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Nel padovano, sciopero della fame per don Albino Bizzotto per denunciare l’emergenza ambientale in Veneto

don Albino BizzottoDon Albino Bizzotto, sacerdote padovano di 73 anni e anima dell’associazione ”Beati i Costruttori di Pace”, ha iniziato venerdì 16 agosto scorso un digiuno a sola acqua a tempo indeterminato per l’emergenza ambientale in Veneto.

Inerzia culturale rispetto alla tutela del territorio. ”Lo faccio – ha spiegato il prelato – per sollecitare l’attenzione e l’impegno di tutti rispetto alla situazione disastrata del Veneto, fra grandi opere e project financing, sia per superare l’inerzia culturale riguardo alla tutela del territorio. Invito le persone impegnate a difenderlo a condividere questo impegno, per contribuire alla crescita di una coscienza comune”. Allo scopo don Bizzotto si mette a disposizione per organizzare incontri di sensibilizzazione o per proporre prese di posizione condivise.

Un coraggioso digiuno-appello. ”Durante il digiuno ho intenzione di condurre le consuete attività quotidiane, nei limiti delle mie capacità e forze, permettendo a tutti coloro che lo vorranno di incontrarmi e verificare anche visivamente, la serietà dell’impegno preso. Per questo vivrò accampato in un camper, parcheggiato nel cortile dell’Associazione stessa, in via A. da Tempo n. 2 a Padova’. Un digiuno, quindi, che vuole essere un appello. ”La Terra è in sofferenza grave ed è urgente assumere un atteggiamento di cura e di custodia. Anche il territorio veneto è in grave sofferenza: è sempre meno a disposizione di una produzione a servizio della vita ed è sempre più occupato, a volte devastato, da cemento e asfalto con opere private e pubbliche. In particolare con le cosiddette ”grandi opere’ si stanno scegliendo le modalità’ più impattanti per il territorio e più pesanti per i costi. I figli e i nipoti pagheranno i debiti che vengono fatti oggi con il sistema del project financing. Le scelte più’ importanti vengono sottratte alla partecipazione dei cittadini e alla trasparenza e non rispondono al bene comune, quanto agli interessi e agli appetiti di alcuni gruppi privati. Con il mio digiuno – ha concluso Bizzotto – chiedo che la Terra torni ad essere considerata un organismo vivo che permette la vita nostra e dei figli che nasceranno e non venga trattata come semplice cantiere, cava e discarica per gli appetiti e interessi di chi continua a speculare, anche a nome nostro”.

(Fonte: Asca.it)