Tanti gli argomenti discussi a Bruxelles dai Ministri agricoli europei (per l’Italia ha partecipato Marco Peronaci, deputato della Rappresentanza permanente) in occasione del Consiglio Agricoltura, riunitosi lo scorso 17 febbraio a Bruxelles per la prima volta sotto la Presidenza greca per discutere delle proposte legislative avanzate dalla Commissione negli ultimi mesi. Eccone una sintesi.
Latte e frutta nelle scuole. Per quanto riguarda la proposta di elaborazione di un nuovo schema di distribuzione di latte e frutta nelle scuole, che unisca i due Programmi precedentemente separati, la maggioranza dei Ministri europei ha accolto l’iniziativa favorevolmente e ha riconosciuto l’alto valore educativo della stessa. Non sono mancate le critiche, soprattutto di Paesi come l’Italia che hanno suggerito l’aggiunta dei prodotti caseari trasformati nell’elenco della componente “Latte” del Programma (come formaggi e yogurt). Altri Stati Membri hanno dubitato dell’effettiva semplificazione che porterebbe l’unione dei due Programmi europei.
Misure di promozione e informazione sui prodotti agricoli. Il Consiglio ha scatenato un vero e proprio dibattito sull’argomento, dimostrando come questo fosse uno dei temi più sentiti e su cui meno vi fosse accordo alla vigilia dell’Assemblea. Mentre una metà dei presenti ritiene che la proposta (risalente allo scorso mese di dicembre) di un potenziamento delle misure di informazione per lo smercio sul mercato interno sia di enorme aiuto per il settore primario europeo, l’altra metà ha chiesto invece che la “campagna promozionale” sia rivolta unicamente al commercio extra-UE, per evitare effetti distorsivi sulla concorrenza nel mercato interno. La maggioranza delle Delegazioni si è detta delusa dalla mancanza di proposte di cofinanziamento a piccole e medie imprese (PMI) degli Stati Membri, le quali non sarebbero quasi sicuramente in grado di sobbarcarsi da sole un impegno finanziario di tale portata. L’aumento del budget, suggerito nel disegno di legge dalla Commissione europea (dai 61,5 milioni del 2013 ai 200 milioni di euro), preoccupa alcuni Stati Membri, mentre altri Paesi sono favorevoli a qualsiasi iniziativa che possa aiutare i marchi europei a prevalere nel mercato internazionale, diventato estremamente competitivo, ivi compreso il disegno di legge sopraccitato.
Settore lattiero-caseario. I Ministri dell’Agricoltura hanno evidenziato le difficoltà principali che il settore dovrà affrontare nei prossimi anni. L’ostacolo più importante allo sviluppo delle aziende casearie è rappresentato dalla volatilità del mercato. La risposta al problema, avanzata dalla recente riforma della PAC, è stata l’istituzione di una “rete di sicurezza”, ma alcune delegazioni la ritengono una misura insufficiente, da integrare con altre iniziative in particolare a difesa delle regioni di produzione del latte più fragili (ad esempio le aree montane). Altri Paesi, al contrario, ritengono la “rete di sicurezza” più che sufficiente. Gli Stati Membri, data l’imminente scadenza delle quote latte, hanno colto l’occasione per chiedere ulteriori misure temporanee che permettano alle aziende di settore una transizione più agevole verso la nuova realtà delineata dalla PAC. In questo senso, l’Osservatorio messo in piedi dalla Commissione è ben accetto.
Atti Delegati. Il Commissario all’Agricoltura, Dacian Ciolos, ha fatto il punto sullo stato dei lavori per la stesura degli Atti Delegati della PAC 2014-2020. I Ministri europei condividono con il Parlamento le preoccupazioni riguardanti una possibile divergenza tra i regolamenti della PAC già approvati e il contenuto degli Atti Delegati e chiedono che vengano rispettati gli accordi precedentemente presi. Anche per gli eurodeputati desta preoccupazione l’attuazione di alcune misure previste dalla PAC, come quelle relative alle sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi derivanti dal greening, l’insufficiente sostegno ai giovani agricoltori e i criteri eccessivamente restrittivi per l’assegnazione della denominazione di Area di Interesse Ecologico (per esempio alle regioni interessate da colture intercalari, colture a fissaggio d’azoto, ecc.).
Vini aromatizzati. Il Consiglio agricolo di ieri ha infine proceduto all’approvazione della proposta di regolamento per la riforma della disciplina vigente in tema di etichettatura, produzione e semplificazione delle procedure richieste per l’ottenimento dei marchi IGP o DOP per i prodotti vitivinicoli aromatizzati. Solo la Delegazione francese ha votato contro la proposta legislativa, nonostante l’accordo già raggiunto in prima lettura con il Parlamento UE.
(Fonte: Europe Direct Veneto)
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