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Pesca marittima alto Adriatico, trend negativo per la flotta riminese, mentre Cattolica segna un rialzo

pesca-300x300In linea con l’intera realtà della pesca marittima dell’area alto Adriatica, anche la flotta riminese mostra un trend negativo, con 155 imbarcazioni registrate nel 2012 e un calo annuo del 4,3%. In controtendenza, invece, la flotta cattolichina, che segna un incoraggiante +1,5% e alla quale si accompagna anche la vicina flotta marchigiana di Gabicce, che usualmente conferisce il proprio pescato al mercato ittico di Cattolica.

Lo sbarcato locale al mercato ittico di Rimini, con le 1.739 tonnellate conferite nel 2012, segna un incoraggiante rialzo annuo del 20,1%, mentre per il mercato di Cattolica continua la discesa della produzione iniziata nel 2010 e che segna un -23% nell’ultimo anno. Di contro, i relativi fatturati mostrano incoraggianti rialzi per entrambi i mercati ittici.  Riprende quindi la redazione di reports sulle marinerie dell’alto Adriatico da parte di Veneto Agricoltura (Osservatorio Socio Economico della Pesca e dell’Acquacoltura di Chioggia), che in quest’ultimo lavoro ha esaminato quelle romagnole di Rimini e Cattolica. Il numero delle imprese ittiche riminesi è praticamente inalterato (+0,4%), mentre a Cattolica le stesse segnano un interessante rialzo annuo del 4,7% dovuto in gran parte alle ditte che operano nella pesca e nel commercio al dettaglio di prodotti ittici. Le vongole di mare pescate dal CO.GE.MO. di Rimini nel 2012 sono state 2.038 tonnellate, con un aumento annuo delle stesse del 41%. Anche la mitilicoltura dell’area segna un interessante balzo del 45,2%, con la produzione di 5.758 tonnellate registrata per il 2011. In aumento le importazioni per la provincia di Rimini di prodotti della pesca che, secondo i dati della locale Camera del Commercio, determinano anche un aumento del 13,2% del saldo negativo della bilancia commerciale.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Pesca in Alto Adriatico: luci ed ombre

Anche nel 2009 la flotta dell’Alto Adriatico si assottiglia un po’ (-0,7%). In particolare il Veneto perde 12 imbarcazioni, contro le 4 “pensionate” dal Friuli Venezia Giulia; l’unico aumento si è registrato per l’Emilia Romagna con 2 pescherecci in più.

Nonostante ciò, il Veneto registra un consistente aumento delle catture (+15% rispetto al 2008); Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia invece registrano un calo della produzione, rispettivamente di 3 e 5 punti percentuali. Di conseguenza il Veneto ha riportato un buon incremento dei ricavi (+20%); comunque discreto l’aumento per l’Emilia Romagna (+6,2%); a distanza invece il Friuli Venezia Giulia (+0,6%). Con 3.044 imprese attive che operano nel settore della pesca e della piscicoltura (sulle 5.396 totali presenti nelle Regioni dell’Alto Adriatico), il Veneto si aggiudica il primato, seguito dai romagnoli (1.922) e dai friulani.

2009 anno più produttivo rispetto al 2008. I dati,  a cura dell’Osservatorio Socio Economico della Pesca e dell’Acquacoltura di  Veneto Agricoltura, si riferiscono alla pesca marittima e lagunare nel 2009, che, nonostante la crisi della vongola, è stato un anno complessivamente più produttivo del 2008, periodo che ha pagato lo scotto della crisi carburante con riduzione di attività e produzione. E’ azzurro circa la metà del pesce pescato dagli italiani nell’Alto Adriatico, per una produzione totale di 25.756 tonnellate, con un ricavo di 57 milioni di euro. In evidenza, opposta, il fatturato dei mercati ittici di Venezia (54 milioni di euro, -5%) e Chioggia (46,4 milioni di euro, +2%).

(fonte Veneto Agricoltura)