A livello mondiale viene ampiamente dibattuto l’argomento relativo alla salvaguardia della biodiversità nell’ambito zootecnico e nell’ambito vegetale. Le minacce alla biodiversità derivano principalmente dalle gravi interferenze operate dall’uomo, dal tentativo di incrementare le produzioni per colmare esigenze alimentari.
In nome della produzione, impoverimento del materiale biologico. Limitatamente alla zootecnia, l’utilizzo di poche razze selezionate, soprattutto in nome della produttività, è avvenuto a scapito di quelle meno produttive, determinando un calo di interesse e, in molti casi, un vero e proprio abbandono delle popolazioni meno remunerative. La scelta dei caratteri produttivi economicamente più interessanti e, necessariamente il lavoro di miglioramento genetico, ha portato a un progressivo impoverimento del materiale biologico tanto che gli stessi ricercatori sono stati i primi ad accorgersi del grave rischio di perdita della biodiversità. L’esodo rurale dalle aree svantaggiate ha prodotto anch’esso danni verso la perdita di germoplasma determinando un distacco crescente dall’ambiente.
Secondo il rapporto FAO, delle 2179 razze identificate tra le principali specie d’interesse zootecnico ne sono state individuate 391 a fortissimo rischio d’estinzione. Il 2010 è stato proclamato dall’Onu “Anno Internazionale della biodiversità” per evidenziare al mondo intero la questione dell’impoverimento ambientale del pianeta a seguito della distruzione di habitat ed ecosistemi con inevitabili conseguenze sul benessere umano.
Di questo si parlerà al convegno “Multifaria Vita Le giornate della biodiversità” organizzato dal 7 al 9 maggio 2010 a Gariga di Podenzano (Pc) presso “La Faggiola”
(fonte Biozootec)
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