Expo Milano 2015 è una grande occasione per l’Italia e per il territorio della Valpolicella, un’opportunità per allacciare rapporti con Paesi esteri e per dimostrare le proprie tipicità. Ma è necessario fare sistema per emergere compatti di fronte ai milioni di visitatori che giungeranno dell’estero. E’ questa la sintesi del messaggio e l’auspicio che sono emersi ieri durante la tavola rotonda “La Valpolicella nel contesto dell’Expo 2015. Valori e pratiche locali per un mercato mondiale” nella sala convegni di Cantina Valpolicella Negrar (VR). L’evento è stato organizzato da Comune di Negrar, Cantina Valpolicella Negrar, Valpolicella Benaco Banca e Coldiretti Verona. La tavola rotonda è stata preceduta dall’intronizzazione dei Cavalieri del Sovrano e Nobilissimo Ordine dello Antico Recioto in cui sono stati nominati cinque cavalieri.
Partecipanti. I saluti di benvenuto sono stati affidati a Roberto Grison, sindaco di Negrar, Renzo Bighignoli, presidente Cantina Valpolicella Negrar, Gian Maria Tommasi, presidente Valpolicella Benaco Banca e Christian Marchesini, presidente Consorzio Tutela Vini Valpolicella, tutti concordi nel sostenere l’importanza e la notorietà della Valpolicella per i successi ottenuti anche fuori dall’Italia grazie al vino ma consapevoli che il territorio, ricco di storia, tradizioni e originalità, deve essere maggiormente conosciuto e valorizzato. Alla tavola rotonda hanno partecipato Ettore Prandini, vice presidente nazionale Coldiretti e presidente Coldiretti Regione Lombardia, Enrico Duranti, direttore Generale Iccrea Banca Impresa, e Riccardo Cotarella, presidente del comitato scientifico Vino Expo Milano e presidente Associazione Enologi ed Enotecnici Italiani. Moderatore dell’incontro è stato il giornalista Lucio Bussi.
Vino Expo, come sarà. Prima di iniziare lo scambio di opinioni, Cottarella ha presentato il padiglione dedicato al vino. “Sarà suddiviso in tre piani e costruito come un percorso emozionale. Uno strumento di divulgazione attraverso i cinque sensi. Il progetto, frutto della collaborazione tra Ministero delle politiche agricole, Padiglione Italia e Veronafiere, ha tra i suoi obiettivi raccontare la storia e la cultura del vino italiano coinvolgendo i visitatori in un’esperienza a tutto campo, da quella emozionale, realizzata attraverso un percorso multimediale, a quella degustativa nell’enoteca ‘Biblioteca del Vino‘ con 1300 vini da degustare. Ci sarà poi una Cantina Web per gli acquisti e uno spazio sulla terrazza per gli eventi e i corsi di approfondimento per raccontare la viticoltura italiana, dai piccoli vignaioli di montagna ai produttori dei vini prestigiosi esportati in tutto il mondo. Il Padiglione del Vino italiano racconterà la storia e la tradizione culturale del comparto”.
Expo, l’evento più importante che l’Italia ha da qui a 30 anni per farsi conoscere dal mondo. Lucio Bussi ha quindi coinvolto gli ospiti nel dibattito focalizzando l’attenzione su Expo e sui riflessi che porterà all’Italia e ai vari territori. “Expo sarà l’appuntamento più importante che l’Italia avrà nei prossimi trent’anni. – ha commentato Ettore Prandini -. Pensiamo che circa sei milioni di visitatori stranieri dei venti attesi sarà la prima volta che vengono nel nostro Paese. E’ fondamentale quindi, trattenerli ed accoglierli al meglio con percorsi di enoturismo e agriturismo. Sarà l’occasione per far conoscere i prodotti agroalimentari Made in Italy contro le contraffazioni, il cosiddetto “italian sounding”, che vale nel mondo circa 60 miliardi di euro”. “Coldiretti – ha aggiunto Prandini – ha sviluppato il concetto di territorio, di cultura del territorio legato al turismo. Allora bisogna fare sistema, proporsi all’estero, valorizzando e difendendo le tipicità agroalimentari dei nostri territori”.
Export vino migliora se si fa sistema. L’agricoltura è un settore ancora positivo, che rappresenta un comparto significativo anche per il settore bancario. “La nostra banca è vicino al mondo dell’agricoltura – ha sottolineato Enrico Duranti – dal vino all’ortofrutta c’è una vicinanza al lavoro e una competenza profonda da parte degli imprenditori agricoli. Per Expo 2015 stiamo organizzando 15 Expo day nelle BCC d’Italia con l’obiettivo di avvicinare i clienti e i soci alla manifestazione. Durante Expo faremo degli eventi dedicati all’agroalimentare”. Il vino italiano è diventato un business grazie alle esportazioni ma è necessario investire. “Per esportare – ha aggiunto Duranti – ci vogliono produzioni importanti. E’ necessario aggregarsi e fare reti d’impresa. La nostra banca ci crede e si attiva, anche in modo proattivo per gli imprenditori. Fare sistema è anche il nostro ruolo”. “Expo – ha detto Cottarella – è l’occasione d’oro per l’Italia, non solo per i singoli territori. Sarà un luogo di cultura. Saranno sei mesi intensi in cui, se si riuscirà a fare sistema, si potrà comunicare il nostro Paese in modo incisivo”.
Fonte: Coldiretti Verona
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