• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Da luglio il Belgio alla guida del Consiglio UE

Dal 1° luglio la Presidenza di turno dell’UE è passata al Belgio, che rimarrà in carica per i prossimi sei mesi. La nuova presidenza intende dare attuazione al Trattato di Lisbona e garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati nella “Strategia 2020”. La principale priorità in questo momento, sostiene il primo ministro belga Yves Leterme, è la ripresa della fiducia nei mercati attraverso una maggior vigilanza e regolamentazione del settore finanziario. Occorre portare un miglioramento della governance economica europea attraverso il rafforzamento del Patto di stabilità e crescita.

In programma per il settore agricolo. La Presidenza belga continuerà il processo di riflessione sul futuro della politica agricola comune dopo il 2013 in attesa della Comunicazione della Commissione europea prevista per la fine dell’anno. Sarà avviato un dibattito sulla revisione della politica europea di qualità dei prodotti agricoli e, per quanto riguarda il settore lattiero-caseario, la presidenza belga baserà il suo lavoro sulla raccomandazione del Gruppo di Alto di Livello e sulla relazione sul sistema delle quote latte fino al 2015. Sempre in materia agricola, la Presidenza intende raggiungere un accordo politico per il miglioramento e la semplificazione della politica di sviluppo rurale; mentre a livello internazionale l’obiettivo è la difesa della posizione dell’UE nelle negoziazioni del Doha round. Un’altra priorità sarà la riforma del Piano Comune per la Pesca. Nell’incontro del Consiglio di novembre sarà focalizzata l’attenzione sulla cooperazione tra comunità scientifica e settore ittico. In termini di salute e benessere degli animali, il Consiglio concentrerà il suo lavoro sulla road-map sulla TSE – encefalopatia spongiforme trasmissibile – e sulla questione della prevenzione e del controllo delle malattie animali. Non meno importante è l’obiettivo di sviluppare un’economia verde europea concorrenziale che consideri i cambiamenti climatici.

(fonte Veneto Agricoltura Europa)

Italia: troppi ostacoli al ricambio generazionale in agricoltura

In Italia il ricambio generazionale in agricoltura permane sempre ai livelli più bassi d’Europa. I conduttori agricoli sotto i 40 anni è pari al 6,9% con un costante trend in diminuzione dagli anni 2000. Di contro quelli con età superiore a 65 anni è di oltre il 44%. Occorre, per questo motivo, sviluppare politiche ed interventi che diano impulso all’imprenditoria giovanile, permettano l’apertura di nuove imprese e favoriscano l’attrattività e la sostenibilità dell’attività agricola.

Progetto giovani. Questi i punti ribaditi da una delegazione dell’Agia (Associazione giovani imprenditori agricoli) della Cia-Confederazione italiana agricoltori durante l’audizione presso la Commissione Agricoltura del Senato alla quale sono stati presentati e illustrati il “Progetto giovani” e il documento programmatico della terza Assemblea elettiva del febbraio scorso. E’ stata la presidente dell’Agia Gianfranca Pirisi a mettere in evidenza sia le nuove difficoltà che le peculiarità del mondo dell’imprenditoria giovanile in agricoltura nell’attuale momento di crisi e, nel contempo, ad avanzare una serie di proposte per un rilancio del settore. L’Europa – è stato rilevato – attribuisce grande attenzione alla partecipazione dei giovani alla politica agricola e non. Ne è la prova il coinvolgimento di tutte le rappresentanze giovanili a livello europeo in merito alla discussione sulla Pac post 2013. Un meccanismo, quello della condivisione, ulteriormente sancito dall’applicazione del trattato di Lisbona.

Le difficoltà incontrate dai giovani agricoltori. Per questa ragione, l’Agia-Cia, convinta che la concertazione e il dialogo siano fondamentali per la crescita e lo sviluppo del Paese, ha chiesto con forza che, come avviene in Europa, anche in Italia venga posta la stessa attenzione nel coinvolgimento dei giovani rispetto alle politiche a loro dedicate e non solo. Nel nostro Paese sussistono, infatti, molte difficoltà legate all’insediamento giovanile. Tra queste, ci sono la scarsa mobilità fondiaria e l’accesso al bene terra, gli alti costi di avviamento, l’incertezza delle prospettive economiche, la scarsità di formazione e servizi di consulenza adeguati. Ostacoli ai quali si aggiungono gli oneri amministrativi connessi all’esercizio dell’attività agricola, gli elevati prezzi di affitto e di acquisto dei terreni, gli alti costi dei macchinari, ed in generale, degli investimenti. Barriere fiscali e legali e in alcuni casi il forte rischio di “marginalità” delle aree rurali, la carenza di infrastrutture, di logistica, di mobilità, dei servizi civili e socio-sanitari, che condizionano la qualità della vita, completano il quadro dei problemi dei giovani che intendono intraprendere l’attività agricola.

