• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

27 maggio 2022: dedicato alle epidemie del nostro tempo il focus del corso di formazione giornalisti organizzato da Argav in collaborazione con il Sindacato Giornalisti Veneto e l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie

sequenziato-genoma-virus-sars-cov-2-veneto

Venerdì 27 maggio p.v. alle ore 18.30 si terrà la serata mensile di approfondimento al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD). Saranno ospiti gli esperti dell’Istituto Zooprofilatico Sperimentale delle Venezie, un centro di riferimento a livello internazionale per affrontare un tema di grande attualità, le epidemie del nostro tempo.

Programma. Dopo i saluti, gli interventi previsti sono: Isabella Monne, veterinaria, “L’evoluzione di Sars-cov-2: infinite possibilità?”, Calogero Terregino, veterinario, “Epidemia di influenza aviaria ad alta patogenicità in Italia”, Francesca Scolamacchia, veterinaria, “Peste suina africana: programmare la sorveglianza per gestire l’emergenza”. Vista la recente presenza della malattia anche in italia, non mancherà un “focus” sul vaiolo delle scimmie. Il corso è accreditato dall’ordine dei giornalisti, chi fosse interessato ad avere riconosciuti i crediti, deve iscriversi attraverso la piattaforma http://www.formazionegiornalisti.it, nella tipologia di ricerca organizzatore ente terzo formatore (Sindacato Giornalisti Veneto).

A seguire. Ore 20.30, avremo ospite Marco Bellavere, imprenditore s.p.a. – società prodotti alimentari, per presentare la nuova linea del Leon (2 tipi di biscotti, vino rosso, 7 tipi di birra, 5 tipi di spalmabili, grappa barricata).

Focolai di peste suina in Germania, Commissione Europea ferma la movimentazione degli animali fino a gennaio 2021

La Commissione europea ha bloccato la movimentazione di animali dalla Germania dove si sono verificati focolai di peste suina. Lo rende noto Coldiretti dopo la pubblicazione della decisione di esecuzione 2020/ 1645 che inserisce la Sassonia nella lista delle zone da cui è vietata l’importazione di suini e materiale germinale ai fini di scambi intracomunitari fino al 31 gennaio 2021.

Tutelare l’allevamento suinicolo veneto fatto di 700mila capi destinati alla produzione di prosciutti Dop. Era questo il monito di Coldiretti in merito al diffondersi di casi di peste suina in Germania, per cui invocava di fermare immediatamente le importazioni di animali vivi provenienti o in transito dalle zone interessate per difendere un patrimonio zootecnico che vale a livello regionale 200milioni di euro e coinvolge 300 allevamenti. 

C’era infatti molta preoccupazione anche tra gli allevatori veneti  per la peste suina africana (PSA) che si sta diffondendo in diverse parti della Germania e che – ricorda la Coldiretti –  può colpire cinghiali e maiali ed è altamente contagiosa e spesso letale per gli animali, ma non è, invece, trasmissibile agli esseri umani.  Questo virus può passare facilmente da un animale all’altro attraverso stretti contatti tra individui, o con attrezzature contaminate (camion e mezzi con cui vengono trasportati gli animali, stivali, ecc.) o attraverso resti di cibo che trasportano il virus e abbandonati dall’uomo.

Un possibile veicolo di contagio possono essere peraltro i cinghiali il cui numero negli ultimi anni si è moltiplicato in Italia dove si stima la presenza di circa 2 milioni di esemplari e altrettante migliaia di presenze  su territorio regionale.  Un pericolo denunciato recentemente dalla stessa virologa Ilaria Capua che ha parlato del rischio effetto domino se oltre al coronavirus la peste suina passasse in Italia dagli animali selvatici a quelli allevati. Considerata dunque la facilità di trasmissione – conclude Coldiretti – il rischio che il contagio possa essere esteso agli allevamenti italiani rappresenterebbe un gravissimo danno economico per le imprese e per la pubblica amministrazione, con costi di decine di milioni di euro per procedere ai necessari interventi di prevenzione.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti

