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19 febbraio 2014, a Gardolo (TN) si parla di educazione dei giovani al paesaggio

2014_invito_paesaggio_lingua_madreMercoledì 19 febbraio alle ore 17.30 presso il Centro Studi Erickson in via del Pioppeto 24 a Gardolo (TN), Ttsm Step (Trentino School of Management -Scuola per il governo del territorio e del paesaggio) organizza la presentazione del volume “Paesaggio Lingua Madre, Educazione, paesaggio, vivibilità”.

Il volume.Edito dalla Erickson e curato da Gianluca Cepollaro e Ugo Morelli, è frutto di una ricerca svolta da Step-Scuola per il governo del territorio e del paesaggio e dall’IPRASE (Istituto Provinciale per la Ricerca e la Sperimentazione Educativa) con alcune scuole primarie. Il progetto ha previsto il coinvolgimento di 278 alunni di 15 diverse classi (seconde, terze, quarte e quinte, quindi bambini di età compresa tra i sette e i dieci anni) e di 14 docenti che si sono impegnati, accompagnati da un gruppo di esperti, sia alla partecipazione di un’attività di ricerca che in un’attività formativa. Il progetto si è posto l’obiettivo di definire un approccio didattico all’insegnamento della storia, dell’educazione alla cittadinanza, della geografia e delle scienze naturali centrato sul paesaggio e sugli ambienti di vita. Dal lavoro emerge un quadro composito, che vede nell’educazione al paesaggio l’opportunità di affrontare una serie di urgenze educative attorno alla relazione tra natura e cultura, tra lettura della storia e progettazione del futuro, tra responsabilità e partecipazione, tra identità e alterità.

I partecipanti. All’incontro, introdotto e moderato da Riccardo Mazzeo delle Edizioni Erickson, interverranno Gianluca Cepollaro e Ugo Morelli di Step, Beatrice de Gerloni del Dipartimento della Conoscenza della Provincia autonoma di Trento, Antonella Demattè docente della scuola primaria e l’antropologo Annibale Salsa.

Di cosa si parlerà. Il paesaggio percepito dai bambini, come dichiarato dalla Convenzione Europea del Paesaggio, è parte integrante della percezione sociale di un territorio; trascurare il loro punto di vista significherebbe ritenere che il paesaggio sia un bene prevalentemente riservato agli adulti. I bambini non solo hanno il diritto di vedere considerate le proprie aspettative ed esigenze nelle scelte che riguardano la gestione e la progettazione dei paesaggi che abitano ma hanno anche il bisogno di essere aiutati per costruire le condizioni per una buona vivibilità futura. Educare al paesaggio, infatti, significa educare alla responsabilità dei luoghi che si abitano, alla gestione delle risorse di cui si dispone, ma soprattutto a comportamenti e stili di vita appropriati e sostenibili.

Nonostante la Costituzione ne sancisca la tutela, nella scuola italiana non si parla quasi mai di paesaggio. Eppure è proprio nei primi anni che dovrebbero gettarsi le basi per favorire una coscienza del territorio, dell’ambiente e del paesaggio in cui si vive. La percezione del paesaggio da parte degli adulti è fortemente dipendente dall’esperienza degli anni dell’infanzia al punto che potremmo dire che “il paesaggio è come lingua madre”: una sorta di “firma dell’origine” della quale ci nutriamo sin dai primi anni e che ci accompagnerà per tutta la vita ibridandosi e confondendosi con gli altri paesaggi che incontreremo e che, anche con le nostre azioni, contribuiremo a costruire. Per informazioni e iscrizioni www.tsm.tn.it

(Fonte: Tsm-Step)