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Funghi, nel bellunese e sull’altopiano di Asiago tornano i porcini e spuntano già i primi chiodini

Porcini

Porcini

Dopo la quasi totale assenza registrata nella scorsa stagione,  tornano i porcini nei boschi bellunesi e vicentini. “Due mesi da record per piovosità – precisa Coldiretti Veneto – hanno favorito un boom fuori stagione per i funghi, anticipando la raccolta di trenta giorni rispetto al normale andamento climatico”.

Previsioni di raccolto superiore a quello delle annate normali. Nel Cadore, in particolare, è  stata addirittura registrata la presenza di chiodini, varietà prettamente autunnale, la cui crescita rigogliosa richiede come condizioni ottimali terreni umidi senza piogge torrenziali e una buona dose di sole e 18-20 gradi di temperatura. Le previsioni sono per un raccolto superiore a quello delle annate normali in cui si stima che negli oltre 10 milioni di ettari di bosco che coprono un terzo dell’Italia si realizzi una produzione di circa 30mila tonnellate tra porcini, finferli, trombette, chiodini e le altre numerose specialità note agli appassionati. L’attività di ricerca non ha solo una natura hobbistica, che coinvolge moltissimi vacanzieri, e svolge anche una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta un’importante integrazione di reddito per migliaia di “professionisti” impegnati a rifornire negozi e ristoranti di prodotti tipici locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici.

Regole da seguire. E’ necessario tuttavia evitare le improvvisazioni e seguire alcune importanti regole che – sottolinea la Coldiretti – vanno dal rispetto di norme e vincoli specifici presenti nei diversi territori, alla raccolta solo di funghi di cui si sia sicuri e non fidarsi assolutamente dei detti e dei luoghi comuni, ma anche rivolgersi sempre, in caso di incertezza, per controlli ai Comuni o alle Unioni micologiche e utilizzare cestini di vimini ed evitare le buste di plastica.

Fonte: Coldiretti Veneto

Raccolta funghi: un decalogo per evitare incidenti

Dalle montagne lombarde a quelle venete, dalle colline emiliane alle vallate cuneesi fino ai monti della Sila in Calabria si preannuncia un settembre da record per la raccolta di funghi grazie alla pioggia estiva che ha reato le condizioni ottimali per la nascita del gustoso prodotto dell’autunno. Ma insieme alle frenetiche attività di ricerca del prelibato vegetale, si moltiplicano i rischi che in passato hanno provocato numerose vittime. A questo riguardo, Coldiretti ha sintetizzato in un decalogo alcune importanti regole.

Il decalogo

  • informarsi sulle norme vigenti nella zona relativamente alle attività di raccolta;
  • studiare il territorio che si intende esplorare ed evitare percorsi non adatti alla proprie capacità;
  • Rendere note le proprie intenzioni ed i tempi di rientro prima di partire ad amici o familiari;
  • Verificare le condizioni climatiche del posto;
  • Scegliere l’attrezzatura adatta senza dimenticare luce e cellulare e facendo particolarmente attenzione alle scarpe;
  • Raccogliere solo funghi di cui si sia sicuri e non fidarsi assolutamente dei detti e dei luoghi comuni, ma anche rivolgersi sempre, in caso di incertezza, per controlli ai Comuni o alle Unioni micologiche;
  • Utilizzare cestini di vimini ed evitare le buste di plastica;
  • Non utilizzare rastrelli che possano danneggiare il micelio;
  • Pulire immediatamente il fungo dai residui di rami, foglie e terriccio per garantire la sua integrità;
  • In caso di necessità contattare il 1515, numero di Emergenza Ambientale del Corpo Forestale dello Stato.

(fonte Coldiretti)