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9 settembre 2018, alla Festa del Gnocco a Selva di Trissino (VI), c’è la prima edizione della mostra-concorso della patata di Monte Faldo De.Co

Alcuni dei coltivatori della patata di Monte Faldo De.co

Domenica 9 settembre a Selva di Trissino (VI), in occasione della Festa del Gnocco, si terrà la 1° edizione della mostra-concorso della Patata Monte Faldo De.Co, a cui sono stati chiamati a partecipare i coltivatori di Trissino, Nogarole Vicentino, Brogliano, Cornedo e Valdagno, i comuni in cui si estende la coltivazione del prodotto, nell’area circoscritta al monte Faldo. L’evento, organizzato dall’associazione Bella Selva e la Commissione Intercomunale patata Monte Faldo De.Co, avrà inizio alle ore 8:30 e si protarrà fino alle 17.30.

Cos’è una de.co.? La patata del Monte Faldo ha ottenuto le denominazione comunale nel 2012 ed è stata la prima De.co. sovracomunale in Italia. La denominazione comunale non è un marchio di qualità o di certificazione come sono per esempio le certificazioni Doc e Igp, bensì uno strumento che permette ai comuni di far conoscere i prodotti tradizionali del proprio territorio rilanciandone la produzione locale, prodotti che altrimenti sarebbero caduti nell’oblio non avendo la forza produttiva (ed economica) per elevarsi a denominazione certificata. Questi prodotti, figli dell’agricoltura o dell’artigianato, sono prodotti o coltivati da poche aziende con la passione del proprio territorio e delle proprie tradizioni.

L’iter. La denominazione comunale si ottiene attraverso una delibera della Pubblica Amministrazione con la quale si attesta e si identifica il “luogo di nascita e crescita” del prodotto ed il suo grande valore identitario per la società di origine e la sua radicata storicità. La certificazione De.Co. si istituisce mediante una procedura che prevede diversi passaggi: un produttore o l’amministrazione comunale richiede di istituire la de.co. per un determinato prodotto; viene nominata una commissione formata da rappresentanti delle amministrazioni e dei produttori che analizzano il prodotto; viene redatto un disciplinare che descrive precisamente le aree coinvolte dalla de.co., le caratteristiche del prodotto, la sua presenza nella storia e nelle tradizioni del paese, le tecniche di produzione e le particolari caratteristiche che lo distinguono da prodotti simili; il disciplinare viene analizzato e votato dal Consiglio Comunale (o, dai consigli comunali se la De.Co è sovracomunale); si promuove la nuova de.co. ricercando quegli agricoltori o quegli artigiani che producono un prodotto rispondente alle caratteristiche del disciplinare. Costituita la de.co., la commissione ha il compito di vigilare sul corretto utilizzo della denominazione comunale, in modo che non vengano definiti de.co. prodotti non corrispondenti al disciplinare.

gnocchi fatti con le patate Monte Faldo De.Co

Festa del Gnoco in programma nel fine settimana. Oltre alla de.co. della Patata Monte Faldo, alcuni dei cinque comuni hanno individuato altre denominazioni comunali sul loro territorio:gli Gnocchi di Selva di Trissino, prodotti a mano con farina, uova e patate, festeggiati anche in questo fine settimana (maggiori info a questo link)i Latticini di Nogarole Vicentino, fatti nella locale latteria con latte della zona, le Corniole di Cornedo Vicentino, frutti selvatici del Cornus Mas, la Maresina di Valdagno, un’erba aromatica tipica con cui si producono deliziose frittelle. Altre informazioni sono disponibili a questo link

Fonte: Commissione patata Monte Faldo De.Co

 

 

Nel vicentino, prodotta la prima generazione di patate da seme derivata da cinque antiche cultivar italiane a rischio estinzione

Gruppo coltivatori patate

Il gruppo di produttori patata Monte Faldo De.Co. impegnato nella prima raccolta delle antiche cultivar di patate a rischio estinzione (foto Efrem Tassinato)

(di Marina Meneguzzi) E’ stata una raccolta di patate a carattere eccezionale quella effettuata lo scorso 9 agosto sul monte Faldo, cima d’avvio della dorsale Lessinica che segna lo spartiacque tra le valli dell’Agno e del Chiampo. Un’eccezionalità data non tanto dalla quantità – in tutto sono stati raccolti 15 q di patate – quanto dal fatto che i tuberi appartengono a cinque antiche cultivar italiane a rischio estinzione che, grazie ad alcune accortezze tecnico-scientifiche, oggi costituiscono una prima generazione di patate da seme di varietà italiane, fattore quest’ultimo da considerare tutt’altro che scontato nel panorama dell’orticoltura del Bel Paese. Ad effettuare la raccolta, nonché la semina, è stato un gruppo di produttori iscritti al registro della Patata Monte Faldo De.Co (Denominazione Comunale).

mano patate

parte del raccolto di patate (foto Efrem Tassinato)

