pastificio Zara

Gruppo soci ARGAV in visita al pastificio Zara

Marco Prosdocimi, responsabile controllo qualità Pasta Zara

Marco Prosdocimi, responsabile controllo qualità Pasta Zara

Nel proprio Dna, l’export. Lunedì 10 marzo scorso i soci ARGAV hanno avuto la bella opportunità di visitare l’azienda, accolti dal presidente Furio Bragagnolo, insieme a Giovanni Bertizzolo, responsabile comunicazione e a Marco Prosdocimi, responsabile controllo qualità.  Ecco qualche cifra per far capire l’importanza dell’azienda: un fatturato di 235 milioni di euro nel 2013 (+ 14% circa rispetto al 2012, 92% estero, 8% Italia), tre stabilimenti, tutti in Italia (Riese in Veneto, Muggia in Friuli Venezia Giulia e Rovato in Lombardia) aperti 362 giorni l’anno (con il placet sindacale) e che producono a ciclo continuo 22 linee di pasta, 384 dipendenti. Ed ancora, il 14,5% della pasta secca italiana consumata nel mondo è prodotta da Pasta Zara, un risultato che mette l’azienda al primo posto tra gli esportatori italiani di pasta, con il proprio marchio e con la produzione per altri marchi (private label), e al secondo posto tra i produttori in Italia. Pasta Zara è da sempre orientata all’export, fin da quando nel 1932 scelse la Dalmazia, allora veneta, per approcciare il mercato dell’est, esperienza poi conclusa dopo la II^ Guerra Mondiale e la confisca di Tito ma rimasta indelebile nel nome della compagnia. Oggi, l’azienda è presente in 108 Paesi conquistati dai Bragagnolo, prima Umberto, poi Franco ed oggi Furio, palmo a palmo, con un serrato lavoro “porta a porta” e la partecipazione a fiere. “Intendiamo rafforzare il mercato italiano, ma il nostro futuro guarda soprattutto verso il Medio Oriente e il Nord Africa, dove ad Alessandria d’Egitto stiamo aprendo un ufficio commerciale, e prevediamo un ulteriore sviluppo nei Paesi dell’Est Europa“, ha raccontato ai soci ARGAV Furio Bragagnolo.

Bragagnolo e Stelluto

da sx, Fulvio Bragagnolo, presidente Pasta Zara riceve da Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV, la penna ricordo ARGAV

Produzione pasta Zara 2

Pasta Zara, particolare produzione

Proiettati nel domani. La famiglia Bragagnolo (oltre a Furio in azienda lavorano i fratelli Arianna, Umberto e Franca), ha sempre investito in uomini e prodotti. Va in questo senso la bella notizia di una cinquantina di prossime nuove assunzioni tra Muggia, lo stabilimento più nuovo ed avanzato del gruppo in fatto di capacità produttiva e Rovato. Quest’ultimo stabilimento è stato acquisito nel 2010 per dare all’azienda uno sbocco ad ovest attraverso il vicino porto di Genova. Senza l’intervento dei Bragagnolo lo stabilimento sarebbe stato chiuso mentre così sono stati salvati 90 posti di lavoro e create le condizioni per una crescita ulteriore. Per quanto riguarda i prodotti, sottoposti a continui e accurati controlli, in collaborazione con le Università di Padova e Bologna sono in via di sviluppo diverse innovazioni volte a intercettare nuove nicchie di mercato, tra cui una pasta più ricca di fibre ma dalla classica colorazione dorata, una pasta “salutista” ricca di omega 3 ed una pasta più proteica grazie all’impiego di farina di fagioli. Importante anche la ricerca di una sempre maggiore sostenibilità aziendale: compiendo una scelta oggi lungimirante, dal 2008 Pasta Zara trasporta in treno le semole dal sud Italia ai 3 stabilimenti e fa largo impiego di energie rinnovabili grazie alla presenza di impianti fotovoltaici sui tetti degli stabilimenti (a Riese viene prodotto l’80% circa di energia, a Muggia il 55%, mentre lo stabilimento di Rovato è agli albori).

Contraffazione alimentare, i pacchi di pasta polacchi che ricordano nell'imballo la pasta Zara

Contraffazione alimentare, i pacchi di pasta polacchi che ricordano nell’imballo la pasta Zara

Successo del made in italy, il rovescio della medaglia. Si chiama “Italian sounding“, ovvero l’utilizzo fraudolento di denominazioni geografiche, immagini e marchi che evocano l’Italia – ma che non hanno niente a che fare con il Bel Paese – per promuovere e vendere prodotti di qualità, nella migliore delle ipotesi, inferiore a quella italiana. E di recente, proprio nell’Est europeo, in Polonia, pasta Zara ha registrato degli episodi di contraffazione del marchio. “E’ un problema serio per l’Italia . ha commentato Bragagnolo – perché ci vengono sottratte quote importanti di mercato, purtroppo all’estero non è obbligatorio mettere nell’etichetta la zona di produzione, e questo ci penalizza fortemente”.

Dino Baggio Andrea Casellato ristorante Fior Castelfranco

da sx Dino Baggio e Andrea Casellato ristorante Fior di Castelfranco

Gustoso assaggio. La visita dei soci ARGAV è terminata con un assaggio di pasta Zara, preparata in modo eccellente all’interno dello stabilimento in una cucina a vista dallo chef Andrea Casellato e servita di tutto punto da Dino Baggio, entrambi del rinomato ristorante Fior di Castelfranco Veneto (TV).