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La Natura salverà il mondo, nostro malgrado

Nocotiana

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav). Aveva ragione Dostoevskij! Perché la Natura è anche bellissima. Che la scienza non sia infallibile lo sappiamo bene. Il metodo scientifico parte dall’assoluta ignoranza di un argomento (come ci hanno spiegato bene Marco Paolini e Telmo Pievani ne “La fabbrica del mondo”), procede per ipotesi e verifiche con conferme o meno delle ipotesi. “E’ la modalità tipica con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile: esso consiste, da una parte, nella raccolta di dati empirici sotto la guida delle ipotesi e teorie da vagliare; dall’altra, nell’analisi rigorosa, logico-razionale e, dove possibile, matematica di questi dati”. Non da verità assolute ma verità dinamiche che cambiano col tempo. Ciò che ci è dato sapere oggi sulle pandemie è che nascono da un salto di specie di virus; da specie selvatiche a noi umani (che siamo già ospitati da virus e batteri). Ciò perché noi uomini abbiamo sottratto tanto spazio alla Natura e continuiamo a sottrarla eliminando Habitat o compromettendoli in modo significativo. Questa è la causa più accreditata e verosimile del problema delle pandemie ma anche degli effetti della crisi climatica che si fanno sempre più evidenti.

In questa situazione in cui l’uomo sta perdendo o ha già perso il controllo di un pianeta che non gli appartiene (quindi inutile volerlo controllare, basterebbe l’umiltà di ascoltare un pianeta che sta soffrendo per l’eccessiva invadenza umana), nella situazione pandemica che stiamo vivendo, i vaccini sono uno strumento umano (e pertanto fallibile), che dà modo alla maggior parte delle persone di essere più protetti. Non vale per tutti, quindi, ma per la maggior parte (con percentuali di efficacia molto alte). E’ uno “scudo di latta” che ci può dare una buona protezione ma non una protezione assoluta. Dovremmo essere sempre consapevoli che ognuno di noi è un organismo olobionte, cioè costituito da tanti organismi tra cui miliardi di batteri e virus, molti dei quali ci sono indispensabili e che ci offrono protezione. Ma i vaccini, anche, non sono uno strumento che va ad agire sulle cause del problema bensì sugli effetti.

Il problema grave è che abbiamo occupato troppo spazio alla natura; e non è solamente un problema della Foresta Amazzonica ma anche molto più vicino a noi di quanto pensiamo. La Pianura Padana era una piccola foresta Amazzonica, deforestata al 99,9%. E’ per questo che gli Assessorati all’Urbanistica dovrebbero diventare gli Assessorati alla liberazione del Suolo e ciò è in linea con tutte le norme vigenti; anche e soprattutto della Regione Veneto. Si dovrebbero depavimentare le superfici impermeabili che non servono, dare più spazio a boschi, foreste, fasce boscate, siepi arboreo-arbustive… anche in città e vicino a noi.

Sempre dalla Natura, e in particolare dalle piante, arrivano buone notizie. Un gruppo di ricercatori canadesi ha elaborato un vaccino vegetale (tratto da Nicotiana benthamiana, nella foto in alto), già sperimentato su 24.000 persone con buoni risultati e che costa anche meno dagli attuali vaccini. Sembra che potrebbe essere utilizzato già da quest’anno e il fatto che sia un vaccino prodotto da un vegetale mi consola e mi dà fiducia, consapevole che si tratta sempre di un’opera fallace dell’uomo, uno “scudo di latta” in vista, speriamo, che gli uomini (e soprattutto gli amministratori), si rendano conto (studino e si informino), di quanto sia importante dare più spazio alla Natura, soprattutto nelle zone urbanizzate. Perchè da soli i vaccini non ci possono salvare ma proteggere solo un po’. Agiscono sugli effetti, non sulle cause. Della scienza dobbiamo un po’ fidarci (come d’altronde dobbiamo fare, senza sé e senza ma, nel caso di ictus, infarti, incidenti gravi, peritoniti,… ci portano all’ospedale e ci fanno quello che la scienza medica ha codificato sia meglio fare, e nella maggior parte dei casi fanno proprio dei miracoli), come dobbiamo invece essere consapevoli della necessità di un cambio di paradigma nei confronti della Natura. Sul documento “Strategia dell’UE per la biodiversità 2030 – riportare la Natura nella nostra vita” del 20 maggio 2020 si legge: “La Natura ci è indispensabile”.

La Natura, comunque, salverà il Mondo; che l’uomo riesca a capirlo oppure no.