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L’edizione 2023/24 del Premio internazionale Carlo Scarpa per il giardino “torna” ad esplorare l’America Latina

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All’Espacio Escultórico nel Pedregal de San Ángel, a Città del Messico, viene dedicata la trentatreesima edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, 2023-2024. Il Premio, ideato e realizzato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e incentrato su un luogo denso di valori di natura, memoria e invenzione, torna a esplorare per la seconda volta, dopo la sua prima edizione del 1990 che vide la scelta del Sítio Santo Antônio da Bica di Roberto Burle Marx, in Brasile, luoghi appartenenti al vasto mondo dell’America Latina.

L’Espacio Escultórico è un luogo costituito da una grande opera d’arte collettiva che emerge dalla stessa superficie lavica sulla quale, nel secolo scorso, a partire dalla fine degli anni Quaranta, nascono e si sviluppano nuovi quartieri e soprattutto un’intera città universitaria, quella dell’Universidad Nacional Autónoma de México (unam). Un anello dentato, composto da sessantaquattro prismi in cemento che poggiano su un basamento circolare del diametro di 120 metri, circoscrive un brano di suolo lavico “intatto”, rendendo manifesta la potenza espressiva di questo paesaggio, ma anche la sua condizione mutevole e fragile.

Opera fortemente voluta dall’Università e inaugurata nel 1979, l’Espacio Escultórico esprime in modo esemplare il valore e il significato di un paesaggio – quello del Pedregal de San Ángel, così forgiato da un’eruzione vulcanica – con il quale la città, le istituzioni e le comunità universitarie, l’ambiente culturale e la società messicana si confrontano e dialogano sul piano del suo valore ambientale ed ecologico, della sua potenza evocativa, ma anche dei conflitti generati in seno all’espansione urbana di una megalopoli che ne accerchia il perimetro e ne modifica nel tempo la natura e i significati.

Frutto dell’eruzione del vulcano monogenetico Xitle, – che in termini geologici risulta recente, avendo avuto luogo, approssimativamente, solo millecinquecento o forse duemila anni fa –, il Pedregal (che in italiano potremmo chiamare “pietraia”) ci appare come una distesa di roccia lavica, disseminata di vegetazione e variazioni morfologiche, che si evolve nel tempo e si manifesta come un paesaggio vivo, ricco di valore ecologico, e tuttora denso di richiami alla storia preispanica che lo ha preceduto, nonostante l’enorme riduzione del suo perimetro e della sua estensione originaria. L’Espacio Escultórico rappresenta un capitolo importante di questo paesaggio in divenire e, a dispetto (o forse grazie a essa) della fissità scultorea della sua immagine, stabilisce un punto d’incontro tra passato e futuro, a cavallo tra la grande vicenda della costruzione della Città Universitaria e l’evolversi di una coscienza ecologica del suo campus, “paesaggio di resistenza” più che pacifico e rassicurante scenario di una comunità per alcuni aspetti privilegiata.

Del valore dell’opera si è scritto molto e molte sono le sue interpretazioni. Risulta oggi significativo il metodo e il processo costruttivo scelto per l’Espacio Escultórico, quello di convocare sei artisti della Escuela Nacional de Artes Plásticas – Helen Escobedo, Manuel Felguérez, Mathias Goeritz, Hersúa, Sebastián e Federico Silva – per realizzare un’opera collettiva, dunque priva di carattere monoautoriale, totalmente tesa all’interazione con il paesaggio presente e con la sua eredità storica, e che assume un significato più vasto – oggi diremmo “non antropocentrico” –, aperto alle istanze ecologiche che sarebbero emerse a breve, e che lì, nel Pedregal, proprio il lavoro di questo gruppo di artisti contribuisce a far emergere. La stagione successiva alla costruzione dell’Espacio Escultórico sarà infatti improntata alla difesa di ciò che rimane del Pedregal, della protesta rispetto alla sua progressiva distruzione, e della presa di coscienza da parte della comunità scientifica e studentesca del suo valore, con la creazione ufficiale, nel 1983, della Reserva Ecológica del Pedregal de San Ángel (repsa), voluta dall’unam. Nella visione del Premio Carlo Scarpa, l’Espacio Escultórico è un luogo di meditazione personale e insieme di azione collettiva: la sua storia ci porta a riflettere sul rapporto tra gesto artistico e coscienza ecologica; la dimensione corale della sua concezione ci invita a ragionare sull’impegno individuale nel campo del paesaggio, a stabilire nuove coordinate e nuovi compiti progettuali.

