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Pfas in Veneto, il grande esempio di cittadinanza attiva del gruppo “Zero Pfas del Veneto”

Dopo aver incontrato 8.500 studenti delle scuole secondarie del Veneto e 1.500 adulti nell’arco di 6 anni, Zero Pfas del Veneto, gruppo educativo di esperti e attivisti del movimento No Pfas, che gira gratuitamente nelle scuole secondarie per informare gli studenti sulla gravissima contaminazione da Pfas che ha colpito il Veneto e le sue possibili ripercussioni sulla salute e l’ambiente, si prepara il prossimo maggio a concludere l’itinerario educativo per l’anno 2024/205 “One health. un percorso di cittadinanza attiva per bandire i Pfas”.

Da chi è formato il gruppo Zero Pfas del Veneto

Coordinato da Donata Albiero, già dirigente scolastica, il gruppo è composto da 3 medici Isde e 2 del territorio (Francesco Basso, Francesco Bertola, Giovanni Fazio, Claudio Lupo, Dario Zampieri), supportati da Vincenzo Cordiano, e da altri relatori che intervengono a seconda dei temi trattati e attivisti. L’anno scolastico 2024/25 vedrà l’impegno di ISDE Italia, Medicina Democratica, Greenpeace (sez Vi), Libera (Veneto), CiLLSA, Rete GAS Vicentina, Mamme no Pfas (Veneto), Comitato Zero Pfas, Agno Chiampo (VI), Cittadini Zero Pfas (VI), Zero Pfas Padova, Acqua libera da Pfas (VI) Legambiente (Alta Padovana), Osservatorio Pfas (Italia).

Racconta Albiero: “I nostri incontri sono sempre momenti strutturati, ben pianificati, non cattedratici, stimolanti il protagonismo dei ragazzi. Esponiamo agli studenti quelli che sono, a dodici anni di distanza dalla scoperta della contaminazione, ancora le criticità, i silenzi, le responsabilità di enti e istituzioni, le disinformazioni della cittadinanza sui rischi dei contaminanti eterni. Lo sguardo è rivolto al processo penale in atto a Vicenza, al suo monitoraggio e alle azioni del movimento No pfas per rivendicare il diritto alla salute”.

Continua Albiero: “Evidenziamo ai ragazzi la nostra speranza che il procedimento giudiziario si concluda in tempo utile per accertare e sanzionare le eventuali responsabilità, evitando di cadere nel rischio di prescrizione relativo ai diversi reati contestati. Manifestiamo le nostre preoccupazioni su criticità che non hanno avuto ancora risposta (bonifica, alimenti sicuri…). Esprimiamo la nostra preoccupazione sulla situazione della contaminazione, ben lontana dall’essere risolta e sul silenzio che rischia di avvolgere un disastro ambientale di portata epocale”.

Prosegue Albiero: “Le esigenze di approfondimento di determinate tematiche, nell’ambito dell’itinerario sui Pfas, tiene conto degli indirizzi professionali delle scuole secondarie di secondo grado: settore moda, sicurezza nel lavoro, diritti e tutela ambientale nella Costituzione, naturalmente il tutto correlato alla visione filosofica di One health (salute globale). Portiamo le nostre rivendicazioni di cittadini attivi, le richieste di trasparenza che esigiamo dalle istituzioni, del tutto carenti in merito. Spieghiamo ai ragazzi come sia importante la cittadinanza attiva, per scuotere la politica. C’è un reale interesse tra la maggioranza degli studenti coinvolti nel percorso sui Pfas. Da soli non si vince, ripetiamo. I ragazzi concordano, si sentono chiamati a impegnarsi, responsabilmente, per una visione di futuro che mette al centro il diritto alla Salute e il rispetto del pianeta. Ci incoraggia il risveglio di una sensibilità collettiva che rifiuta di accettare il degrado: nuova consapevolezza, primo passo verso un cambiamento possibile e duraturo. C’è ancora una speranza che si fa largo, nonostante tutti noi siamo testimoni di una drammatica emergenza climatica mentre i Pfas, “inquinanti eterni” continuano ad avvelenare i nostri fiumi, il suolo e, inevitabilmente, anche noi. C’è ancora speranza, sì, ma essa esige, per affrontare le sfide che ci aspettano, l’impegno di tutti. Guardiamo, dunque, avanti, sapendo che uniti facciamo la differenza”.

