• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Radicchio di Treviso Igp, tra “Gastomania”, “Mark”, “Globalgap”, “Sqnpi”, “Certificazione residuo zero”, cambiamenti climatici e insetti alieni, s’interroga sul proprio futuro

In attesa dei grandi freddi che porteranno a maturazione la varietà tardiva, il Consorzio del Radicchio Rosso di Treviso Igp e Radicchio Variegato di Castelfranco Igp guarda al futuro delle varietà che da 23 anni tutela, e lo fa attraverso un convegno dal titolo “Il radicchio si interroga sul suo futuro”, svoltosi nei giorni scorsi. Un’iniziativa che è parte di un percorso iniziato dal Consorzio 5 anni fa con l’obiettivo di formare e informare soci produttori, associazioni di categoria e amministratori su quelle che possono essere le potenzialità di sviluppo e i traguardi raggiungibili attraverso la valorizzazione e la promozione delle 3 varietà protette. Un prodotto che registra un trend in continua crescita dal 2015, ma che necessita di pianificare il prossimo futuro per mettersi in gioco anche in ottica globale e non solo territoriale.

Da elevare il concetto di “marchio”. A fornire il proprio contributo quattro relatori, ognuno dei quali ha espresso il proprio punto di vista su quelle che possono essere le prospettive di breve e medio periodo delle pregiate cicorie. Ad aprire le riflessioni Roberto della Casa, docente, fondatore e coordinatore di Italiafruit News, che ha indagato le dinamiche del mercato ortofrutticolo nella distribuzione moderna rispetto a diversi tipo di consumatori “Il radicchio ha tutte le carte in regola per fare da traino per questo territorio – spiega Dalla Casa – Il cliente cerca un prodotto buono, garantito, sostenibile, tracciabile, biologico ma premia anche il suggerimento e l’abbinamento consigliato. Nella distribuzione moderna dovrebbe esserci più spazio dedicato ad un prodotto come il Radicchio Rosso di Treviso IGP per far comprendere cosa c’è dietro. Va considerato che tra Treviso e Bologna l’impatto del ‘fiore che si mangia’ è diverso, pertanto o il consumatore conosce quello che sta acquistando o probabilmente non lo acquista, soprattutto se ha un costo superiore ai prodotti similie conclude – bisogna elevare il concetto di ‘mark’, dobbiamo far parlare il prodotto prima, in modo immediato, ha bisogno di un marketing che spieghi cos’è come si produce, ricette, abbinamenti, e aiuti a leggere un prodotto locale in ottica globale.”

E’ vera e propria “Gastomania”. A rafforzare il punto di vista anche l’intervento di Roberta Garibaldi, docente e componente di presidenza della Società Italiana Scienze del Turismo, che ha sottolineato come grazie all’attenzione mediatica sviluppata nei confronti dei prodotti agroalimentari ci troviamo davanti ad una vera e propria “Gastomania”. “Oggi la ricchezza enogastronomica è considerata uno degli elementi più rilevanti per la scelta della meta turistica. La totalità dei turisti vuole vivere esperienze enogastronomiche (86%) – e sottolinea – quello che emerge è che c’è un forte gap tra domanda e offerta, perché spesso le aziende alimentari non sono preparate a rispondere ad un segmento di domanda affine al loro core business. Il turismo enogastonomico è turismo culturale perché deve intrecciare tre elementi: prodotto, storia, servizio.” Singolare, inoltre, l’esempio che evidenzia come stati quali Thailandia o Giamaica si stiano evolvendo molto in questa direzione pur avendo una cultura e una proposta alimentare più ristretta di quella italiana. Ed infine conclude “Da considerare inoltre in un’ottica di accoglienza finalizzata alla valorizzazione del Radicchio Rosso di Treviso IGP che a richiedere esperienze sono, non solo i turisti abbienti, ma anche i giovani e i millennials”.