Nel mese di aprile i vari appuntamenti. I principali momenti pubblici del Premio Carlo Scarpa 2023-2024 si svolgeranno, a Treviso, venerdì 12 aprile, ore 18, Ca’ Scarpa: inaugurazione della mostra dedicata all’Espacio Escultórico e al suo contesto, che sarà aperta al pubblico fino a domenica 30 giugno;  sabato 13 aprile, ore 10-13, auditorium della Fondazione Benetton in Palazzo Bomben: presentazione del libro e del film documentario dedicati al luogo e ai temi di questa edizione del Premio, preceduta da una conferenza di Louise Noelle; sabato 13 aprile, ore 17, Chiesa di San Teonisto: cerimonia pubblica con la consegna del sigillo simbolo del Premio a Leonardo Lomelí Vanegas, rettore dell’Universidad Nacional Autónoma de México, segnalando, nel contesto della stessa unam, altre due figure che esprimono il senso della cura di questo luogo, Silke Cram e Louise Noelle, entrambe impegnate negli organismi di gestione e tutela del luogo premiato.

Il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino – così intitolato in onore di Carlo Scarpa (1906-1978), architetto e inventore di giardini – è un progetto di ricerca e di cura dedicato a un luogo, ideato e realizzato, dal 1990, dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche. Un progetto che ogni volta prende avvio da approfondimenti ed esplorazioni indirizzati a luoghi e culture diversi. Comitato scientifico della Fondazione e coordinamento del Premio: Luigi Latini, architetto, Università Iuav di Venezia (presidente); Giuseppe Barbera, agronomo, Università di Palermo; Hervé Brunon, storico del giardino, Centro André Chastel, Parigi, CNRS; Thilo Folkerts, architetto paesaggista, 100Landschaftsarchitektur, Berlino; Anna Lambertini, architetto e paesaggista, Università di Firenze; Monique Mosser, storica dell’arte, Scuola superiore di architettura di Versailles, CNRS; Joan Nogué, geografo, Università di Girona; Juan Manuel Palerm, architetto, Università di Las Palmas, Gran Canaria; José Tito Rojo, botanico, Università di Granada. Carmen Añón, paesaggista, Università di Madrid, membro onorario dal 2011; Domenico Luciani, architetto, ideatore e responsabile del Premio dal 1990 al 2014, membro onorario dal 2015. Le attività del Premio Carlo Scarpa sono curate e coordinate da Patrizia Boschiero, responsabile delle Edizioni della Fondazione, e Luigi Latini, presidente del Comitato scientifico e direttore della Fondazione. Iniziativa culturale con il patrocinio di: Uniscape, Ministero della Cultura, Regione del Veneto, Città di Treviso.

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton studi e ricerche

A giardini del tè di Dazhangshan, in Cina, la XXX edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino

ll Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche ha deciso di dedicare la trentesima edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino a I giardini del tè di Dazhangshan, situati nella contea di Wuyuan, nella parte nord-orientale della provincia del Jiangxi, nella Cina meridionale.

Ai piedi della montagna Dazhangshan, un vasto sistema di rilievi collinari accoglie in questa regione le coltivazioni del tè: campi ondulati, inconfondibili per il disegno ordinato delle piantagioni che scorrono in forma di siepi parallele e a tratti interrompono la copertura del manto boschivo o la distesa delle risaie nei fondivalle. La pianta del tè – quella Camellia sinensis che in quest’area della Cina ha avuto buona parte delle sue origini storiche – dà forma a un paesaggio contemporaneo condotto secondo rigorosi criteri agroecologici, in grado di raccogliere il senso della storia e di proiettare nel futuro il valore di un ambiente rurale nel quale l’uomo stabilisce una relazione di armonia con la natura.

Appuntamenti. Il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2019 prevede nel mese di maggio, a Treviso, i suoi principali appuntamenti pubblici: venerdì 10 maggio alle ore 18 è in programma, nelle Gallerie delle Prigioni, l’apertura dell’esposizione The Ground We Have in Common. Sabato 11 maggio si svolgeranno un convegno internazionale di approfondimento nella sede della Fondazione Benetton (ore 9.30-13.30) e la cerimonia pubblica del Premio nel Teatro Comunale di Treviso (ore 17). Domenica 12 maggio alle ore 18 sarà proposto, nella chiesa di San Teonisto, un concerto di musica cinese in omaggio al luogo designato dal Premio.

Fonte: servizio stampa Fondazione Benetton Studi e Ricerche

12 e 13 maggio 2018, a Treviso tutto sui “Céide Fields”, gli antichi campi con muretti a secco irlandesi insigniti del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2018

I Céide Fields (i campi di “Céide”, in gaelico irlandese la “collina dalla sommità piatta”) nel villaggio di Ballycastle in Irlanda, luogo scelto dal Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2018 della Fondazione Benetton Studi Ricerche, saranno al centro di alcuni momenti pubblici, in programma a Treviso sabato 12 e domenica 13 maggio 2018, tra cui la cerimonia pubblica del Premio Carlo Scarpa ed un concerto di musica antica irlandese.

