(di Alessandro Bedin, socio ARGAV) Nelle ultime settimane (ma di fatto negli ultimi anni) stiamo assistendo a squilibri climatici oramai inequivocabili che portano a situazioni estreme. Molti alberi, soggetti a veri e propri tornado, bufere o bombe d’acqua, schiantano a terra causando danni e pericolo per le persone. Che fare?
Taglio degli alberi, soluzioni semplice o semplicistica? Alle persone comuni, e anche a molti amministratori, verrebbe da pensare: “tagliamo tutti gli alberi così elimineremo il rischio che ci crollino in testa.” Soluzione semplice, o meglio, semplicistica. In realtà il problema è complesso e va affrontato in modo complesso con vari approfondimenti evitando di essere superficiali o banalizzando il problema. Primo passo: via le convinzioni a priori o i pre-giudizi. Poi, prima domanda: le cause dei cambiamenti climatici sono dovute alla presenza di vegetazione oppure ad uno sviluppo poco sostenibile da parte dell’uomo? Seconda domanda: per contrastare i cambiamenti climatici la vegetazione ha un ruolo? E che ruolo? Terza domanda: tutti gli alberi sono soggetti a schianti oppure determinate specie (magari quelle che si sono preferite negli ultimi decenni in quanto veloci a crescere, all’insegna del tutto e subito, cioè non avendo la pazienza di attendere i tempi naturali) sono più soggette di altre?
Italia, deficitaria di infrastrutture verdi rispetto agli altri Paesi. “Sembra facile, e invece non lo è, quasi mai” recita una canzone. Tralasciando la prima domanda alla seconda bisogna rispondere sinteticamente che alla vegetazione in ambito urbano è riconosciuto un ruolo fondamentale per i “Servizi Ecosistemici” da essa prodotti (trattenimento degli inquinanti, miglioramento microclimatico, riduzione dei rumori, miglioramento del deflusso superficiale dell’acqua piovana, miglioramento della ben-essere sociale…). E’ per questo che in tutto il mondo occidentale – poco in Italia – le cosiddette “Infrastrutture Verdi” sono oggetto di piani di incremento; anche importanti. E i costi di mantenimento/manutenzione sono ampiamente ripagati dai benefici (Analisi Costi Benefici alla mano). E’ poi vero che alcune specie sono state utilizzate in modo sbagliato e piani di rinnovo – utilizzando specie più consone al luogo e all’ambiente e quindi più resistenti – sono da mettere in atto: non per ridurre la quantità di Infrastruttura Verde bensì per aumentarla, renderla quindi più funzionale (per i Servizi Ecosistemici che produce) e sicura.
Infrastrutture verdi, quali alberi scegliere? Gli alberi di veloce crescita (ma anche più fragili) utilizzati in passato in modo eccessivo sono: pioppi, cedri (atlantica e del libano), acer saccharinum. Gli alberi più adatti per resistenza (ma anche per bellezza), da utilizzare nelle nostre citta per aumentare (e migliorare) le infrastrutture verdi, sono: querce, carpini, aceri campestri, peri e bagolari.
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