Ulteriori informazioni
“Conoscere per capire e agire” è il motto del gruppo Zero Pfas del Veneto. Per approfondimenti sul loro lavoro potete consultare il sito https://sites.google.com/view/cillsacom/gruppo-educativo-zero-pfas-del-veneto

Emergenza PFAS in Veneto, il punto della “situazione cantieri” delle opere emergenziali per portare acqua pulita nelle aree inquinate

Nicola Dell’Acqua, il Commissario delegato per i primi interventi urgenti di Protezione Civile in conseguenza della contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) delle falde idriche nei territori delle province di Vicenza, Verona e Padova, che ha l’incarico di completare le opere acquedottistiche necessarie a garantire acqua libera da PFAS entro il 21 marzo 2020, comunica quanto segue:

Lo stato dell’arte. “Ad oggi gli interventi previsti dal piano commissariale risultano realizzati al 50 per cento del primo lotto, che è quello che ridurrà la maggior parte del problema. Tutte le opere procedono secondo cronoprogramma nei tempi previsti. I lavori, nel rispetto della pausa invernale che consente interventi limitati, procedono a marce spedite e riprenderanno a ritmo più intenso nei mesi primaverili. Si conferma che il primo lotto dei lavori sarà completato entro novembre 2020, mentre il secondo lotto verrà completato entro la primavera del 2021. Si evidenzia che tutte le opere inserite nel piano commissariale erano già previste dal Modello Strutturale degli Acquedotti di Regione del Veneto (MOSAV). Il piano ha avuto come obiettivo l’accelerazione di tali interventi nel contesto dell’emergenza”.

Nello specifico. Lo stato di avanzamento dei lavori è il seguente: condotta di collegamento Lonigo-Belfiore e campo pozzi Bova (Soggetto attuatore Acque Veronesi). I lavori sono stati consegnati il 30 maggio 2019 e sono in corso di esecuzione. Ad oggi l’avanzamento di posa delle condotte si attesta su circa 8 km sui 18 km di progetto. Per quanto attiene alle nuove opere di captazione (campo pozzi) in Comune di Belfiore (VR) è stata superata positivamente la procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.); condotta di collegamento Montecchio-Brendola-Lonigo (Soggetto attuatore Veneto Acque). I lavori sono stati consegnati in data 27/01/2020 e sono in corso di esecuzione. L’impresa sta realizzando il campo base principale in Comune di Brendola nei pressi di Via Giolitti. Sono altresì in corso le attività di fornitura e stoccaggio dei materiali per la posa della condotta. I lavori di bonifica bellica sistematica terrestre sono stati già eseguiti dall’ottobre 2019 a dicembre 2019 con esito positivo da parte del 5° reparto BCM Ministero della Difesa. Parallelamente sono state già condotte le verifiche sull’interesse archeologico dei siti coinvolti. Condotta di collegamento Ponso-Montagnana- Pojana Maggiore (Soggetto attuatore AcqueVenete). I lavori per la realizzazione dei 22 km di tubazioni da posare ed il serbatoio di accumulo da 10.000 mc di Montagnana sono in corso di aggiudicazione. Sono state avviate le procedure di esproprio e le attività tecnico amministrative propedeutiche alla consegna dei lavori. Nuovo pozzo di Recoaro e condotta di collegamento (Soggetto attuatore ViaAcqua). Sono stati avviati i lavori di posa della condotta, mentre le opere di captazione sono in fase di aggiudicazione. Entro il 2020 le opere saranno concluse”.