Il rimedio: agire su fisco e credito. L’attuale situazione economica – ha ricordato la presidente dell’Agia Pirisi – ha influito negativamente sui redditi degli agricoltori, ma ha costituito un ulteriore ostacolo per i giovani imprenditori agricoli e alla stessa volontà di fare impresa in agricoltura. In tale contesto economico è essenziale agire tempestivamente e direttamente in difesa dei redditi delle nuove e giovani imprese agendo soprattutto su fisco e credito.

(fonte Agi)

Il Parlamento di Bruxelles ha dato il via libera al nuovo esecutivo, in carica fino al 2014. Dacian Ciolos il nuovo Commissario europeo all’Agricoltura

Dacian Ciolos, nuovo Commissario europeo all'agricoltura

Nell’elenco dei Commissari designati a far parte della Commissione Barroso II° Dacian Ciolos si occuperà di agricoltura e sviluppo rurale. Già Ministro indipendente all’Agricoltura nel suo Paese, Ciolos, di etnia ungherese, è docente alla facoltà di agraria dell’Università di Cluji ed è il più giovane (40 anni) dei Commissari del gruppo Barroso II°. Ciolos eredita uno dei portafogli più importanti dal punto di vista del bilancio e della politica europea. La sua candidatura è stata spinta soprattutto dalla Francia e appoggiata da gran parte degli Stati membri. Il nuovo Commissario arriva nel momento più propizio per difendere il mantenimento di un bilancio forte per l’agricoltura europea, dopo una crisi economica che ha mostrato l’utilità degli aiuti agli agricoltori e di alcuni meccanismi di regolazione dei mercati.

La linea per il quinquennio 2010/2015 di Dacian Ciolos. Nel corso della sua esposizione, il neo commissario europeo all’agricoltura si è impegnato innanzitutto a difendere un bilancio “importante” per la PAC e in particolare il mantenimento di alcuni strumenti di regolazione, come le misure d’intervento in caso di ribasso improvviso dei redditi degli agricoltori e l’estensione ad altri settori, come quello ortofrutticolo, del sistema dei fondi di garanzia e di assicurazione dei redditi. Ciolos si è anche opposto ai Paesi che chiedono di introdurre un cofinanziamento nazionale sugli aiuti diretti e le spese di mercato, sostenendo che “finché si ha una politica comune, si deve avere un bilancio comunitario”. Cilos ha anche ricordato che è lo stesso Trattato di Lisbona a consolidare gli obiettivi della PAC, a cominciare dal garantire la sicurezza di approvvigionamento dei mercati europei di materie prime, nonché redditi rispettabili agli agricoltori. “Allo stesso tempo – ha aggiunto – la PAC dev’essere adeguata alle esigenze e alle sfide interne e internazionali”.

Orientamento europeo agroalimentare verso la qualità e la diversità. Circa il futuro della PAC, il neo-Commissario ha sottolineato che “la politica agricola europea deve rimanere una politica robusta ed equilibrata, in cui i pagamenti diretti svolgono un ruolo importante e che non bisogna reintrodurre i vecchi meccanismi d’orientamento della produzione, bensì trovare nuove soluzioni”. Ciolos ha sottolineato che la politica di Sviluppo rurale (2° pilastro della PAC) dovrà integrare le nuove sfide legate al cambiamento climatico (tra cui anche la riduzione delle emissioni di carbonio). “L’orientamento del settore agroalimentare europeo verso la qualità e la diversità – ha detto – è la nostra forza nel mercato internazionale. Questa strategia dev’essere consolidata con forza nei negoziati commerciali internazionali. Quando si parla di PAC non ci si riferisce solo ai nostri prodotti alimentari, ma anche ai milioni di posti di lavoro che l’agricoltura offre nell’UE. Per questo motivo è importante lavorare insieme per porre le basi dell’agricoltura di domani”.

Il gruppo di lavoro del neo-Commissario all’Agricoltura. Capo unità alla Direzione Generale Agricoltura al servizio Relazioni con la Corte dei conti europea sarà Georg Haeusler (41 anni, austriaco). Il vice capo di gabinetto sarà invece il rumeno Sorin Moisa (proveniente dalla DG Trasporti). Fra i membri del gabinetto troviamo Yves Madre (proveniente dal Ministero francese dell’Agricoltura e che rappresentava la Francia nell’ambito del Comitato speciale agricoltura) e Ico Von Wedel (un tedesco, prima alla DG Bilancio e attualmente al Segretariato generale della Commissione). Il portavoce di Dacian Ciolos sarà Roger Waite, giornalista britannico di 45 anni editore principale di AGRA FACTS,  bollettino specializzato sull’attualità agricola europea.
(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)