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Assemblea Unicarve, riconfermato alla guida Barbisan, che striglia il Governo

Si è tenuta sabato 28 maggio scorso al Consorzio Agrario di Padova l’Assemblea Generale Unicarve (870 aziende di allevamento associate nel Triveneto, di cui il 90% in Veneto). Dopo l’approvazione del bilancio i Delegati hanno votato a scrutinio segreto il rinnovo del Consiglio Direttivo deliberando prima la riduzione da 20 a 12 Consiglieri. Sono risultati eletti 12 Consiglieri: Andretta Casimiro (VE), Barbisan Fabiano (VE), Fortuna Marco (VR), Guzzo Mario (PD), Legnaro Sergio (TV), Marchetti Roberto (VI), Meneghini Roberto (VR), Pangrazio Gabriele (VR), Patergnani Mariano (RO), Pesce Willi (VE), Scappin Ignazio (VR), Taschini Stefano (RO). Per il Collegio dei Probiviri: Pietro Omenetto, Clemente Pasti e Raffaele Castagna. Per il Collegio Sindacale: i dottori commercialisti Scappini Francesco, Lucio Leoni e Paolo Mingardo. Al termine della votazione, il Consiglio Direttivo, presente con tutti i suoi componenti, su proposta del Consigliere Anziano Ignazio Scappin ha votato all’unanimità la riconferma a Presidente per il quadriennio 2011-2015 di Fabiano Barbisan.

Barbisan, il Governo è sordo e cieco. Possibile che anche quando cerchi di proporre soluzioni che allo Stato non costano niente chi Governa sia sordo e cieco? – con questa battuta il riconfermato Presidente Barbisan ha introdotto le proposte di Unicarve per un Piano Carni Nazionale. La scarsa attenzione della pubblica amministrazione, ci fa indignare – ha detto Barbisan – citando ad esempio “l’assurda storia” del Sistema di Qualità Superiore Nazionale per la Zootecnia.  C’è solo un sistema per non fare i “mezzadri della carne”: avere un prodotto che non sia facilmente sostituibile nei banchi frigorifero dei punti vendita.  La risposta è la filosofia del nostro progetto: a parità di prezzo il consumatore riconosca ed acquisti la nostra carne piuttosto di quella estera! Quindi – ha ribadito Barbisan – vogliamo dar vita al Progetto per un Piano Carni Nazionale che veda coinvolti coloro i quali vogliono veramente aiutare la zootecnia bovina da carne ed emarginando i cosiddetti “perditempo” che delle riunioni e dell’aria fritta hanno condito la loro esistenza.

Politica comunitaria post 2013, orizzonti neri. L’intervento di Mario Catania all’Assemblea ha posto in modo inequivocabile il problema di cosa potrà capitare alla zootecnia bovina da carne al termine dell’attuale periodo di Politica Agricola Comunitaria che scade nel 2013. Se le intenzioni della Commissione e del Parlamento Europeo non muteranno si andrà ad un graduale accompagnamento per 2 o 3 anni degli interventi finanziari attualmente previsti per poi eliminarli completamente. Senza “titoli speciali” e con la “regionalizzazione” degli aiuti la zootecnia bovina da carne in Italia è destinata a chiudere. Da lunedì 30 maggio in Ungheria ci sarà un Consiglio Europeo straordinario che parlerà dei problemi della zootecnia – ha detto Catania, che accompagnerà in veste di esperto il Ministro dell’Agricoltura Romano – ed in quella sede faremo di tutto per rappresentare le istanze della zootecnia italiana. Istanze che tardano ad arrivare sul tavolo del Ministero visto che ancora una volta le rappresentanze sindacali ed economiche non sono riuscite, su richiesta esplicita del Ministero, a produrre un documento comune di salvaguardia degli interessi dei propri associati.

L’ok al Piano Carni Nazionale Unicarve dei Sindacati. “Dopo aver ascoltato la relazione del Presidente Barbisan, mi rendo conto che non c’è più tempo da perdere – ha detto Daniele Toniolo (CIA) – dobbiamo fare in modo che queste proposte vengano applicate e se qualcuno ha delle idee migliori le tiri fuori subito e non si metta a fare inutile ostruzionismo fine a se stesso”. D’accordo anche Luigi Andretta (Confagricoltura) sulla necessità di fare presto per dare un programma alla zootecnia bovina da carne prima che sia troppo tardi e prima che cali la scure dell’unione Europea sugli aiuti diretti agli allevatori. Favorevole anche Ettore Menozzi Piacentini (Coldiretti) ai percorsi di qualità, tracciabilità ed informazione al consumatore per la carne prodotta in Italia. Dello stesso avviso anche il rappresentante di Confcooperative Fedagri, Antonio Melato che ha condiviso il progetto presentato da Unicarve. Pronto a collaborare si è subito dichiarato il Direttore del Consorzio Agrario di Padova, Paolo Martin, ricordando la struttura capillare dei Consorzi Agrari che potrebbero diventare un ottimo punto di riferimento per la vendita diretta dei prodotti agricoli.

(fonte Unicarve)