Finanziamenti. “Inoltre, il 6 febbraio è stata pubblicata l’ordinanza del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale che formalizza il passaggio al Commissario del finanziamento integrativo pari a 23.530.00 euro, 20 milioni per l’annualità 2019 e 3.200.00 per il 2020, destinato a completare gli interventi emergenziali necessari a realizzare la nuova rete acquedottistica nelle aree inquinate da PFAS. L’ordinanza formalizza quando già disposto dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare a novembre 2019. Va ricordato che il Ministero ha disposto il finanziamento integrativo considerando che consentirà di completare l’approvvigionamento idrico alternativo alle fonti contaminate per la totalità del territorio interessato. Il finanziamento complessivo a disposizione del Commissario ammonta a 80 milioni di euro. Documenti e atti relativi all’emergenza PFAS sono disponibili nell’area dedicata del sito ufficiale della Regione del Veneto.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Inquinamento Pfas, riunito in Veneto comitato tecnico e definite la azioni sanitarie sulla popolazione. Miteni deposita un piano di bonifica.

Area Impatto sanitario PFAS VenetoCi sono significativi sviluppi nell’ambito della vicenda dell’inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche (PFAS) che ha interessato ampie aree del Veneto: l’azienda Miteni ha presentato, infatti, al comune di Trissino (VI) il proprio Piano di Bonifica, che sarà poi valutato dall’Arpav e dalla Provincia di Vicenza. La notizia è emersa nel corso della riunione dello specifico Comitato, istituito dalla Regione e composto dai tecnici regionali della Sanità, dell’Ambiente e dell’Agricoltura, convocato per fare il punto della situazione e valutare le iniziative predisposte per la sorveglianza sanitaria sugli abitanti delle zone coinvolte. All’incontro, erano presenti gli assessori regionali all’Ambiente e alla Sanità.

Veneto suddiviso in diverse aree a seconda dell’entità di Pfas rilevati. Nel corso della riunione sono stati anche definiti i particolari del monitoraggio ambientale in corso e di quello sanitario, che coinvolgerà una popolazione di 109.029 abitanti. Per quanto concerne gli aspetti ambientali, l’Arpav sta effettuando controlli senza soluzione di continuità. Tutto il territorio veneto è stato valutato e suddiviso in diverse aree a seconda della presenza o meno e dell’entità degli inquinanti rilevati. I prelievi, già oltre 5 mila, proseguiranno in tutti i territori dove è emersa in qualsiasi quantità, anche minima (“sotto soglia”) la presenza di queste sostanze. Complessa la macchina dei controlli sanitari, che dovranno durare una decina d’anni per verificare nel tempo gli eventuali effetti sulla salute e farne una valutazione epidemiologica, costeranno oltre 100 milioni di euro l’anno, e verranno effettuati sui tutti i residenti dell’area “di massima esposizione” (area rossa nella tabella allegata), delineata nei Comuni di Albaredo d’Adige, Alonte, Arcole, Asigliano Veneto, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant’Anna, Brendola, Cologna Veneta, Legnago, Lonigo, Minerbe, Montagnana, Noventa Vicentina, Poiana Maggiore, Pressana, Roveredo di Guà, Sarego, Terrazzo, Veronella, e Zimella, per un totale di 109.029 persone.

La sorveglianza è stata organizzata su due livelli: il primo, per tutti ed esente ticket, prevede l’effettuazione di una serie di esami: Colesterolo totale, HDL, LDL; Glicemia, Emoglobina glicata; Creatinemia e filtrato glomerulare; Enzimi epatici: ALT e AST; Ormoni Tiroidei: THS; Acido Urico; Esame urine: microalbuminuria; pressione arteriosa. Il secondo livello prevede i necessari approfondimenti rivolti a coloro che dovessero presentare anomalie negli esami. Saranno chiamati a sottoporsi alla valutazione tutti i cittadini compresi tra 14 e 65 anni. I controlli verranno ripetuti ogni 12 mesi. Su un’area allargata (arancio e giallo nella tabella) sarà attuata una sorveglianza attiva della popolazione con la possibilità di accedere agli esami di screening o di approfondimento se in presenza di sintomi o di sospette condizioni cliniche rilevate in ambito ospedaliero o segnalate dai Medici di Medicina Generale sul territorio. Per tutte le aree (compresa quella in verde indicata in tabella, dove sono stati riscontrati Pfas ma sotto soglia e dove permane la sorveglianza ambientale) rimarrà attiva la sorveglianza epidemiologica.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto