• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Smaltimento rifiuti elettrici ed elettronici, approvato il decreto che rende il procedimento più semplice

Tracciabilità rifiutiE’ stato approvato dal Consiglio dei Ministri un decreto che recepisce la normativa europea sui RAEE (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Dall’entrata in vigore del provvedimento, chi vorrà smaltire un piccolo elettrodomestico, come una lampada o un telefonino, potrà portarlo in un grande negozio e provvederanno i gestori dell’esercizio commerciale a smaltirlo a norma di legge.

Per i piccoli elettrodomestici scatta “l’uno-contro-zero”. Fino a ieri vigeva per i rivenditori l’obbligo dell’uno-contro-uno. Il rivenditore da cui si acquistava, ad esempio, un tablet o un tostapane, doveva ritirare e smaltire il vecchio elettrodomestico che l’utente sostituiva. Con il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri entra in vigore “l’uno-contro-zero”, la possibilità cioè di conferire ai distributori con superficie di vendita di almeno 400 metri il vecchio elettrodomestico senza l’obbligo di comprarne uno nuovo. “Ciò – sottolinea il Ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, – renderà molto più semplice la raccolta e ed il recupero dei materiali delle apparecchiature e più agevole per i cittadini un comportamento ambientalmente corretto e virtuoso”.

Altre novità. Il testo del provvedimento unifica in un unico corpo normativo quasi tutte le disposizioni in materia di RAEE ed introduce anche altre novità nel settore. In particolare vengono progressivamente estesi gli effetti delle disposizioni a tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche, e sin da subito ai pannelli fotovoltaici, prima non previsti.  Sono stati inoltre innalzati e resi più ambiziosi gli obiettivi di raccolta, di recupero e di riciclaggio; si passa da un obiettivo annuale di raccolta stabilito in 4 kilogrammi per abitante, a due nuovi obiettivi da raggiungere nel 2016 e nel 2019, pari rispettivamente al 45 % ed al 65% , calcolato sul peso totale dei RAEE raccolti in relazione alla media delle apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato nei tre anni precedenti.

(Fonte: Ministero dell’Ambiente)

Nuove norme su raccolta e smaltimento dei rifiuti elettronici

Il 13 agosto 2012 sono entrate in vigore nuove norme sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti elettronici (cioè dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, ossia RAEE). Tali disposizioni fanno parte della direttiva RAEE, entrata in vigore nel febbraio 2003, la quale prevede l’istituzione di un sistema di raccolta che consenta ai consumatori di restituire gratuitamente i loro rifiuti elettronici. La nuova direttiva segna un chiaro progresso verso la protezione ambientale e favorisce un impiego più efficiente delle risorse sul territorio europeo.

L’obiettivo è di prevenire eventuali danni alla salute umana e all’ambiente causati da sostanze pericolose contenute nei RAEE; allo stesso tempo si vuole aumentare il riciclaggio e/o il riutilizzo di prodotti e materiali. A questo proposito, la raccolta sistematica e un corretto smaltimento sono indispensabili per il riciclaggio di oro, argento, rame e metalli rari usati per la produzione di TV, computer portatili e telefoni cellulari. Ad oggi solamente un terzo dei rifiuti elettrici ed elettronici dell’ Unione europea è oggetto di raccolta differenziata nel quadro del regime documentato. L’attuale tasso di raccolta stabilito per l’UE è di 4 kg di RAEE pro capite, che corrisponde a 2 milioni di tonnellate all’anno, a fronte delle circa 10 tonnellate annue di rifiuti generate. Si stima che entro il 2020 il volume dei RAEE aumenterà di 12 milioni di tonnellate, perciò l’ambizioso obiettivo finale della nuova direttiva è quello della raccolta dell’85% della produzione complessiva di RAEE: nel 2020 la raccolta differenziata riguarderà all’incirca 10 milioni di tonnellate di rifiuti, l’equivalente di 20 kg pro capite.

Al più tardi entro il 14 febbraio 2014, gli Stati membri saranno tenuti a modificare la legislazione nazionale in vigore in materia di RAEE per conformarsi alle disposizioni della nuova direttiva e ai relativi obiettivi. I consumatori possono consegnare rifiuti elettronici di piccole dimensioni presso i negozi al dettaglio, fatta eccezione nel caso in cui sistemi alternativi già in uso dimostrino di essere di pari efficacia. La direttiva fornisce inoltre agli Stati membri gli strumenti per combattere con maggior successo le esportazioni illegali di rifiuti. Esse costituiscono infatti un grave problema, in particolare se nascoste sotto forma di spedizioni legali di apparecchiature usate per raggirare la normativa UE in vigore. Per far fronte a questa problematica, la nuova direttiva imporrà agli esportatori di verificare il funzionamento delle apparecchiature e di documentare la natura delle spedizioni sospettate d’illegalità. Infine, a partire dalla data di attuazione nazionale della direttiva, si applicherà un’inversione dell’onere della prova alle spedizioni di apparecchiature usate sospettate di contenere rifiuti illegali.

A partire dal 2016, gli Stati membri dovranno garantire la raccolta del 45% delle apparecchiature elettriche ed elettroniche vendute sul territorio nazionale. Inoltre, dal 2018, l’ambito di applicazione della direttiva si estenderà dalle categorie attualmente considerate a tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche. Infine, nel 2019, l’obiettivo di recupero passerà al 65% delle apparecchiature vendute, o, in alternativa, all’85% dei RAEE prodotti. Gli Stati membri potranno infatti scegliere liberamente quale tra questi due benchmark adottare.

Un ulteriore progresso sarà la riduzione degli oneri amministrativi, raggiunta grazie all’armonizzazione degli obblighi nazionali in materia di registrazione e comunicazione. La Commissione farà uso dei poteri a lei conferiti dalla nuova direttiva per armonizzare la frequenza del flusso di comunicazioni dei produttori, il formato previsto per la registrazione e le comunicazioni verso i registri nazionali. Essa riesaminerà inoltre l’impatto di determinate modifiche introdotte con la nuova direttiva; ad esempio, nell’ambito di applicazione, con il fine di individuare eventuali risvolti indesiderati. Ad alcuni Stati membri sarà concessa una deroga temporanea circa i nuovi obiettivi di raccolta nel caso in cui si verifichi la carenza delle infrastrutture necessarie o di uno scarso livello di consumo di apparecchiature elettroniche.

(Fonte: http://www.asterisconet.it)