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21 marzo, Equinozio e…Tiramisù day

Domenica 21 marzo si celebra in tutto il mondo la giornata internazionale del Tiramisù Day 2021. A questo proposito, la Tiramisù World Cup ha convocato 30 dei suoi migliori concorrenti per una gara “virtuale” del tutto particolare: dalla propria abitazione, gli aspiranti chef si cimenteranno in una lunga diretta durante la quale affronteranno le tradizionali fasi, esattamente come nella TWC: Selezioni, Semifinali e Finale. 

Grazie alla piattaforma online Reno (da questo link è possibile vederne il funzionamento > clicca qui ), trenta concorrenti si sfideranno in una gara virtuale divisa in due momenti: ore 11-13: due ore dedicate alle Selezioni sulla piattaforma Reno, visibili attraverso i canali social della TWC;  ore 14-16: due ore dedicate alla fase Finale, che avrà luogo sulla piattaforma Zoom e in diretta sui canali social della TWC. Infine, a conclusione della giornata, dalle 18,00 alle 21,00 ci sarà un collegamento di 3 ore con food blogger, chef ed istituzioni estere (in particolare dagli USA, Russia e Canada), che preparando il tiramisù dialogheranno con Francesco Redi e Alessandra Gambini, autrice italiana residente a Los Angeles nota per i suoi libri “A Queen in the Kitchen” e “No Ketchup on Spaghetti”. I canali social attraverso i quali sarà possibile seguire la diretta dalle ore 11,00 del 21 marzo “Tiramisù Day” sono Youtube Facebook.

La vera storia del dolce al cucchiaio più famoso al mondo. Come per ogni evento della TWC, anche questo appuntamento vedrà la partecipazione di nomi illustri del settore dolciario, personaggi ed esperti che verranno svelati a pochi giorni dalla sfida. Fra loro, anche Clara e Gigi Padovani, gli “inventori” del “Tiramisuday”, che hanno stabilito di festeggiare il 21 marzo, quando si celebra l’arrivo della primavera. Il primo evento si è svolto nel 2017 negli Stati Uniti, a New York City, e a Trieste, negli stores Eataly delle due città. Nel 2018 e nel 2019 si sono svolti due contest nel parco agroalimentare Fico di Bologna: «Nonostante nel mondo si celebrino decine di “food days” in nome di un prodotto, un piatto, un cibo – dicono i food writer Clara e Gigi Padovani -, nessuno aveva ancora pensato a dedicare un giorno al Tiramisù, il dolce italiano più conosciuto nei cinque continenti. Noi abbiamo pubblicato nel 2016 il libro Tiramisù. Storia, curiosità, interpretazioni del dolce italiano più amato (Giunti), con il quale abbiamo ricostruito la vera storia di questo dessert, nato nel Nord Est dell’Italia, tra Friuli Venezia Giulia e Treviso, e ci è sembrato giusto lanciare questa idea, che nelle prime edizioni ha avuto grande successo. Questa sarà la seconda volta, purtroppo, con eventi virtuali, ma abbiamo trovato un ottimo partner negli organizzatori della Tiramisù World Cup e quindi anche in questo periodo difficile facciamo squadra per celebrare il tiramisù: ci meritiamo un momento di dolcezza!».«Abbiamo una grande community che ci segue con entusiasmo – racconta Francesco Redi, ideatore ed organizzatore della Tiramisù World Cup -. In questa nuova fase di limitazioni alla socialità, il Tiramisù Day nazionale rappresenta un modo per restare a casa seguendo le proprie passioni e sfruttando la tecnologia a disposizione. Ovviamente, nel giudizio finale della gara (che non sostituisce quella autunnale, ndr.) manca la possibilità di assaggio; ci si basa su altri criteri quale l’esecuzione tecnica e la presentazione estetica».