Certificazioni. Riflessioni più tecniche durante la seconda parte del convegno, dove è stata evidenziata limportanza delle certificazioni nelle transizioni dei prodotti ortofrutticoli grazie all’intervento di Maria Chiara Ferrarese, vicedirettore CSQA di Thiene La certificazione è una scelta, è un concetto di garanzia che si è affermato per i retailer di tutto il mondo, i quali hanno bisogno di tutelarsi rispetto al prodotto che stanno mettendo in commercio. Questo perché molto spesso le certificazioni comunicano claim sensibili al consumatore. Il Global GAP in questo momento è uno standard mondiale che rappresenta un elemento basilare per vendere non solo alle catene più note ma anche nei discount i quali, sempre più, chiedendo le stesse garanzie delle catene maggiormente conosciute. Global GAP è nna certificazione che oggi conta 200.000 aziende registrate al mondo di cui 110.000 solo in Europa e sottolinea come in questo momento si stiano sviluppando dei moduli aggiuntivi chiesti dai grandi retailer che vanno a toccare aspetti sociali e di sostenibilità rivolta all’intera filiera. Preciso inoltre l’intervento rivolto ai nuovo marchio ministeriale SQNPI “certifica una produzione sostenibile che non include elementi di sostenibilità sociale o economica ma ha il vantaggio di poter essere richiesta da una singola azienda o da aziende associate”. Non sono mancate inoltre le precisazioni sulla Certificazione Residuo Zero, partita nel 2018 “sarà un indicatore utile per il consumatore in quanto, oltre al residuo di pesticidi sul prodotto finito (inferiore a 0,01 mg/kg), attesta anche un sistema di rintracciabilità in tutte le varie fasi e valuta il procedimento attivato per arrivare al risultato finale”.

Cambiamenti climatici e insetti alieni. A chiudere la sessione Paolo Fontana, presidente di World Biodiversity AssociationLa sostenibilità non è una alternativa, è l’unica strada. Ci sono 2 aspetti che dimostrano il perché la sostenibilità non è un’opzione, i cambiamenti climatici e gli insetti alieni. I prodotti agricoli non sono qualcosa si standard sono esposti al ciclo organico, meteorologico, di stabile c’è poco. Va sempre considerato che il cambiamento climatico mette in crisi un sistema economico, i parassiti son diversi.  Gli organismi risentono molto dei cambiamenti climatici e si comporteranno in modo diverso e l’agricoltura degli ultimi 70 anni non è resiliente, è fragile da tanti punti di vista, è vulnerabile, la moderna agricoltura deve fare qualche passo in avanti e si deve sviluppare in un’ottica ecologica capace di adattarsi e progredire, come è sempre stato, in un’ottica di ciclo ecologico”. Tanti gli spunti per la platea presente composta prevalentemente di produttori che oggi hanno la fortuna di operare in uno dei settori con maggiore margine di innovazione. Un settore al centro di numerosi dibattiti ma che, soprattutto in termini di accoglienza e valorizzazione, può ancora esprimere molto grazie a spazi a misura d’uomo situati ad un passo dalle grandi mete turistiche. Necessaria quindi la formulazione di un’offerta articolata al consumatore che esprime, sempre più, l’esigenza di incontrare il produttore

Fonte: Servizio stampa Consorzio Radicchio di Treviso Igp


E’ tempo di “far sistema” per i radicchi Veneti IGP

Berlino  -3 Radicchi

da sx:
da sx Denis Susanna (Consorzio di Treviso), Cristiana Furiani (Consorzio di Verona) e Giuseppe Boscolo (Consorzio di Chioggia)

Costituire un’unica cabina di regia nelle iniziative promozionali rendendo tra loro sinergiche le azioni dei Consorzi nei programmi e nelle strategie per lo sviluppo commerciale e la valorizzazione dei Radicchi Igp Veneti in Italia, in Europa, nel Mondo intero. E’ questo l’impegno che si sono dati i rappresentanti dei tre Consorzi di Tutela di Chioggia, Giuseppe Boscolo Palo, di Verona, Cristiana Furiani, e di Treviso, Denis Susanna, presenti al Fruit Logistica di Berlino nello stand collettivo della Regione Veneto.

Boscolo Paolo: “Creare un sistema veneto per i radicchi Igp”. «Un dialogo avviato un paio di anni fa proprio qui a Berlino – ha spiegato Giuseppe Boscolo Palo, presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia – che oggi può concretizzarsi nella costituzione di un consorzio di secondo grado che sviluppi un unico sistema di presentazione per i diversi eventi espositivi e un’unica campagna mediatica con produzione di materiale informativo comune che valorizzi l’immagine del prodotto congiuntamente al suo territorio d’origine, creando un “Sistema Veneto” per i radicchi Igp».

Furiani: “Veneto, terra dei radicchi”. «Pensiamo che con questa strategia il Veneto possa presentarsi come la “Terra dei Radicchi” – ha aggiunto Cristiana Furiani, presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Verona – unendo all’ampliamento del potenziale dell’offerta di prodotto, quella del valore complessivo del territorio d’origine, favorendo la penetrazione commerciale sui mercati tradizionali e aprendo ampie prospettive su quelli nuovi».