Il premio. Gli appuntamenti sono organizzati nell’ambito della campagna di studio e di divulgazione del Premio, che annualmente, dal 1990, accende lo sguardo su un luogo particolarmente denso di valori di natura, di memoria e di invenzione. Céide Fields è un luogo che nel secolo scorso ha rivelato, nei terreni che si spingono sul bordo della costa settentrionale della contea di Mayo, in Irlanda, la presenza ancora tangibile ed estesa di un paesaggio rurale del Neolitico, oggi forse la testimonianza europea più importante e remota delle origini del paesaggio coltivato. In questo paesaggio aspro, affacciato sull’Atlantico, il lavoro degli archeologi ha messo in luce, a partire dagli anni trenta del Novecento – con Patrick Caulfield , maestro elementare di Belderrig, la cui opera è stata proseguita dagli archeologi Seamas Caulfield , Gretta Byrne e altri – in un territorio ricco di diverse testimonianze archeologiche, un vasto reticolo di muretti destinati a suddividere il territorio in pascoli e coltivi, una geometria sommersa dai cambiamenti climatici, con il ritiro delle foreste, la sparizione dei prati e il lento accumulo di uno spesso manto di torba, che ha preservato questo sistema di manufatti fino ai nostri giorni, per oltre cinquemila anni. Studiosi e testimoni del luogo designato, con il Comitato scientifico della Fondazione, interverranno nei diversi momenti pubblici in programma a Treviso.

sabato 12 maggio pomeriggio. ore 17, Teatro Comunale Mario Del Monaco, Treviso. Cerimonia pubblica del Premio Carlo Scarpa. La cerimonia, coordinata da Luigi Latini, presidente del Comitato scientifico della Fondazione, prevede: la proiezione del film documentario realizzato dalla Fondazione Céide Fields. Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2018, regia di Davide Gambino, in collaborazione con Gabriele Gismondi; un racconto di Luigi Latini sul luogo designato e le parole chiavi di questa edizione del Premio; la lettura della Motivazione del Premio, a cura di Patrizia Boschiero (coordinatrice della attività del Premio Carlo Scarpa) e la consegna del sigillo disegnato da Carlo Scarpa, simbolo del riconoscimento per l’impegno e la cura profusa nei confronti del luogo designato, da parte di Luciano Benetton (presidente della Fondazione) all’archeologa Gretta Byrne (Office of Public Works), direttrice del sito di Céide Fields. Seguono le testimonianze di rappresentanti di istituzioni culturali e pubbliche irlandesi, in particolare dell’Office of Public Works, della Contea di Mayo e dell’Ambasciata d’Irlanda in Italia. A seguire, Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton, e rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali. La cerimonia prosegue con musica antica irlandese eseguita dal trio Elsafty, Armstrong & Browne: Roisin Elsafty, voce; Ronan Browne, cornamusa e flauti irlandesi; Siobhán Armstrong, antica arpa irlandese, e si chiude con un momento conviviale. Sarà disponibile il volume annuale del Premio Carlo Scarpa, dedicato nel 2018 a Céide Fields, a cura di Patrizia Boschiero e Luigi Latini, con Seamas Caulfield, pubblicato dalla Fondazione Benetton in italiano e in inglese, distribuito in libreria dal coeditore Antiga.

domenica 13 maggio, ore 18, chiesa di San Teonisto, Treviso. Concerto per Céide Fields Musica antica irlandese del trio Elsafty, Armstrong & Browne: Roisin Elsafty, voce; Ronan Browne, cornamusa e flauti irlandesi; Siobhán Armstrong, antica arpa irlandese. Ingresso intero 18 euro, ridotto 13 euro. Prevendita presso la sede della Fondazione, via Cornarotta 7, Treviso (lun–ven ore 9–13, 14–18 e sab–dom ore 10–20) e nel sito http://www.liveticket.it

Fino a domenica 1° luglio, I Céide Fields nei paesaggi irlandesi. Un luogo di storia millenaria lungo un viaggio di ricerca. Mostra fotografica e documentaria del Premio Carlo Scarpa 2018, a cura di Patrizia Boschiero e Luigi Latini, con la collaborazione di Gretta Byrne e Seamas Caulfield. Fotografie di Andrea Rizza Goldstein e altri; video, interviste e film documentario di Davide Gambino, in collaborazione con Gabriele Gismondi. Progetto di allestimento e grafica: Anna Costa; ricerche cartografiche: Massimo Rossi; ricerche bibliografiche: Irene Beringher e Francesca Ghersetti; spazi espositivi: Diana Gentili. Il filo conduttore della mostra tiene insieme il luogo del Premio Carlo Scarpa 2018 – i Céide Fields – e il viaggio compiuto in Irlanda per un’indagine sul paesaggio dell’isola. Aperta fino a domenica 3 giugno il giovedì e il venerdì ore 15-20, sabato e domenica ore 10-20. Poi, fino a domenica 1° luglio, il sabato e la domenica, ore 10-20. Ingresso libero

Fonte: Servizio Stampa Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino