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Nuovo logo comunitario per i prodotti biologici: istruzioni per l’uso

In data 31/03/2010 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, il Regolamento Comunitario 271/2010 che modifica il Reg. CE 889/2008 e reca le disposizioni sull’utilizza del nuovo logo europeo per i prodotti biologici.
Il Regolamento prescrive che dal 1° Luglio 2010, per i prodotti biologici, dovrà comparire sulla confezione anche il logo comunitario di cui all’articolo 25, paragrafo 1, per quanto riguarda gli alimenti preconfezionati.

Istruzioni per l’uso. Quando viene usato il logo comunitario, il numero di codice dell’organismo di controllo deve essere collocato nello stesso campo visivo del logo biologico dell’UE inoltre deve comparire nello stesso campo visivo del logo e immediatamente sotto il numero di codice dell’organismo anche l’indicazione del luogo in cui sono state coltivate le materie prime agricole di cui il prodotto è comosto e compare nelle forme seguenti:

–    «Agricoltura UE» quando la materia prima agricola è stata coltivata nell’UE,
–    «Agricoltura non UE» quando la materia prima agricola è stata coltivata in paesi terzi,
–    «Agricoltura UE/non UE» quando parte della materia prima agricola è stata coltivata nella Comunità e una parte di essa è stata coltivata in un paese terzo.

Possibile anche l’indicazione di un Paese se tutte le materie prime agricole sono ivi prodotte. L’indicazione «UE» o «non UE» può essere sostituita o integrata dall’indicazione di un paese nel caso in cui tutte le materie prime agricole di cui il prodotto è composto siano state coltivate in quel paese. Ai fini della succitata indicazione possono essere omessi, in termini di peso, piccoli quantitativi di ingredienti purché la quantità totale di questi sia inferiore al 2 % della quantità totale, in termini di peso, di materie prime di origine agricola. La succitata indicazione non figura con colore, dimensioni e tipo di caratteri che le diano maggiore risalto rispetto alla denominazione di vendita del prodotto. Il logo e le relative diciture devono essere apposte in modo da risultare facilmente visibili, chiaramente leggibili ed indelebili. I riferimenti grafici del Logo comunitario devono rispettare le indicazioni riportate all’allegato XI del reg. CE 889/2008.

Quando il logo comunitario non può essere utilizzato o è facoltativo. Per i prodotti con ingredienti biologici inferiori al 95%; i prodotti della caccia e della pesca con ingredienti biologici; i prodotti in conversione e per i prodotti al di fuori del campo di applicazione del regolamento 834/2007 come ad es. i prodotti cosmetici, tessili, pet-food, ecc. L’uso del logo è facoltativo per i prodotti importati dai paesi terzi. Tuttavia, se il logo comunitario figura nell’etichettatura, questa riporta anche l’indicazione del luogo in cui sono state coltivate le materie prime agricole di cui il prodotto è composto.

(Fonte: CCPB controllo e certificazione)

Nuovo impulso alle esportazioni di prodotti biologici dall’Africa

foto Fao

Circa 5.000 agricoltori africani sono in grado oggi di trarre profitto dalla crescente popolarità e diffusione dei prodotti biologici nei paesi industrializzati grazie ad un programma della FAO, finanziato dalla Germania, che li ha aiutati ad ottenere la certificazione e conformarsi agli altri requisiti richiesti.

Commercio equo e solidale in aumento nei paesi sviluppati fino al 10%. Le proiezioni indicano che nei paesi sviluppati, nei prossimi tre anni, il mercato dei prodotti biologici e del commercio equo e solidale aumenterà tra il 5 e il 10%, aprendo nuove opportunità per i piccoli contadini dei paesi poveri.

Tuttavia, gli ostacoli non sono pochi, soprattutto per la difficoltà che questi agricoltori incontrano per ottemperare alle esigenti norme alimentari richieste dai paesi sviluppati e per ottenere la certificazione necessaria. Non solo, per entrare nel mercato del biologico i contadini devono prima passare un periodo di conversione dall’agricoltura convenzionale all’agricoltura biologica, durante il quale devono affrontare costi più elevati per riuscire ad applicare le nuove tecniche biologiche, senza però poterne ancora cogliere i benefici derivanti dai prezzi più alti associati di solito all’etichettatura di biologico.I progetti della FAO in Burkina Faso, Camerun, Ghana, Senegal e Sierra Leone hanno aiutato gruppi di contadini e di piccoli esportatori a superare queste difficoltà e a migliorare le proprie capacità tecniche e la qualità dei prodotti riuscendo così ad ottenere la certificazione di biologico e commercio equo e solidale e profittare di mercati remunerativi.

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa/Fao)

19 febbraio 2010: a Mogliano (Tv) seminario su mense scolastiche e biologico

foto sportellomensebio.it

Venerdì 19 febbraio, alle ore 9.00 presso Villa Braida (Mogliano Veneto-TV) si tiene un seminario di Veneto Agricoltura e Regione su mense e biologico.  L’iniziativa, volta a promuovere una sana, sicura e corretta alimentazione fin dalle prime fasce d’età, quelle più sensibili e a rischio, si rivolge innanzi tutto agli operatori di settore (imprese di ristorazione), ai comuni, al mondo della scuola, a pediatri e dietisti.

Mangiare biologico a scuola: ancora qualche difficoltà ma c’è da sperare. Con la terza tappa a Villa Braida (Mogliano Veneto-TV), si chiude quindi il ciclo di seminari sulla qualità della ristorazione scolastica pubblica nel Veneto; nell’incontro saranno presentati i risultati dell’indagine condotta da Veneto Agricoltura in collaborazione con la Regione, per verificare la conformità da parte delle Amministrazioni locali alla legislazione in materia di alimentazione biologica. Ddll’indagine, condotta da luglio a settembre 2009, è emersa una realtà di diffusa non conformità alla normativa nazionale (legge 488/1999) e a quella regionale (legge 6/2002), che impongono alle mense l’utilizzo quotidiano di prodotti biologici. In ogni caso, le aspettative per l’immediato futuro fanno ben sperare, in quanto gran parte dei comuni interpellati ha anche espresso un significativo interesse all’introduzione di prodotti biologici nelle proprie mense scolastiche nel 2010.

Parlano al seminario. Tra i relatori, provenienti da realtà istituzionali, della sanità, della ricerca, della progettazione e gestione della ristorazione collettiva, Roberto Pinton (Segretario Nazionale Assobio), Guido Moro Primario del Centro di alimentazione infantile Ospedaliero Melloni di Milano, Laura di Renzo Istituto Nazionale per la dieta mediterranea e la nutrigenomica, Università Tor Vergata – Roma.

Testimonianze di comuni con mensa biologica. A completare un quadro informativo concepito come contributo all’affermazione di un’agricoltura e di un’alimentazione di qualità, sostenibile e sicura non mancheranno le testimonianze di comuni che da tempo hanno felicemente avviato la mensa biologica; nell’occasione, sarà distribuita una pubblicazione che illustra, con dati di ricerche scientifiche nazionali e internazionali, gli effetti positivi dei prodotti biologici sulla salute e sull’ambiente, con indicazioni utili agli amministratori locali e sanitari, ai genitori e ai responsabili scolastici.

(fonte: Veneto Agricoltura)