“La decisione presa dalla Commissione europea di concedere l’autorizzazione alla coltivazione di una patata geneticamente modificata ci vede contrari. Il fatto di rompere una consuetudine prudenziale che veniva rispettata dal 1998 è un atto che rischia di modificare profondamente il settore primario europeo.” Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia commenta la decisione presa dalla Commissione Europea di autorizzare la produzione della patata OGM Amflora di proprietà della BASF.
Sovranità degli Stati membri prima di tutto. “Non solo non ci riconosciamo in questa decisione – commenta il Ministro – ma ci teniamo a ribadire che non permetteremo che questo metta in dubbio la sovranità degli Stati membri in tale materia. Da parte nostra proseguiremo nella politica di difesa e salvaguardia dell’agricoltura tradizionale e della salute dei cittadini. Non consentiremo che un simile provvedimento, calato dall’alto, comprometta la nostra agricoltura. Per questo valuteremo la possibilità di promuovere un fronte comune di tutti i Paesi che vorranno unirsi a noi nella difesa della salute dei cittadini e delle agricolture identitarie europee.”
Possibile referendum per sapere cosa l’Italia vuole. Zaia si dice poi soddisfatto “della comune levata di scudi avvenuta in Italia in seguito alla decisione della Commissione Europea di autorizzare la coltivazione di un nuovo prodotto OGM interrompendo una cautela che durava da più di dieci anni.” E dichiara: “A mali estremi, estremi rimedi. Credo che si potrebbe ragionare attorno alla possibilità di un referendum popolare, che su questo argomento sgombri ogni campo a proposito di ciò che in Italia si vuole davvero attorno al sistema agroalimentare nazionale.”
Solo per uso industriale? “Non e’ previsto alcun utilizzo alimentare”, ha precisato Peter Eckes, direttore della sezione fitosanitaria dell’azienda chimica “Basf”, il gruppo tedesco che ha sviluppato la patata OGM. La patata transgenica contiene infatti solo amilopectina pura, uno dei componenti dell’amido, e verrebbe quindi utilizzata per la produzione di carta, calcestruzzo e adesivi. Di rimando, il Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia afferma che “non è vero che questa coltivazione sarà destinata solo ad usi industriali, visto che verrà utilizzata anche per i mangimi animali. E questo significherebbe introdurre nella nostra catena alimentare gli organismi geneticamente modificati”.
Confagricoltura: da anni i mangimi per gli allevamenti contengono vegetali transgenici. “In Italia si può essere contrari agli Ogm, ma optare per la realtà modificata. Da anni i mangimi destinati agli allevamenti da cui nascono le nostre migliori produzioni alimentari contengono vegetali transgenici e finora pare che nessuno se ne sia accorto”. Così Confagricoltura replica all’allarmismo sul via libera europeo alla coltivazione della patata biotech “Amflora” e avverte: “L’agricoltura italiana è delusa di veder cavalcare a scopi anche elettorali un argomento importante come quello degli organismi geneticamente migliorati. La gran parte di commenti e dichiarazioni negative registrate a proposito della patata Amflora prescindono purtroppo da basi scientifiche e dal principio di libera scelta degli imprenditori agricoli. Occorre ricordare agli oltranzisti anti-Ogm che da tempo gli organismi biotech sono componente essenziale della dieta quotidiana praticamente in tutti gli allevamenti nazionali, compresi quelli delle filiere simbolo del made in Italy, dal Parmigiano al prosciutto San Daniele”. In materia economica gli Ogm potrebbero aiutare, anche in Italia, numerosi comparti produttivi in crisi: per il mais, ad esempio, il valore aggiunto può toccare circa 280 milioni di euro l’anno. “E’ demagogico e semplicistico – conclude Confagricoltura – gridare no quando in gioco c’è la sopravvivenza di un settore dell’economia nazionale che lo scorso anno ha registrato perdite economiche doppie della media europea”.
Allarme Greenpeace. La patata Ogm della Basf autorizzata dalla Commissione europea e conosciuta con il nome di Amflora contiene un gene che conferisce la resistenza ad alcuni antibiotici“. A lanciare l’allarme e’ Federica Ferrario, responsabile della campagna Ogm di Greenpeace Italia, che aggiunge: “L’Organizzazione mondiale della sanita‘ e l’Agenzia europea per i medicinali (Emea), hanno gia’ messo in guardia sull’ “importanza critica” degli antibiotici colpiti dall’Amflora (kanamicina e neomicina). L’immissione in ambiente di questa patata della Basf potrebbe scatenare una resistenza batterica verso medicinali salva vita, compresi i farmaci utilizzati anche per il trattamento della tubercolosi.
(fonte: Ministero Politiche agricole e forestali/Confagricoltura/Asca/Greenpeace Italia)
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