5 antiche cultivar. A raccontare l’evento, interviene Enrico Corato, vicesindaco di Nogarole Vicentino, comune che, insieme alle amministrazioni comunali di Trissino, Brogliano, Valdagno e Cornedo Vicentino, ha dato vita nel 2010 alla De.Co Patata Monte Faldo. “Invece che far pervenire i tuberi-seme dall’Olanda, abbiamo voluto auto-produrre delle sementi di patata ricorrendo a varietà italiane molto rare. In questo modo, con il nostro progetto di coltivazione abbiamo conseguito due risultati: innanzitutto abbiamo salvato dall’estinzione delle cultivar italiane di patate pressoché scomparse, ed in secondo luogo, possiamo garantire ai consumatori un prodotto di qualità 100 per cento italiano“, racconta Corato. Che aggiunge una dettagliata descrizione del progetto: “Grazie all’interessamento della Commissione intercomunale della De.Co. e all’indispensabile collaborazione di Giovanni Guarda, già direttore dell’Istituto di Genetica e Sperimentazione Agraria “N. Strampelli” di Lonigo (Vi), abbiamo avviato un programma di moltiplicazione della patata Rossa Vicentina, originaria come rivela il nome dalla nostra area (forma ovale, buccia rossa, pasta gialla, ottima par tutti gli usi), della patata Alba, selezionata dal dottor Guarda (forma tondo-ovale, buccia gialla, pasta giallo-chiara, ottima per insalata e arrosto) e di tre cultivar autoctone della Val Formazza (valle alpina nel nord del Piemonte), vale a dire la patata Formazza (forma tonda, buccia rossa, pasta gialla, eccellente per gli gnocchi), la patata Walser (forma ovale, buccia gialla, pasta giallo-chiara, ottima per tutti gli usi e arrosto) e  la patata Occhi Rossi (conosciuta nel dialetto locale come Roti Öigjè, forma tonda, buccia gialla, occhi rossastri, pasta gialla, ottima per tutti gli usi e gnocchi)”.

raccolta patate

Un momento della raccolta (foto Efrem Tassinato)

Il progetto. “Le cultivar recuperate sono state sanificate in laboratorio da possibili virosi attraverso delle delicate tecniche di micropropagazione messe in atto dalla dottoressa Luisa Andrenelli, ricercatrice della Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze – continua Corato – quindi, abbiamo curato la propagazione delle plantule sanificate dapprima in un ambiente controllato e poi, nel 2015 è stata eseguita la prima coltivazione dei tuberi virus-esenti in un campo di montagna secondo il metodo biologico. Per la coltivazione di questa prima generazione di patate da seme è stato scelto un campo al di sopra degli 800 metri, poiché oltre questa altezza si evita la proliferazione di afidi e virosi. Il terreno adatto è stato individuato nei pressi di Cima Marana, nel territorio comunale di Valdagno (Vi).  La raccolta è stata fatta leggermente in anticipo, perché si tratta di tuberi da seme. Delle cinque varietà, l’Alba si è rivelata per essere la cultivar più delicata e precoce, mentre le altre hanno risposto in maniera più che positiva. Ora le patate saranno selezionate per calibro e sanità e conservate in appositi frigoriferi al naturale, senza anti-germoglianti, in modo da poter essere piantate a marzo 2016. Chi vorrà acquistare patate di eccezionale qualità al 100 % italiane – conclude Corato – l’anno prossimo potrà trovarle unicamente dai produttori iscritti alla nostra De.Co

terreno patate

Le antiche cultivar di patate raccolte sul monte Baldo (foto Efrem Tassinato)

Coltivazione delle patate sul monte Faldo, una storia di lungo corso. Gli appezzamenti di terreno coltivato che interessano la zona del Faldo, strappati nei secoli all’incolto, sono adatti per l’orticoltura di qualità ed in particolar modo per la patata, grazie alla natura del suolo, vulcanico e quindi assai mineralizzato, e al clima, reso fresco dalle correnti che discendono dalle Piccole Dolomiti, con una discreta piovosità estiva. Per la patata, poi, la forte escursione termica tra notte e giorno favorisce l’accumulo dell’amido nei tuberi, rendendoli più saporiti, più consistenti e meno acquosi. La produzione di patate, alimento essenziale per la popolazione contadina, è documentata nelle contrade dell’area fin dagli inizi dell’Ottocento, ed ancor oggi è affidata a molte piccole aziende a carattere familiare. La rosa delle varietà coltivate nel territorio del Monte Faldo comprende patate a pasta gialla e bianca, dal gusto delicato o più deciso, e si presta a soddisfare ogni esigenza in cucina, dalla patata farinosaper gli gnocchi, a quella a pasta compatta per insalate, da cucinare al forno o per farne purè.

volantino_festa_del_gnocco_selva_di_trissino-Il progetto De.Co. Il valore e la qualità delle patate prodotte sul monte Faldo sono da sempre riconosciuti, ma con l’avvento del boom economico e lo sviluppo artigianale e industriale nel fondovalle l’attività agricola, un tempo prevalente, si è trasformata gradualmente in un’attività da svolgere nel tempo libero. La tradizione e la qualità della produzione sono tuttavia rimaste inalterate, così, una decina d’anni fa, nella frazione di Selva di Trissino è nata l’idea di celebrare le patate con una manifestazione dedicata allo gnocco di patata, la Festa del Gnoco, la cui 11^ edizione si tiene quest’anno in due fine settimana, 29-31 agosto e 4-8 settembre. Dal successo della manifestazione, nel 2010 i cinque Comuni che condividono nel proprio territorio la presenza del Monte Faldo hanno scelto di riconoscere il valore e la qualità delle patate qui prodotte creando la Patata De.Co. Monte Faldo. Fu così individuato un preciso areale di produzione, ben definito per la tipologia di terreno (non tutto il territorio di tutti e cinque i Comuni è adatto alla coltivazione), e fu stilato il “Disciplinare di identificazione, produzione e commercializzazione delle Patate De.Co. Monte Faldo” che detta le regole fondamentali da seguire per consentire la vendita di patate sotto il marchio De.Co.