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Tradizioni rurali venete, da Ballotta a Torreglia (PD), “Amarcord” firmato carni Brianza

Serata Ballotta Un dì di respiro

Salatura e taglia mezzene Antica Trattoria Ballotta (foto Mario Stramazzo)

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Per qualche fortunato di origine contadina,  è stato un tuffo nelle tradizioni rurali venete, per il resto degli avventori, la possibilità di scoprire un passaggio fondamentale per il sapore del prosciutto Dop di Montagnana che da lì a poco avrebbero gustato. Stiamo parlando della dimostrazione di salatura del prosciutto e a cui hanno assistito i tanti presenti alla serata “Un dì de respiro”, irriverente ma gustoso strappo alla regola del “mangiar di magro” in Quaresima proposto da Fabio e Cristina Legnaro dell’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia (PD) domenica 23 marzo scorso.

 

Brianza e Legnaro serata Ballotta Un dì di respiro

da sx, noricini e titolare Salumificio Brianza insieme a Fabio Legnaro, patron Antica Trattoria Ballotta (foto Mario Stramazzo)

Un sapido massaggio. La sapiente massaggiatura con il sale di Cervia della coscia di maiale nonché la dimostrazione del taglio delle mezzene sulla mejoara (termine veneto per definire il piano di legno dove si taglia, trita, amalgama e insacca la carne di maiale), è avvenuta per mano dei norcini del Salumificio Brianza di Montagnana (PD), specializzato nella produzione di prosciutto crudo, in particolare del pregiato Prosciutto Veneto, tipico di Montagnana, realizzato con carni scelte di prima qualità proveniente unicamente da allevamenti italiani certificati, come previsto dal marchio DOP del Consorzio di tutela.

Dal piedino, la provenienza. Invitati a partecipare alle feste dedicate al prelibato insaccato (lFesta del Prosciutto di Montagnana, 16- 25/5/14 e Festa del Maiale di Montagnana, gennaio 2015) e soddisfatte le numerose curiosità sulla produzione del prosciutto, tra cui l’accortezza di osservare in occasione di un prossimo acquisto, oltre al marchio impresso, se la coscia ha tutto il piedino (prosciutto San Daniele) o ne sia privo (prosciutto di Parma e, in maniera un po’ più accentuata, prosciutto di Montagnana), gli avventori sono passati alla degustazione di crudo e insaccati insieme ad altre prelibatezze di stagione, come i bruschi, gli asparagi selvatici tipici dei colli Euganei. Seduti a tavola, dopo lo sbroeton (minestra) di verze, è seguita la grigliata di carne di maiale a volontà con polenta, verze e fagioli stufati, il tutto innaffiato da vino rosso Doc dei colli Euganei. Tra le sorprese riservate agli ospiti, anche le piccole delizie (bacetti, maranei e zaletti) della rinomata pasticceria Loison, proposte dall’eclettico e vulcanico patron, Dario.

I giornalisti Argav alla scoperta di Montagnana e del prosciutto Veneto Berico-Euganeo

Attilio Fontana, presidente prosciuttificio Fontana, insieme ai giornalisti Argav

(di Pietro Bertanza) E’ risaputo, il prosciutto crudo resta uno dei must dell’agroalimentare italiano, specialmente se Dop (denominazione di origine protetta). Proprio per questo l’apertura della stagione 2010 delle uscite tecniche dei giornalisti Argav si è svolta presso il prosciuttificio Attilio Fontana di Montagnana (Padova). Un prosciuttificio che produce cosce d’alta gamma – ha esordito il presidente Attilio Fontana – e che non ha risentito molto della crisi, in quanto capace di ricavarsi un mercato di nicchia. Il presidente ha proseguito spiegando ai giornalisti, provenienti da tutto il Veneto e Trentino-Alto Adige, l’importanza della scelta delle materie prime. Infatti per i loro prosciutti eseguono un’accurata selezione delle cosce. Cosce di maiali nati e allevati in sole 11 regioni del Nord-Centro Italia.

La stagionatura al prosciuttificio Attilio Fontana

Il segreto del prosciutto Fontana. La visita è continuata all’interno del prosciuttificio, dove Fontana ha illustrato le varie fasi per ottenere dei prosciutti di alta qualità. La selezione delle cosce avviene al momento del loro arrivo dal macello, «si valutano più di 15 parametri – ha proseguito Fontana – tra cui la consistenza, il colore, l’altezza del grasso (fondamentale per il processo di stagionatura), la mancanza di ematomi, ecc». Dopo l’arrivo in azienda e dopo aver superato la dura selezione, la coscia viene lavorata per perdere l’acqua e il sangue che contiene, al fine di permetterne la conservazione. A questo scopo è posta in cella di salatura dove resta, al massimo, 15 giorni. Il nostro cicerone ci svela anche il segreto del mestiere: nel prosciuttificio Fontana, per ogni Kg di coscia fresca questa deve stare 1 giorno sotto sale (la quantità di sale occorrente è quindi bassissima). La coscia viene nuovamente lavorata, sempre per aiutare la perdita di acqua e sangue, e posta in una nuova cella dove l’umidità è un po’ più alta rispetto alla prima cella. Dopo questo passaggio inizia la vera stagionatura in un locale con temperatura e umidità controllata. Qui le cosce restano come minimo 16 mesi (12 sono quelli previsti dal disciplinare Dop) e, se la coscia è all’altezza, sino a 18 mesi per il prosciutto riserva.

foto di gruppo giornalisti Argav davanti al Duomo di Montagnana

La città di Montagnana. La giornata è proseguita con la visita alla cittadina di Montagnana. L’ufficio turistico ha voluto presentare ai giornalisti agroambientali le opere della città murata partendo dal Duomo, intitolato a Santa Maria Assunta. Nella splendida chiesa si possono ammirare due affreschi del Giorgione. Proprio nel 2010 ricorre il 500° dalla morte del famoso pittore e la città ne approfitta per fare i dovuti festeggiamenti. Dopo la visita alla chiesa di Montagnana la guida ha accompagnato gli attenti auditori a visitare il cortile del castello di San Zeno e la splendida torre. Edificio militare più antico della città, che domina dall’alto dei suoi 38 metri e rappresenta una delle caratteristiche salienti della cinta fortificata.
Ultimo appuntamento dell’intensa mattinata è stata la tappa nell’enoteca Tomanin con un prelibato menu degustazione dove, ovviamente, il prosciutto Veneto non poteva mancare.

Non resta che dare appuntamento al prossimo incontro tecnico alla scoperta dei saperi e sapori delle nostre Terre.

(si ringraziano per le foto Emanuele Cenghiaro e Mirka Cameran)

16 Comuni tra Colli Berici ed Euganei uniti nel produrre un alimento di grande tradizione. Il Consorzio del Prosciutto Veneto nasce a Montagnana nei primi anni Settanta per iniziativa di alcuni produttori locali ed ha il compito di tutelare e promuovere il Prosciutto che in questa zona viene lavorato e stagionato secondo antiche usanze e tradizioni. Il riconoscimento internazionale più importante e di cui pochi prodotti in Europa possono fregiarsi arriva nel 1996: l’Unione Europea assegna al Prosciutto Veneto Berico Euganeo la D.O.P., ossia la Denominazione di Origine Protetta, marchio che garantisce lo strettissimo legame tra la produzione ed il territorio. L’area di produzione si estende su 16 comuni posti tra i Colli Berici ed Euganei, con Montagnana che ne è il centro più rinomato e sede del Consorzio (Fonte: http://www.fdlstudio.it)