(di Efrem Tassinato, socio ARGAV nonché tesoriere UNAGA e Marina Meneguzzi, socio ARGAV). Lo scorso 1 marzo un gruppo di soci ARGAV ha incontrato i dirigenti e ha visitato i laboratori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie a Legnaro (Pd), ente sanitario di diritto pubblico, certamente uno dei luoghi dell’eccellenza scientifica italiana.

Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV, fa omaggio della targa-ricordo dell’Associazione a Igino Andrighetto, direttore generale dell’IZSVe
Punto di riferimento mondiale nell’ambito della ricerca per la sanità e il benessere animale, della sicurezza alimentare e della tutela ambientale. La presentazione dell’Istituto di Igino Andrighetto, direttore generale di IZSVE, omaggiato con la targa-ricordo dal presidente ARGAV Fabrizio Stelluto, ha messo in luce la particolarità di questa esperienza nata nel 1929 come laboratorio per incrementare le risorse zootecniche ed oggi proiettata sulla scena nazionale e internazionale come punto di riferimento per il monitoraggio e la ricerca per la prevenzione nell’ambito della sanità e del benessere animale, della sicurezza alimentare e della tutela ambientale. Una realtà, territorialmente competente per le tre regioni del Nord est italiano, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige e che occupa 600 addetti, la gran parte dei quali ricercatori.
Centro di referenza mondiale per l’aviaria. In specie, l’Istituto assolve al ruolo di centro specialistico sull’influenza aviaria perché il Veneto rappresenta un’area di eccellenza delle produzioni avicole, secondo solo agli Stati Uniti nell’allevamento dei tacchini. Era perciò ovvio che il virus dell’influenza aviaria fosse scoperto qui. E’ venuta quindi spontanea la domanda sui nuovi rapporti che potranno instaurarsi tra l’Istituto e la famosa ricercatrice Ilaria Capua, premio ARGAV 2012, che qui dirigeva un gruppo composto da una settantina di ricercatori, ora che è stata eletta alla Camera dei Deputati. La riposta di Andrighetto è stata che i rapporti certamente continueranno, ovviamente su un piano che tenga conto della nuova situazione, per certi aspetti interessate per la contiguità tra il lavoro di ricerca e la politica, in un Paese dove la ricerca non è tenuta in adeguato conto. “L’istituto”, ha continuato Andrighetto “è una struttura sanitaria pubblica con una regolamentazione dell’aspettativa che per la Capua scatterà il 15 marzo prossimo, più rigida rispetto ad esempio all’istruzione. Ciò che però teniamo a dire è che essa rappresenta una risorsa con la quale mantenere stretti rapporti ed anche perciò non sarà nominato un sostituto.”
Una compagine di ricercatori di altissimo livello. Al di là dell’indiscusso valore di Ilaria Capua, il direttore generale Andrighetto ha tenuto infatti a sottolineare come l’IZSVenezie abbia in seno una compagine di ricercatori di altissimo livello, ad iniziare da Stefano Marangon, direttore sanitario dell’Istituto, che ci ha illustrato l’organizzazione della struttura a cui poi è seguita la visita ai laboratori. E che per merito di un lavoro collettivo e di un sistema – pubblico, per una volta tanto – fortemente efficiente, l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie è attualmente sede di 7 centri di referenza nazionali: apicoltura, influenza aviaria e malattia di Newcastle, interventi assistiti con gli animali (pet therapy), malattie dei pesci, molluschi e crostacei, rabbia, salmonellosi, ricerca scientifica sulle malattie infettive nell’interfaccia uomo-animale. Molto interessante anche l’attività di informazione rivolta al consumatore intrapresa dall’Istituto, e di cui potete avere un assaggio a questo link, dove è visibile il primo video della sezione IZSVe Scienza sulla sicurezza alimentare in ambito domestico.
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