Peste suina, allevatori padovani in allarme dopo il maxi sequestro di carne cinese

Allevatori padovani in allarme all’indomani del sequestro di 9 tonnellate di carne suina dalla Cina, intercettate dalla guardia di Finanza di Padova, che erano destinate alla ristorazione. La peste suina si propaga infatti velocemente e, anche per una sola partita di carne importata, il rischio di contagio per gli animali è altissimo. Nel Padovano si concentra il 17% degli allevamenti veneti, che sono 9.800, di cui la stragrande maggioranza a conduzione familiare, con in carico poco meno di 3.000 capi (dati di Veneto Agricoltura 2018).

Confagricoltura Veneto: peste suina già presente in Polonia e Paesi Est Europeo. “Ringraziamo la Guardia della Finanza per la tempestività dei controlli e tutte le forze dell’ordine per il lavoro di sorveglianza che stanno facendo – sottolinea Rudy Milani, presidente degli allevatori suini di Confagricoltura Veneto -. Li sproniamo a continuare così e a fare il massimo per controllare la merce in arrivo, perché se qualche partita contaminata riuscisse a entrare nel nostro territorio sarebbe una debacle. Il settore vale 202 milioni di euro in Veneto e, dopo un decennio di difficoltà, da pochi mesi si sta risollevando, con quotazioni schizzate in alto anche grazie alla grande richiesta di carne dovuta al divieto di export di carne suina dalla Cina. La peste suina, che non ha conseguenze sulle persone, è estremamente contagiosa per gli animali di allevamento e quelli selvatici come i cinghiali, di cui il Veneto abbonda. Da mesi abbiamo sottolineato a livello ministeriale l’emergenza, sottolineando anche a livello regionale che si lavori per un contenimento della popolazione dei cinghiali. Ricordiamo che la peste suina è già giunta in Europa e attualmente i contagi hanno colpito allevamenti in Polonia e in Paesi dell’Est europeo, a poche decine di chilometri dai confini tedeschi”.

Coldiretti Padova: frontiere come un colabrodo, subito etichettatura per fermare invasione straniera.  “Il maxi sequestro di carne suina importata dalla Cina e potenzialmente pericolosa per la diffusione della peste suina conferma quanto ripetiamo da anni: legislazione e burocrazia non garantiscono un adeguato controllo sui prodotti che varcano le nostre frontiere. Mentre i nostri allevamenti sono sottoposti a decine di controlli severi e rigorosi, sul fronte della qualità e della sicurezza alimentare, dall’estero entrano nel nostro Paese prodotti senza alcuna garanzia. La Guardia di Finanza e l’Uls 6 di Padova hanno fatto un ottimo lavoro che va a beneficio dei produttori e dei consumatori”. Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova, commenta positivamente l’operazione che ha permesso di intercettare la carne importata illegalmente, violazione alle norme doganali e sanitarie, dalla Cina all’Olanda e quindi in un magazzino di Padova. “Più volte siamo stati al Brennero con i nostri allevatori per documentare come le frontiere siano un colabrodo e come il nostro Paese sia invaso da prodotti di dubbia provenienza che, oltre a rappresentare un’incognita per la salute pubblica, mettono in crisi con la concorrenza sleale il nostro settore suinicolo. Un motivo in più per spingere sull’etichettatura obbligatoria anche sui derivati della carne suina per garantire la trasparenza e la rintracciabilità di fronte agli allarmi sanitari che si moltiplicano con la globalizzazione degli scambi. Il mese scorso –ricorda Bressan – è stata finalmente raggiunta l’intesa fra stato e Regioni, ora bisogna arrivare al più presto all’entrata in vigore del decreto che introduce l’indicazione della provenienza per le carni suine trasformate”.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto/Coldiretti Padova