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PSR 2014-2020, le priorità di Coldiretti per triplicare il ritorno alla campagna

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisi“Priorità al ricambio generazionale affinchè il ritorno alla campagna, già praticato da 2 mila giovani in tre anni, sia triplicato nei prossimi sette, massimo impegno finanziario per la ristrutturazione delle aziende orientate al mercato, incentivi alle aggregazioni di imprese agroalimentari con regimi di qualità e incoraggiamento all’accorciamento della filiera produttore-consumatore, efficiente gestione della risorsa idrica e del suolo quali beni comuni, fondamentali per la comunità, che la politica non può ignorare”.

Rischio di disperdere risorse. Sono queste le linee individuate da Coldiretti Veneto per la stesura del prossimo Programma di Sviluppo Rurale che detterà le regole per la strategia agroalimentare regionale del 2014-2020. Non manca certo l’attenzione, nel documento già consegnato alla Giunta del Veneto, alle imprese condotte da donne che rappresentano – secondo i dati di Coldiretti – il 30% della propria base associativa pari a 24 mila imprese che sono il fiore all’occhiello della creatività e la miglior espressione d’avanguardia del settore che fattura oltre 5 miliardi di euro. “Proprio per questo – continua Coldiretti – non si può correre il rischio di perdersi in diciotto obiettivi calati dall’alto affrontati in diversi tavoli col rischio di cadere nell’inutilità delle misure. Bruxelles ha deciso per il Veneto – come per tutta Europa – interventi che spaziano dal risparmio energetico in un settore che non è energivoro fino alla limitazione del protossido di azoto negli allevamenti. Se, invece, si concentrano le risorse su uno sviluppo sostenibile mirato si può ottenere, con poco, molto in termini di sicurezza alimentare, ambientale e di salvaguardia del territorio”.

Individuare da subito le priorità. Coldiretti sostiene che la qualità della vita per l’intera collettività vale, per l’Unione Europea, 80 milioni l’anno. Infatti il taglio dei fondi comunitari è pari al 50% e se non si procede con coraggio individuando da subito le priorità ci si può smarrire nelle varie direttive, con dispendio non solo di finanziamenti ma anche di energie amministrative a favore, magari di un pugno di beneficiari, non incidendo cosi sulle reali esigenze di tutte le 120 mila aziende agricole che possono sfruttare queste opportunità per rigenerarsi e innovarsi.

(Fonte: Coldiretti Veneto)