
Giardino Botanico di Porto Caleri, limonium
Coltivare piante alofite, dotate di adattamenti morfologici o fisiologici che permettono l’insediamento su terreni salini o alcalini, oppure in presenza di acque salmastre, come ad esempio la salicornia o il limonium (quest’ultimo, foto in alto, presente nel giardino botanico di Porto Caleri, a Rosolina) per fermare il degrado e migliorare dal punto di vista paesaggistico e ambientale la località. E’ quanto si prefigge il comune di Cavallino Treporti, nel veneziano, che ha invitato il consulente Lorenzo Barbasetti e Marco Bozzato, quest’ultimo agricoltore di piante innovative, a presentare il progetto di innovazione e riqualificazione dei terreni incolti in occasione della seduta del Tavolo Verde al quale siedono i rappresentanti di categoria.
Obiettivi. Afferma il sindaco Roberta Nesto: “Questa tipologia di coltivazione si inserisce perfettamente tra le finalità della “Blue&Green Community”, valorizza l’aspetto ambientale del litorale ma soprattutto recupera quelle aree oggi incolte e abbandonate, senza destinazione. Potrebbe diventare anche parte integrante del percorso di riqualificazione dei terreni incolti dell’Interreg CREW capitanato dallo IUAV, che coinvolge anche le Università Ca’ Foscari e Padova, oltre ad un numero di enti locali, associazioni e amministrazioni pubbliche”.
Piante di barena. “I nostri terreni per tipicità e posizione non sempre sono coltivabili, o non c’è l’interesse di farlo. Il problema dell’incolto è sempre più sentito e va data soluzione quanto prima per evitare nuove situazioni di degrado. Tra le proposte ricevute, quella della produzione di piante alofite, piante di barena, potrebbe essere una soluzione concreta – spiega Anna Valleri, conigliera comunale delegata all’Agricoltura -. Queste piante darebbero nuova vita a quei terreni che, a causa dell’alta salinità, sono stati abbandonati perché improduttivi. Darebbero altresì alla località un nuovo aspetto, una nuova accoglienza, cura e riordino. Innovazione e nuove prospettive sono quindi la strada per il cambiamento e le risposte a questo problema”.
Il mondo rurale. “Gli agricoltori hanno colto positivamente questa proposta che tiene conto della tradizione locale e dell’ambiente, ma altrettanto della necessità di riqualificare queste aree abbandonate – aggiunge il vicesindaco, assessore comunale alle Attività produttive, Francesco Monica -. Nei prossimi mesi avvieremo la sperimentazione di questa coltivazione, con il loro aiuto, per valutare come queste piante possano diventare parte integrante del nostro ambiente”.
Fonte: sevizio stampa comune di Cavallino-Treporti
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