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10 agosto 2017, a Legnaro (PD) il secondo appuntamento regionale sulle previsioni vendemmiali, a coordinare l’incontro il consigliere Argav Renzo Michieletto

Bastano pochi dati dell’annata 2016 per comprendere l’importanza del settore vitivinicolo veneto: 87.183 gli ettari di superficie vitata, 13 milioni di quintali di uva, 10,1 milioni gli ettolitri di vino prodotto, corrispondenti al 19,5% della produzione italiana e al 3,5% di quella mondiale. 25.538 i produttori di vino nel Veneto di cui 15.315 hanno conferito alle Cantine Sociali. I2 miliardi di euro di export veneto valgono il 35,6% del valore complessivo delle esportazioni nazionali e il primo posto in Italia.

43^ edizione. E’ sullo sfondo di questo importante contesto che si inserisce il focus sulle previsioni vendemmiali nel Veneto, che si terrà il prossimo 10 agosto (ore 9,30) a Legnaro (Pd) nella sede di Veneto Agricoltura (viale dell’Università 14). Lo storico appuntamento sulle previsioni della vendemmia fornisce un quadro previsionale del Veneto e del restante Nord Est, delle principali regioni viticole italiane, nonché di Francia e Spagna, ed è promosso da Europe Direct Veneto, sportello europeo di Veneto Agricoltura, d’intesa con Regione Veneto, AVEPA, CREA-Viticoltura, ARPAV, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Province Autonome di Bolzano e Trento.

Programma. I dati di previsione, acquisiti sul territorio dagli Uffici di AVEPA, Regione Friuli-Venezia Giulia e Province di Bolzano e Trento, nonché da una rete costituita da operatori di alcune Cantine e Consorzi delle diverse aree viticole, saranno illustrati e analizzati dal team di esperti promotori del Trittico. Programma. Ore 9,30 Saluti e introduzione dei lavori: Alberto Negro, direttore Veneto Agricoltura, Giuseppe Pan, assessore Agricoltura della Regione del Veneto. Ore 10.00 Andamento Meteorologico 2017 nel Veneto: Francesco Rech, ARPAV- Servizio Meteorologico di Teolo (Pd). Ore 10.15 La vendemmia 2017 in Italia e non solo, collegamenti in videoconferenza con: Piemonte – Michele Vigasio, Vignaioli Piemontesi, Lombardia – Lorenzo Craveri, ERSAF -Regione Lombardia, Emilia-Romagna – Giovanni Nigro, Centro Ricerche Produzioni Vegetali, Toscana -Paolo Storchi, Crea Viticoltura Arezzo, Puglia – Gianvito Masi, Crea Viticoltura Turi (Ba), Sicilia – Francesca Salvia, Istituto Regionale Vini e Oli della Sicilia, Francia – Franco Pallini, WineNews, Spagna -Jorge Jaramillo, giornalista. Ore 11.15. Annata 2017 e primi dati previsionali della vendemmia nel Veneto e nel Nord Est d’Italia: Diego Tomasi, direttore CREA-VITC. A coordinare la presentazione, il consigliere Argav Renzo Michieletto, di Veneto Agricoltura -Ufficio Stampa-Europe Direct Veneto Iscrizione. Per una migliore organizzazione dell’evento è richiesta la pre-adesione da effettuarsi on-line

Fonte: Europe Direct Veneto -Veneto Agricoltura -Ufficio Stampa

Vendemmia 2017 in Veneto, precoce ed inferiore al 2016

L’annata vitivinicola 2017 sarà senz’altro ricordata per la sua precocità, che risulta addirittura più marcata rispetto a quella record del 2007. Di conseguenza, stiamo andando incontro ad una vendemmia anticipata di una decina di giorni rispetto alla media. Le varietà precoci (Chardonnay e Pinot) saranno infatti raccolte prima di Ferragosto, mentre subito a ruota seguiranno le altre uve. Quantità: non sarà comunque un’annata abbondante a causa della minor fertilità delle gemme, senz’altro inferiore rispetto allo scorso anno.

Sotto il profilo sanitario, ad oggi, il vigneto veneto risulta sanissimo, i problemi casomai potrebbero arrivare dalla siccità che perdura da troppo tempo. Se entro una decina di giorni non dovesse risolversi questa grave situazione di carenza idrica, l’attuale “buono stato” del vigneto veneto rischia di peggiorare. Nessun problema invece per le aziende dotate di sistemi di irrigazione artificiale che già parlano di possibile ottima vendemmia. Ecco, in estrema sintesi, le prime indicazioni sull’annata vitivinicola e la prossima vendemmia nel Veneto emerse nel corso del primo focus dello “storico” Trittico Vitivinicolo Veneto promosso da Veneto Agricoltura, Regione, ARPAV, CREA-VIT e tenutosi lo scorso 21 giugno a Conegliano presso il CIRVE dell’Università di Padova.

Gelate e fattore “siccità”. Quest’ultimo è stato marcato da Francesco Rech, del Servizio Meteorologico dell’ARPAV, che ha analizzato l’andamento meteo di questo primo semestre dell’anno. Con l’esclusione del mese di febbraio, gli altri cinque mesi sono risultati infatti tra i meno piovosi di sempre. Anche le temperature sono da record, registrando fasi molto calde a partire già da maggio. Va però ricordata la gelata del 19/20 aprile che ha colpito gran parte dell’Italia e quindi anche la nostra regione. Questa “due giorni” di freddo intenso è stata analizzata dal direttore di CREA-VA, Diego Tomasi, che ha spiegato nei dettagli le conseguenze per il vigneto. Va ricordato, infatti, che la gelata si è interposta tra il germogliamento precoce dovuto alle alte temperature di marzo e la fioritura rapidissima di maggio.

Fattore umano determinante. In sostanza, le viti hanno dovuto fare i conti con oscillazioni termiche importanti e una generale carenza idrica persistente. Ciononostante, i tecnici parlano di un’annata vitivinicola che non sta andando per niente male, anzi. Gran parte del merito spetta senz’altro ai tecnici che operano in vigneto, la cui professionalità ha raggiunto livelli altissimi, coadiuvati dai centri di ricerca preposti.

Il concetto moderno di agricoltura sposa la biodiversità. Altro tema molto importante e di grande attualità affrontato durante il focus di Conegliano ha riguardato le opportunità, alcune già utilizzabili e altre futuribili, destinate a migliorare la sostenibilità del vigneto. Michele Giannini di Veneto Agricoltura e Paolo Fontana di World Biodiversity Association hanno sottolineato l’importanza di mantenere, anche in vigneto, la fertilità del suolo. Il viticoltore, dunque, amico della biodiversità e della qualità dell’ambiente. Concetti che sempre più bisognerà tenere in grande considerazione e che esperienze quali la certificazione “Biodiversity Friend”, ricerca tutta italiana, dimostrano che è questa la strada da seguire. Un modello, quello elaborato dalla veronese World Biodiverity Association, che sta suscitando grande interesse in molti Paesi (Cina e Messico compresi), che evidentemente hanno capito quanto sia importante far andare a braccetto agricoltura e biodiversità. Studiare la complessità dei processi produttivi in grado di ridurre la perdita di biodiversità in agricoltura rappresenta oggi un passaggio obbligato.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura