(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) “Cari consumatori, siete voi l’ago della bilancia, quando andate dal macellaio oppure mangiate in agriturismo, chiedete da dove proviene la carne che vi stanno servendo, sono obbligati a dirvelo. Se la carne è italiana, può essere più cara, ma state tranquilli perché si tratta di una carne di qualità e sana, iper controllata”. A difendere con passione le produzioni zootecniche italiane, sicure e certificate rispetto alla carne d’importazione (secondo Coldiretti, proviene dall’estero il 45 per cento della carne bovina consumata nel Bel Paese), che non può essere controllata alla stregua della carne italiana in quanto arriva priva di “organi sentinella” (es. occhi, ghiandola del timo, ecc.), è una persona che ne ha ben donde. Si tratta di Virio Gemignani, direttore del Servizio Igiene e Produzione Alimenti di origine animale e coordinatore area veterinaria dell’Uls 6 Euganea, presente, insieme ad altre autorità e stampa, all’evento organizzato dall’azienda agricola Scudellaro di Pontecasale, frazione di Candiana (PD), per l’inaugurazione del nuovo punto vendita e del nuovo macello CE. Due locali aziendali, questi, che il dirigente sanitario, toscano d’origine ma veneto d’adozione (a lui si deve, peraltro, curiosamente, l’origine del Palio di Monselice), conosce molto bene, visti i controlli accurati di verifica normativa eseguiti dalla sua direzione nei mesi passati, che hanno ulteriormente certificato come il concetto di qualità sia nel Dna di questa azienda agricola famigliare della Bassa Padovana, il cui marchio oggi rappresenta la garanzia di un prodotto d’eccellenza che rispetta le regole.

il taglio del nastro al nuovo punto vendita azienda agricola Scudellaro
Una storia di vita, di lavoro e di scelte. Le nuove strutture inaugurate vanno a completare un sistema di allevamento che rimane fondamentalmente quello praticato fin dalla nascita dell’azienda, avvenuta quarant’anni fa per mano di Dionigi Scudellaro, presente all’evento insieme alla moglie, che iniziò allevando 2mila tra galline, anatre, faraone e tacchini, lasciati liberi di razzolare nell’aia e alimentati esclusivamente con prodotti coltivati nella campagna di famiglia. Questo è quanto avviene ancor oggi nell’azienda (ad oggi fortunatamente non toccata da casi di aviaria), “una delle 120 mila piccole-medie aziende che costituiscono l‘ossatura dell’economia padovana“, ha affermato durante la cerimonia Fernando Zilio, presidente della Camera di Commercio di Padova. A guidarla oggi sono i figli quarantenni Alberto e Mirco, che hanno sviluppato e modernizzato l’azienda, portando il marchio Scudellaro ad essere in Veneto sinonimo di qualità nell’allevamento degli animali di bassa corte.

coltivazioni azienda agricola Scudellaro
Affinché si avveri, il futuro deve prima essere sognato. I prodotti Scudellaro sono venduti in oltre cento punti vendita in Veneto, ma da oggi questi sono destinati ad aumentare, grazie al nuovo macello CE da lungo “sognato” da Mirco Scudellaro, definito da Chiara Brazzo, sindaco di Candiana, “un sognatore che guarda lontano”. Ha detto Mirco: “Oggi alleviamo circa 70 mila polli, 30 mila faraone, 15 mila anatre, 10 mila capponi, più altre varietà in numero minore, sempre in grandi spazi verdi, aperti e ombreggiati, e alimentati con mais, crusca, erba medica e orzo coltivati nei 100 ettari di terra di proprietà della famiglia. Decenni di esperienza come allevatori avicoli ci hanno portato alla convinzione che prima di tutto viene la salute e il benessere animale, il cui rispetto porta all’abbattimento drastico dell’uso di medicinali durante le fasi dell’allevamento, quindi a una maggiore qualità nel piatto. Il nostro impegno è quello di crescere, di arrivare a nuovi punti vendita sull’intera area regionale ed extra-regionale. La crescita in termini numerici ci garantisce la possibilità di mantenere inalterati i costi di produzione senza toccare la qualità che, anzi, dovrà aumentare ulteriormente. Restiamo fermi sul controllo dell’intera filiera di produzione, fornendo la tracciabilità dal chicco di mais al prodotto da mettere a tavola”. Il nuovo macello di 1600 metri quadri rappresenta l’avanguardia del settore in Italia ed è stato assemblato con le migliori attrezzature italiane e francesi, per garantire efficienza, attenzione agli aspetti legati alla sicurezza sul lavoro e all’igiene, nonché cura nella lavorazione delle carni a salvaguardia della qualità. L’azienda, infatti, non utilizza stimolatori per la crescita, ed il ciclo di vita degli animali è tre volte superiore a quello degli animali da allevamenti intensivi; inoltre, lo spiumaggio avviene manualmente per preservare l’integrità della pelle e la consistenza delle carni.