Fonte: Servizio stampa TWC

A.A.A. Cercansi “giudici buongustai” di 600 tiramisù

giudice buongustaioTorna il test online per poter diventare uno dei 100 “giudici buongustai” alla Tiramisù World Cup 2019. In tutto, 600 piatti da assaggiare e quattro le possibilità per avere il proprio posto al tavolo della giuria: 21 e 22 settembre a Villa Passariano di Udine1 e 2 novembre a Treviso.

Chiunque, se maggiorenne, può iscriversi al test online e rispondere alle 15 domande riferite al Tiramisù e al regolamento di gara. Nel 2018, oltre 7200 persone da tutto il mondo avevano tentato il test: «Quest’anno i quesiti si sono fatti un po’ più duri – spiega Francesco Redi di Twissen, ideatore ed organizzatore della competizione – . Sarà necessario aver letto a fondo il regolamento di gara, consultabile sul sito www.tiramisuworldcup.com, per poter ottenere il punteggio più alto e sperare di far parte della giuria». Le domande variano dalla conoscenza della ricetta del dolce ai casi specifici che si possono presentare in fase di gara: «Vogliamo assicurare serietà e preparazione nella scelta dei nostri giurati e questo a garanzia della qualità della competizione e dei vincitori finali – ha detto ancora Redi – . Coloro che vengono selezionati come giudici devono essere in grado di valutare il dolce, secondo tutti i criteri previsti, sia nella ricetta originale sia in quella creativa del tiramisù».

I criteri di giudizio. Armati di cucchiaini, i giudici dovranno valutare i Tiramisù secondo i già collaudati cinque punti: l’esecuzione tecnica (per l’organizzazione del tavolo, la pulizia, la gestione degli ingredienti, la capacità esecutiva), la presentazione estetica (l’aspetto, la disposizione del piatto, le decorazioni e la gradevolezza estetica finale), l’intensità gustativa (la forza e la permanenza in bocca dell’assaggio), l’equilibrio del piatto (l’equilibrio tra gli ingredienti utilizzati), la sapidità e l’armonia (la gradevolezza, l’intensità e l’armonia dei sapori, la giusta dosatura degli ingredienti). Per il Grand Final del 3 novembre a Treviso ci sarà una giuria di soli “addetti ai lavori” (fra cui chef, professionisti ed esperti di settore, docenti di pasticceria), nelle Selezioni chiunque può diventare giudice, proprio perché il tiramisù è il dolce popolare per eccellenza.

Fonte: Servizio stampa TWC 2019

“Il Tiramisù è nato a Treviso, provincia del Veneto, Italia”, così Zaia stoppa le illazioni fatte al Salone del Libro a Torino sulla presunta paternità friulana del famoso dolce a cucchiaio

tiramisu-originale

foto Tiramisu originale Paolo “Loli” Linguanotto

“Sulla paternità del Tiramisù possono anche scrivere che l’hanno inventato in Bulgaria, ma la realtà storica, documentata e certificata persino con un atto notarile è scolpita nella pietra: lo ha inventato Ada Campeol, con l’aiuto del cuoco Paolo ‘Loli’ Linguanotto, alle Beccherie di Treviso,  in quella culla della gastronomia tipica che si chiama Veneto. Se altri hanno copiato la ricetta hanno fatto bene perché è il dolce più buono e genuino del mondo, ma sempre copiato hanno”.

Al Salone del Libro di Torino riaperta la disputa sulla paternità. Con queste parole, il presidente della Regione del Veneto Zaia torna “in campo” per difendere la “trevigianità” di uno dei dolci più famosi del mondo, del quale si sono occupati persino giganti dell’informazione come il Guardian e il Daily Telegraph,  messa in discussione da un libro di una casa editrice di Firenze, presente al Salone di Torino, nel quale se ne sostiene l’origine friulana. “Non è la prima volta che si tenta di ‘scippare’ a Treviso questa eccellenza – aggiunge il Governatore – e non sarà l’ultima, il che deve colmare d’orgoglio il Veneto, la città di Treviso, la famiglia Campeol. In tutti i settori il meglio viene ‘clonato’, dalla Ferrari, ai grandi vini, alle grandi firme della moda. Evidentemente è’ grande anche il ‘marchio’ Tiramisù che siamo pronti a difendere con la forza della storia, delle testimonianze passate e presenti, di un atto notarile depositato dall’Accademia della Cucina, del sentire popolare”.