Susanna: “Radicchi veneti, offerta unica nel panorama degli ortaggi a foglia”.«I diversi radicchi veneti nel loro insieme – ha detto Denis Susanna, a Berlino in rappresentanza del Consorzio di Tutela del Radicchio di Treviso e Variegato di Castelfranco – costituiscono un’offerta unica nel panorama degli ortaggi a foglia, con una massa critica complessiva considerevole per tutto l’arco dell’anno, una diversificazione di forme e sfumature di colori e sapori, e una proposta esclusiva nei momenti topici di mercato, come il periodo natalizio e quello d’inizio primavera».

locandina10/2, la “triplice dei Radicchi Veneti Igp” presente a Chioggia. La palla passa ora alla Regione, che dovrà decidere se cogliere la sfida e sostenere concretamente la nascita e la crescita del Sistema dei Radicchi Veneti Igp. Un’occasione per parlarne potrà essere il convegno in programma lunedì 10 febbraio alle 18.30, presso la sede A.S.Po. di Chioggia, “Radicchio di Chioggia – Dinamiche economiche e opportunità per valorizzare il nome del prodotto e il reddito degli operatori”, al quale interverranno autorità istituzionali, esperti economici e tecnici, le organizzazioni di rappresentanza agricola e i Consorzi di tutela dei radicchi veneti Igp.

(Fonte: Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia Igp)

 

 

 

27 ottobre 2013, produzione del radicchio di Treviso in forte crescita, il Consorzio si interroga sul futuro

fotoradicchio2012La produzione di Radicchio Rosso di Treviso è in forte crescita, per la stagione in corso è atteso un incremento a due cifre. Mai come oggi, quindi, il Consorzio di Tutela del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP, sente con urgenza la necessità di rilanciare il proprio ruolo di tutela, a garanzia dei produttori e dei consumatori.

“Il Radicchio di Treviso si interroga sul proprio futuro”i il titolo del convegno che si terrà domenica 27 Ottobre, all’Hotel Crystal di Preganziol (TV) a partire dalle ore 10,30. Di fronte all’ormai prossimo avvio della stagione di commercializzazione del Radicchio di Treviso – che da disciplinare potrà avvenire dopo il primo novembre, avvenute almeno due brinate notturne – il Consorzio ha scelto di riunire tutti gli attori in campo (produttori, distributori, enti locali) per un momento di riflessione sulle nuove strategie da intraprendere. “Ci troviamo di fronte ad un significativo aumento della superficie coltivata e di conseguenza è atteso un forte incremento della produzione in questa stagione. Un fenomeno che è anche figlio della crisi – spiega il presidente Paolo Manzanmolti giovani agricoltori hanno scelto di investire in colture orticole più remunerative come il Radicchio. Tuttavia di fronte a questo certo aumento di volume produttivo, il Consorzio deve assumersi una maggiore responsabilità nel dare risposte a tutti i produttori. Il Radicchio di Treviso rappresenta una enorme opportunità per il territorio se ben gestito”.Domenica produttori e istituzioni si interrogheranno sulle possibili dinamiche economiche dell’annata, tentando di indicare una strada per valorizzare il nome del prodotto e il reddito degli operatori.

Il Convegno è organizzato in collaborazione con le associazioni di categoria Coldiretti, Cia e Confagricoltura, con il patrocinio e contributo della Provincia di Treviso. “Mai come oggi, di fronte alla difficile congiuntura economica, siamo chiamati a ripensare il nostro modello di sviluppo, unendo le forze per valorizzare – afferma il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro – le tipicità del nostro territorio, straordinaria opportunità di crescita non solo del settore primario, ma anche per turismo e ricettività. Il Radicchio di Treviso, grazie alla tutela europea, rappresenta uno straordinario biglietto da visita internazionale per la nostra provincia e il Veneto intero”. Durante il convegno, si traccerà un bilancio della recente attività di comunicazione, promozione e vigilanza messa in campo dall’ente di tutela e ci si confronterà con una grande esperienza nel marketing del prodotto tipico grazie alla presenza di Luca Granata, direttore generale di Melinda. Saranno presenti anche i tre presidenti delle Province coinvolte dall’area a Indicazione Geografica Protetta, Leonardo Muraro per Treviso, Francesca Zaccariotto per Venezia e Barbara Degani per Padova.

(Fonte: Consorzio Tutela Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco Igp)