i cortili di razzolamento di oche e anatre azienda agricola Scudellaro
“Non ci vogliono far mangiare ciò che produciamo”, ha detto nell’incontro Roberto Betto, presidente CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) di Padova, che ha denunciato le derive di un mercato globale che impone logiche legate più al guadagno che alla salubrità degli alimenti, e dunque alla salute delle persone, con pasti sempre più veloci e di minore qualità. Scherzando, ma non troppo, Betto ha lanciato lo slogan: “Più Scudellaro e meno McDonald’s“. Di fatto, oggi questo può essere possibile. Oltre a rifornire macellerie e ristoranti, l’azienda Scudellaro, infatti, ha inaugurato una nuova linea di prodotti pronti per essere portati in tavola o semplicemente da riscaldare, che sarà reperibile, oltre che nel nuovo punto vendita aziendale aperto al pubblico, anche nella grande distribuzione. Prodotti pensati per andare incontro a ritmi quotidiani sempre più serrati, ma soprattutto per mantenere alta la qualità di sempre. Per questo la trasformazione viene realizzata direttamente in azienda con cotture sottovuoto e a bassa temperatura in modo da preservarne profumi e valori nutrizionali ed è eseguita da cuochi preparati da un noto consulente di ristoranti, anche stellati, Pier Angelo Barontini. “Il nostro è un investimento importante sia in termini economici che in quelli di potenziamento aziendale, perché, a fianco dei nostri attuali dipendenti, con i quali abbiamo condiviso le scelte di questa nuova stagione, nasceranno nuovi posti di lavoro tra personale impegnato nell’allevamento, nella macellazione, nella preparazione dei nostri salumi e poi tra cuochi, banconieri, personale per la consegna della merce e ovviamente agenti”, ha aggiunto Mirco Scudellaro. Il costo dei prodotti Scudellaro si colloca in una fascia medio-alta di prezzo, ma si può far tesoro dei consigli dei nutrizionisti, che limitano il consumo di carne a poche volte la settimana, e seguire il motto, valido per chi scrive, del “poco ma buono”.

cortili di razzolamento polli azienda agricola Scudellaro
“Un pollo celestiale”. E se a dirlo è il parroco di Candiana, deve essere proprio vero! Il riferimento di don Leopoldo Zanon, intervenuto al taglio del nastro per la benedizione delle nuove strutture, era al pollo “latte&miele”, da lui assaggiato in occasione della sagra paesana, al suo arrivo a Candiana. Scudellaro è, infatti, anche una delle aziende che, dal 2007, conduce in collaborazione con l’Università di Padova questo sistema di allevamento, brevettato poi dalla CCIAA di Padova. Alla base c’è l’idea di allevare un pollo di altissima qualità che possa assurgere a immagine del territorio, sulla scorta di quanto accade in Francia con il “pollo di Bresse” a certificazione d’origine. Nel caso veneto, il periodo di allevamento è di 5 mesi, negli ultimi due mesi di vita i polli vengono alimentati aggiungendo all’ordinaria razione di cereali, latte in polvere scremato e miele millefiori dei Colli Euganei, che aumentano gusto e morbidezza delle carni.
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