Il 45° Vinitaly chiude quasi a 156.000 visitatori, dei quali oltre 48.000 esteri (+3% esteri sul 2010). Nelle giornate business (giovedì, venerdì e lunedì) l’afflusso di operatori ha registrato un incremento del 10%. «La top ten delle provenienze – dice Ettore Riello, presidente di Veronafiere – vede la Germania in testa, seguita da Stati Uniti e Canada, Regno Unito, Svizzera, Francia, Austria, Paesi dell’Est Europa con una forte presenza della Russia, Cina e Hong Kong».
Dal 2012 si inizia di domenica. «La crescita degli operatori internazionali – dice Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere -, è un evidente segno della tendenza del mercato mondiale. Inoltre, nonostante i drammatici eventi che hanno colpito il Giappone è stata confermata la presenza dei buyer provenienti dal Sol Levante e Vinitaly in the World sta pensando a un’iniziativa particolare a favore del popolo giapponese, grande estimatore dei prodotti e della cultura made in Italy». Chiusa con successo l’edizione 2011, già si pensa a quella del 2012, che cambierà nei giorni di apertura, iniziando alla domenica per finire al mercoledì (1-4 aprile 2012) per dare ancora più spazio al business.
Su 891mila addetti in agricoltura, 210mila sono impiegati nella vitivinicoltura. Nel giorno di chiusura di Vinitaly, il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, ha sottolineato l’importanza dell’agricoltura e della viticoltura per l’occupazione, tanto da rappresentare un dato in salute. «L’agricoltura e in particolare il settore vitivinicolo, secondo i dati Istat – ha specificato il ministro Sacconi – hanno registrato nel 2010 una crescita dell’1,9 per cento sull’anno precedente, un dato in controtendenza rispetto alle cifre generali». In particolare, ha messo in evidenza Sacconi, «su 891.000 addetti in agricoltura, 210.000 unità sono impiegate nella vitivinicoltura, per un segmento che nel suo complesso di filiera occupa 1 milione e 200.000 lavoratori». Uno dei meriti di questo trend positivo è senza dubbio riconducibile ai voucher, uno strumento maggiormente utilizzato nel Centro-Nord dell’Italia, «in grado di svolgere un compito efficace per quanto riguarda l’integrazione degli immigrati».
(fonti Veronafiere)
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