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Direttivo e soci ARGAV in visita alla sede di Confagricoltura Rovigo. Nella conversazione con il direttore Chiarelli, luci (riso) e ombre (valli da pesca) della produzione agricola polesana.

Direttivo e soci ARGAV a Confagricoltura Rovigo 14 maggio 2013. A dx del presidente, Fabrizio Stelluto, il direttore di Confagricoltura Rovigo, Massimo Chiarelli

Direttivo e soci ARGAV a Confagricoltura Rovigo 14 maggio 2013. A sx del presidente Fabrizio Stelluto, il direttore di Confagricoltura Rovigo, Massimo Chiarelli

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Nel rispetto del proposito, intrapreso a inizio mandato, di tenere i Consigli nelle varie province del Veneto e Trentino Alto Aidge, in modo da avere l’opportunità di incontrare Organizzazioni e Istituzioni legate per finalità all’attività dell’Associazione, il direttivo ARGAV si è riunito lo scorso 14 maggio a Rovigo, ospite di Confagricoltura Rovigo. Presenti, oltre ai consiglieri, anche una rappresentanza nutrita dei soci ARGAV polesani.

Un’Associazione che comunica, anche con il Web 2.0. Ad accoglierci con calore e simpatia a Palazzo Manfredini (i Manfredini erano una delle più antiche famiglie nobili di Rovigo), il direttore Massimo Chiarelli. L’edificio, probabile risultato di un intervento di modifica compiuto nel Settecento su una struttura più antica, si affaccia sulla piazza che dal Duomo prende il nome. Nel tempo, Palazzo Manfredini è stato scuola pubblica, ospedale, ospizio, tipografia fino ad arrivare al 1953, quando l’Associazione Agricoltori della provincia di Rovigo, oggi Confagricoltura, lo acquistò per farne la propria sede. Il recente restauro (a spese dall’Associazione) ha consentito la presenza nell’ex solaio di una bella sala riunioni e di un’aula formazione dotata delle più moderne attrezzature. “Proprio ieri – racconta Chiarelli – ci siamo collegati in streaming con la nostra sede di Roma, dove era in corso una riunione  e a cui abbiamo assistito comodamente seduti con risparmio di tempo e denaro”. Ci piace stare al passo con i tempi – aggiunge Chiarelli – e soprattutto siamo molto attenti alla comunicazione, attività a cui i nostri soci tengono molto, e che noi seguiamo sia attraverso l’uso di mezzi tradizionali come il periodico Il Polesine e la newsletter quindicinale sia attraverso i Social Media, dove siamo presenti con account su Facebook, Twitter e You Tube.

Luci e ombre. L’Associazione, che raggruppa 2.500 soci  per un totale di 68 mila ettari della superficie provinciale, comprende non solo grandi aziende, come di tradizione, ma anche di media-piccola dimensione, oltre a tutte le valli da pesca del Polesine, oggi afflitte da parecchi problemi di sopravvivenza economica, lenita dalla possibilità di destinare alcune aree non protette alla caccia. I costi che i proprietari delle valli da pesca fanno sempre più fatica a sostenere sono gravati infatti da alcuni fattori: dalle perdite di pescato dovuto al caldo eccessivo sofferto nelle recenti stagioni estive, frutto dei cambiamenti climatici in corso, dalla concorrenza di prezzi (escluso per le mazzancolle) con mercati stranieri come Turchia e e Tunisia sino alla massiccia presenza di cormorani, che se possono far felici i visitatori del Parco Regionale Veneto del Delta del Po, preoccupano però i valligiani per la loro intensa attività predatoria. Tra le produzioni agricole di segno positivo nel territorio, il riso del Delta del Po Igp, che i soci ARGAV hanno avuto modo di conoscere e apprezzare in un incontro di aggiornamento professionale tenutosi al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD) a gennaio 2013. “Il percorso che ha portato ad ottenere l’Igp è nato e si è sviluppato proprio nelle nostre sale”, ricorda Chiarelli, che ha avuto l’onore di scriverne i disciplinari. “In tempi in cui si parla di abolizione di province e spending review, di fatto – chiosa il direttore – l’unione nel Consorzio di Tutela del riso del Delta del Po Igp con la provincia di Ferrara ha già dato vita a un’unica identità geografica e ad una comunione di intenti per trovare le migliore strategie commerciali ddel nostro prodotto, che oggi comincia ad essere presente anche nella grande distribuzione”.