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Prodotti a denominazione d’origine, Consorzio prosciutto veneto e Coldiretti Padova contro il progetto di legge regionale De.Co.

prosciutto di Montagnana

Fa discutere e preoccupa non poco i produttori il progetto di legge regionale sulla disciplina e valorizzazione delle De.Co. (Denominazioni Comunali) in discussione in Regione in questi giorni. In allarme soprattutto gli imprenditori impegnati da decenni nella tutela di prodotti tipici storicamente riconosciuti con i marchi di origine e qualità Dop, Igp, Stg attraverso l’attività dei rispettivi Consorzi di Tutela e il rispetto di severi e rigorosi disciplinari di produzione.

I timori. A sollevare parecchi dubbi sull’impatto della nuova denominazione comunale, a partire proprio dalla compatibilità rispetto alle disposizioni legislative statali in materia di marchi e di indicazioni geografiche protette, sono i produttori dello storico Prosciutto Veneto Berico – Euganeo Dop, che ha nel Montagnanese, nella Bassa Padovana, il fulcro produttivo. C’è il timore che l’introduzione delle De.Co. non faccia altro che aumentare la confusione fra i consumatori che ancora faticano a districarsi e a distinguere tra i marchi di qualità Dop, Doc, Igp e Stg. A questo si aggiunge il rischio, tutt’altro che remoto, di favorire invece la concorrenza sleale, come del resto è già avvenuto in passato, da parte di chi sfrutta il legame con un determinato Comune o località per favorire prodotti che non rientrano nel circuito virtuoso delle denominazioni di qualità presenti da decenni e che non ne rispettano le severe norme di produzione.

Effetti negativi. I produttori del Consorzio del Prosciutto Veneto Berico – Euganeo, guidato dal presidente Vittorio Daniolo, si rivolgono direttamente alla Regione chiedendo di considerare seriamente quali potrebbero essere gli effetti negativi dell’introduzione di una nuova denominazione comunale che non farebbe altro che aumentare i contenziosi legati alla tutela dell’origine dei prodotti e dei rispettivi marchi. “E’ da apprezzare la volontà della Regione di valorizzare i prodotti legati al territorio – ricordano al Consorzio  del Prosciutto Veneto – ma questo deve avvenire attraverso norme che siano chiare e che si coordino con l’ordinamento giuridico comunitario e interno, evitando di condurre in inganno il consumatore sulla qualità dei prodotti chela stessa norma mira a tutelare, in considerazione del fatto che le nostre imprese investono nelle denominazioni d’origine qualificate, sottoponendosi a severi e onerosi controlli”.

Una posizione sostenuta da Coldiretti Padova. “Per tutelare i prodotti agroalimentari collegati al territorio esiste già la categoria dei Prodotti Alimentari Tradizionali (PAT), i cui metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura sono praticati in maniera omogenea e secondo regole tradizionali e protratte nel tempo, per un periodo non inferiore a 25 anni. Questa categoria può essere sicuramente collegata al prodotto di un Comune e trova la sua legittimazione nella normativa nazionale che ne stabilisce i requisiti per il riconoscimento”, aggiunge il presidente di Coldiretti Padova, Massimo Bressan.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

 

 

Tradizioni rurali venete, da Ballotta a Torreglia (PD), “Amarcord” firmato carni Brianza

Serata Ballotta Un dì di respiro

Salatura e taglia mezzene Antica Trattoria Ballotta (foto Mario Stramazzo)

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Per qualche fortunato di origine contadina,  è stato un tuffo nelle tradizioni rurali venete, per il resto degli avventori, la possibilità di scoprire un passaggio fondamentale per il sapore del prosciutto Dop di Montagnana che da lì a poco avrebbero gustato. Stiamo parlando della dimostrazione di salatura del prosciutto e a cui hanno assistito i tanti presenti alla serata “Un dì de respiro”, irriverente ma gustoso strappo alla regola del “mangiar di magro” in Quaresima proposto da Fabio e Cristina Legnaro dell’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia (PD) domenica 23 marzo scorso.

 

Brianza e Legnaro serata Ballotta Un dì di respiro

da sx, noricini e titolare Salumificio Brianza insieme a Fabio Legnaro, patron Antica Trattoria Ballotta (foto Mario Stramazzo)

Un sapido massaggio. La sapiente massaggiatura con il sale di Cervia della coscia di maiale nonché la dimostrazione del taglio delle mezzene sulla mejoara (termine veneto per definire il piano di legno dove si taglia, trita, amalgama e insacca la carne di maiale), è avvenuta per mano dei norcini del Salumificio Brianza di Montagnana (PD), specializzato nella produzione di prosciutto crudo, in particolare del pregiato Prosciutto Veneto, tipico di Montagnana, realizzato con carni scelte di prima qualità proveniente unicamente da allevamenti italiani certificati, come previsto dal marchio DOP del Consorzio di tutela.

Dal piedino, la provenienza. Invitati a partecipare alle feste dedicate al prelibato insaccato (lFesta del Prosciutto di Montagnana, 16- 25/5/14 e Festa del Maiale di Montagnana, gennaio 2015) e soddisfatte le numerose curiosità sulla produzione del prosciutto, tra cui l’accortezza di osservare in occasione di un prossimo acquisto, oltre al marchio impresso, se la coscia ha tutto il piedino (prosciutto San Daniele) o ne sia privo (prosciutto di Parma e, in maniera un po’ più accentuata, prosciutto di Montagnana), gli avventori sono passati alla degustazione di crudo e insaccati insieme ad altre prelibatezze di stagione, come i bruschi, gli asparagi selvatici tipici dei colli Euganei. Seduti a tavola, dopo lo sbroeton (minestra) di verze, è seguita la grigliata di carne di maiale a volontà con polenta, verze e fagioli stufati, il tutto innaffiato da vino rosso Doc dei colli Euganei. Tra le sorprese riservate agli ospiti, anche le piccole delizie (bacetti, maranei e zaletti) della rinomata pasticceria Loison, proposte dall’eclettico e vulcanico patron, Dario.