• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

11 giugno, on line il primo focus 2020 del Trittico vitivinicolo veneto con le prime indicazioni di produzione

Ci ha pensato la grandine che nello scorso fine settimana ha colpito pesantemente alcune aree del Veneto a rompere le uova nel paniere, che in questo caso si chiama settore agricolo. Dal veronese al trevigiano fino ai Colli padovani e, a macchia di leopardo, diverse altre zone, chicchi di ghiaccio in alcuni casi grandi quanto noci hanno falcidiato vigneti, mais, frumento, orticole, ecc.

Primo focus on line. In queste ore si stanno quantificando i danni e senz’altro, per quanto riguarda il settore vitivinicolo, ne sapremo di più giovedì 11 giugno (ore 10:00) in occasione del 1° Focus del Trittico di Veneto Agricoltura dedicato proprio allo stato del vigneto e alle primissime indicazioni di produzione per il 2020. L’ormai “storica” iniziativa, promossa d’intesa con la Regione, ARPAV, CREA-VIT e Università di Padova, a causa delle restrizioni dovute al Coronavirus si svolgerà quest’anno online sulla piattaforma Zoom (https://venetoagricoltura-org.zoom.us/j/98598297231).

Tornando alla grandine che nei giorni scorsi ha interessato il Veneto, tra le zone più colpite si segnalano, a partire da Ovest: la preziosa Valpolicella (comuni di Marano e San Pietro in Cariano); Marostica e Thiene nel vicentino; i comuni di Bovolenta, Maserà, Albignasego, Abano Terme, Montegrotto Terme nel padovano; nel trevigiano la zona di Montebelluna, Nervesa della Battaglia, Gaiarine e Codognè (Tv), dove alcuni vigneti hanno subito danni ingentissimi (80-90%).

La grandine ha dunque “disturbato” un andamento vegetativo del vigneto che, al momento, fa comunque ben sperare. Le indicazioni che giungono dalle diverse aree viticole regionali segnalano infatti uno stato sanitario nelle vigne sostanzialmente buono. Anche l’aspetto quantitativo della prossima vendemmia si annuncia interessante (medio-alta) con una raccolta delle uve prevista anticipata rispetto agli ultimi anni, in particolare rispetto al 2019. Il vigneto veneto, nonostante le interferenze meteorologiche, mostra complessivamente di essere in buona salute, la vegetazione si presenta quasi ovunque sana e non si evidenziano grossi problemi di Peronospora. Qualche preoccupazione arriva dal fronte della Flavescenza dorata e soprattutto della Virosi del Pinot Grigio.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura