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Avviato l’iter parlamentare della proposta di legge sul km zero per aiutare ambiente e tasche dei cittadini

Km zeroE’ iniziato ieri l’iter parlamentare in sede referente in Commissione Agricoltura alla Camera della proposta di legge presentata da Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, per la valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari a chilometro zero.

Promuovere in agricoltura la qualità italiana. “La proposta, di cui è relatrice l’On. Mongiello – spiega Realacci, primo firmatario della proposta di legge “Norme per la valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta a chilometro zero e di qualità, nonché modifiche all’articolo 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228″ (AC 77)” -,  intende promuove l’agricoltura di qualità legata al territorio, alla stagionalità dei prodotti, alla sana alimentazione e ai mercati locali, rispettando l’ambiente. Si tratta di un testo importante per promuovere anche in agricoltura la qualità italiana e per favorire nuovi modelli di consumo che meglio rispondono alla crisi. Elaborata grazie anche al contributo della Coldiretti, la proposta vuole essere trasversale e ha già raccolto la firma di molti colleghi di diversi gruppi politici, a partire dall’On. Cenni”.

Promuovere la filiera corta, ossia alimenti prodotti a una distanza non superiore ai 70 km. “Consumare prodotti del territorio fa bene all’ambiente, alla salute e alle tasche dei cittadini – continua Realacci -, tra gli scopi prioritari della legge c’è quello di favorire il consumo di alimenti provenienti da filiera corta, ossia prodotti a una distanza non superiore a un raggio di 70 chilometri dal luogo di consumo, per venire incontro alle esigenze di molti cittadini che da una parte ricercano prodotti con prezzi più contenuti e dall’altra sono attenti alle caratteristiche nutrizionali e di sicurezza degli alimenti”. “La filiera corta – conclude Realacci – garantisce la qualità ambientale superiore del prodotto alimentare, connessa al ridotto carico di emissioni inquinanti derivanti dal trasporto in tutti gli stadi della filiera. Proprio per promuovere e garantire questa forma di commercio la legge istituisce e regolamenta il marchio di filiera ‘Chilometro zero’”.

(Fonte: Ansa.it)