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Latte, speculazioni sui prezzi denunciate dalle organizzazioni agricole di settore

“A due mesi dall’inizio dell’emergenza Covid alcuni industriali caseari continuano a speculare fortemente sul prezzo del latte, mettendo in grande difficoltà gli allevatori veneti. Sappiano che non staremo zitti e segnaleremo chi non rispetta i contratti, che spesso neppure ci sono, al portale del ministero istituito per contrastare le pratiche sleali”. Fabio Curto, presidente del settore lattiero caseario di Confagricoltura Veneto, denuncia così la speculazione sul prezzo all’origine del latte da parte di alcuni caseifici industriali, che in quasi due mesi è stato abbassato da 40 a 36 centesimi al litro.

Al monito si aggiunge anche Coldiretti Veneto. “A seguito delle denunce rilevate alla casella postale sos.speculatoricoronavirus@coldiretti.it e in base alle elaborazioni dei dati relativi alle fatture dei mesi di marzo e aprile rispetto ai pagamenti di febbraio, prima del coronavirus, gli allevatori veneti hanno perso almeno 7 milioni di euro, a causa della decisione unilaterale di molti caseifici di ridurre il prezzo del latte alla stalla, mettendo in forte difficoltà le imprese agricole già alle prese con aumenti dei costi di produzione. Si tratta di vere e proprie speculazioni messe in atto da industriali e trasformatori che usano come pretesto la chiusura del canale Ho.re.ca ma chiudono gli occhi sugli aumenti del consumo di prodotti lattiero caseari domestici”.

Riduzioni imposte in modo unilaterale. La domanda di prodotto da parte della Gdo e dei negozi di vicinato è notevolmente aumentata, compensando le altre perdite, aggiunge Confagricoltura Veneto. Addirittura, per alcuni prodotti caseari ci sono stati aumenti a doppia cifra in termini percentuali. Nonostante questo, ci sono caseifici industriali e privati che, dalla sera alla mattina, mandano lettere agli allevatori che impongono abbassamenti di prezzo in maniera unilaterale. Addirittura con effetto retroattivo di un mese rispetto al latte già consegnato. Ma ci sono anche situazioni in cui non c’è neppure un contratto e tutto viene comunicato a voce, in barba alle norme che impongono di fare contratti scritti e a scadenza annuale”.

Latte straniero. “Tutto ciò accade mentre su territorio regionale continuano a giungere ogni giorno numerose cisterne di latte straniero – continua Coldiretti –  che va a sostituirsi a quello munto nelle oltre 3mila stalle venete e che finisce negli stabilimenti dei trasformatori che riducono il prezzo agli allevatori, minacciando di non ritirare i quantitativi quotidiani prodotti negli allevamenti. E’ giunto il tempo di scoperchiare la pentola e dire ai consumatori i nomi di chi importa latte cagliate e impoverisce gli allevatori veneti con simili comportamenti, continuando a mettere in commercio prodotti che di veneto non hanno nulla. Agli industriali diciamo che i prezzi di marzo e aprile sono da noi considerati acconti e che, alla ripresa delle attività di domani, siano ripristinati i prezzi contrattualizzati prima della pandemia”.

Aiuti agli indigenti solo per aziende virtuose. “Tra gli industriali c’è chi si vanta di fare dop e “i prodotti più buoni”, ma poi sfrutta chi gli fornisce la materia prima di qualità – rimarca Confagricoltura Veneto -. Spiace constatare che in questi difficili momenti di emergenza, in cui la filiera zootecnica dovrebbe dare maggiori segnali di solidarietà e mettere da parte le naturali frizioni tra chi vende e chi acquista il latte, ci sia chi cerca di approfittare della situazione per innestare una spirale ribassista e speculativa. Confagricoltura Veneto propone anche che i fondi messi a disposizione per l’acquisto di prodotti lattiero caseari per l’aiuto agli indigenti vadano a vantaggio solo delle aziende virtuose, escludendo chi ha speculato sull’emergenza. Curto ringrazia invece il mondo cooperativo veneto “per il sostegno che continua a garantire agli allevatori. “Le maggiori cooperative sono state al nostro fianco anche nella battaglia portata avanti con la Regione Veneto contro l’allungamento della data di scadenza del latte fresco. Battaglia che abbiamo vinto proprio grazie alla coesione della filiera”.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura e Coldiretti Veneto