Tiramisù, unica la sua versione. “Il libro in questione – prosegue il presidente del Veneto – raccoglie anche la bellezza di 23 ‘variazioni sul tema’: dimostrazione lampante che si sta parlando d’altro, perché il dolce a cucchiaio più famoso del mondo è uno e solo uno, quello della Ada delle Beccherie di Treviso. Gli altri, friulani, milanesi, siciliani, francesi, tedeschi o altro saranno magari buoni, ma sono un’altra cosa”. Il Governatore esorta “tutti, nessuno escluso, compresi esperti e studiosi di culinaria di tutto il mondo a venire a Treviso e ad ascoltare dalla viva voce dei testimoni e verificare dagli atti notarili, qual è la vera storia di questo straordinario dolce”.

La vera storia di questo dolce, tanto buono quanto semplice e facile da preparare, nasce nel capoluogo della Marca, all’inizio degli anni ’70 del secolo scorso, in un ristorante famoso (Alle Beccherie), dalle mani sapienti della proprietaria, Ada Campeol, coadiuvata dall’allora giovanissimo cuoco Paolo “Loli” Linguanotto. La notizia è certa, documentata, testimoniata dagli autori e dalla letteratura locale, certificata successivamente con atto notarile. All’epoca della sua creazione, tuttavia, quando ancora il nuovo dolce si chiamava alla veneta “Tiramesù”, nessuno aveva pensato a depositare il nuovo marchio: non si usava. E siccome le grandi vittorie hanno cento padri, sono stati moltissimi quelli che, talora sul filo della leggenda o in nome dell’improbabilità, hanno attribuito ad altri tempi, luoghi e persone questa invenzione. Che poi non è altro che un perfetto ed equilibrato assemblaggio di pietanze che si usavano per corroborare gli affaticati o i malati: l’uovo sbattuto, il savoiardo con il caffè, il mascarpone e così via. La signora Ada, che allora stava giusto allattando il figlio, compose il tutto in un “unicum” con il quale ha letteralmente conquistato il mondo e del quale non c’è traccia, non a caso, nei ricettari di cucina antecedenti alla preparazione dello squisito dolce che divenne l’emblema del locale.

Una verità storica e culturale. “E’ bene invece che tutti sappiano che il Tiramisù è nato a Treviso, provincia del Veneto, Italia –  ribadisce il Presidente – anzitutto per riaffermare una verità storica e direi culturale, ma anche per ricordare che è grazie alle tante invenzioni più sagge che segrete, dove il primo ingrediente è la passione e il secondo è il buon gusto, che l’enogastronomia veneta si è fatta strada tra le migliori dei cinque continenti e collabora al successo turistico del Veneto”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Treviso, riapre il locale dove fu creato il Tiramisù

Tiramisu“Si riaccende uno dei fari della storia e della cultura della cucina trevigiana. L’ho auspicato quando ho appreso dell’addio della famiglia Campeol al locale che aveva reso famoso nel mondo, dove è stato creato il Tiramisù, e sono lieto che a settembre “Le Beccherie” riaprano i battenti, grazie all’impegno del nuovo titolare Paolo Lai, che ha già dimostrato le sue capacità in altri locali del capoluogo della Marca”. Con queste parole il presidente del Veneto Luca Zaia ha salutato la notizia della prossima riapertura del famoso ristorante, che per un sessantennio ha scandito la storia stessa di Treviso dal punto di vista della cucina “che è espressione della civiltà e della cultura di una comunità – ha ribadito Zaia rifacendosi a Mario Soldati – e della sua capacità di valorizzare il territorio e le tradizioni esprimendole nell’armonia dei gusti, in un’ottica sempre attenta alle innovazioni e alla qualità della vita”.

Fonte: Regione Veneto