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Vendemmia 2013 in Veneto, si inizia fra il 27 e 28 agosto, meteo permettendo

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-Se in Italia la vendemmia 2013 è iniziata ufficialmente il 22 agosto scorso, in Veneto si comincerà il 27 e 28 agosto con la vendemmia delle varietà per le basi spumante e nello specifico del Pinot Nero, presente a macchia di leopardo con punte nel trevigiano e veronese. Molto dipenderà, comunque, dalle forti precipitazioni annunciate proprio per quei giorni. Uno slittamento di tre/quattro giorni si renderebbe infatti necessario per permettere ai grappoli di riequilibrare gli zuccheri diluiti dalla presenza di troppa acqua.

Il calendario della vendemmia in Veneto. In attesa del tradizionale appuntamento sulle previsioni vendemmiali nel nord est d’Italia, che Veneto Agricoltura organizzerà a Legnaro (Pd) il prossimo 4 settembre (ore 10,00), l’Osservatorio dell’Azienda regionale ha fatto il punto sul calendario della raccolta nel Veneto, in ritardo di una decina di giorni rispetto allo scorso anno.  La vendemmia delle basi spumante – oltre al Pinot Nero ricordiamo anche lo Chardonnay – dovrebbe dunque iniziare la prossima settimana, precipitazioni permettendo. Non si tratta di grosse produzioni quantitative, ma senz’altro importanti per la tradizione spumantistica veneta. Nella prima decade di settembre, ma “senza fretta” come ci tengono a sottolineare i produttori in queste ore, partirà la vendemmia delle varietà precoci. Toccherà così al Pinot Grigio, presente in particolare lungo l’asta del Piave trevigiano e veneziano, ma anche nella pianura veronese, nel conselvano, ecc. e al Pinot Bianco. Attorno al 18/20 settembre inizierà la vendemmia della varietà Glera (Prosecco DOC) in pianura – in particolare nei vigneti dove è stato possibile intervenire con le irrigazioni di soccorso – e del Merlot, una varietà quest’ultima che negli ultimi anni ha visto una drastica riduzione degli ettari coltivati. In collina, invece, nelle “miniere d’oro a cielo aperto” che sono i vigneti trevigiani del Prosecco DOCG, la vendemmia potrebbe iniziare attorno al 23 settembre.  Scorrendo il calendario della prossima vendemmia nelle principali aree viticole del Veneto arriviamo a fine settembre (ma potrebbe essere anche a inizio ottobre) con la raccolta dell’uva Garganega nel veronese, e poi attorno al 10 ottobre con la vendemmia dei Cabernet, delle Corvine e della Rondinella.

Produzione 2013, probabile qualche punto percentuale in più del 2012. La prossima settimana prenderà il via una macchina produttiva gigantesca che nel Veneto coinvolgerà oltre 36.000 aziende vitivinicole. I quasi 77.000 ettari di vigneto potrebbero produrre ben 11 milioni di quintali di uva, superando così i 10,8 milioni prodotti nel 2012, considerato che l’imminente vendemmia viene data in linea a quella dello scorso anno, ma con qualche punto percentuale in più.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Vendemmia 2013, nel vigneto inizia la fase qualitativa

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-Nel primo trimestre del 2013 le esportazioni di vino veneto hanno raggiunto la formidabile cifra di 352,5 milioni di euro, segnando un +13% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il Piemonte, posizionatosi al secondo posto nella graduatoria nazionale, si è fermato a 195,4 milioni di euro, seguito dalla Toscana con quasi 161 milioni di euro. Nel 2012, il valore delle esportazioni di vino veneto ha raggiunto il miliardo e mezzo di euro, il 30,8% delle esportazioni italiane.

4 settembre, nel padovano il secondo appuntamento del Trittico vitivinicolo. Con questa straordinaria carta di identità alla mano, il settore vitivinicolo veneto si sta preparando alla vendemmia 2013, le cui stime di produzione saranno presentate in occasione del tradizionale incontro dedicato alle previsioni vendemmiali nel nord est d’Italia promosso da Veneto Agricoltura a Legnaro (Pd) il prossimo 4 settembre (ore 10,00), secondo appuntamento del Trittico vitivinicolo organizzato d’intesa con Regione Veneto, Avepa e CRA-Vit di Conegliano.

Ritardo di circa 10 giorni per la vendemmia. In generale, lo stato del vigneto veneto a ferragosto si presenta buono. Dopo un lunghissimo intervallo tra l’inizio e la fine dell’invaiatura (cioè la maturazione-colorazione dell’uva), questa fase si sta rapidamente chiudendo, complice l’abbassamento delle temperature e la pioggia del 14 agosto che ha interessato gran parte del territorio regionale. Dalle osservazioni dei tecnici in campagna, si nota che la spargolicità del grappolo (chicchi radi) sta favorendo l’ingrossamento dell’acino, aspetto questo che permetterà di recuperare il peso finale del grappolo stesso. Inoltre, in tutte le aree viticole del Veneto è confermato il ritardo di circa 10 giorni relativamente alla data presunta di maturazione dell’uva, soprattutto nelle varietà precoci e medio-precoci (Chardonnay, Pinot, ecc.) che inizieranno ad essere vendemmiate ai primi di settembre. Finalmente si può dire che nei vigneti veneti inizia ora la vera fase “qualitativa”, che sarà tanto più evidente nelle piante che non hanno subito danni da carenza idrica. A livello termico, infine, dopo il caldo umido degli ultimi 20 giorni, i valori sono rientrati nella norma, sottraendo così le piante da uno sforzo che le ha portate per un periodo prolungato ai limiti della tolleranza climatica, un fatto questo da sottolineare e da considerare attentamente.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Vendemmia 2013 in Veneto, verso il rush finale

vignetiI viticoltori veneti stanno aspettando la pioggia come la manna per non vedere i loro vigneti entrare in un preoccupante stato di stress idrico, com’è accaduto la scorsa estate a causa di un lungo periodo di siccità. Non è comunque solo questione di carenza d’acqua. Preoccupa anche l’eccessivo caldo umido che da giorni sta stagnando sulla nostra regione e che sta mettendo in crisi i vigneti, che a poche settimane dalla vendemmia avrebbero bisogno sì di giornate di sole ma anche di notti fresche e ventilate con adeguate escursioni termiche.

Occhi all’insù, dunque, o meglio attenzione ai bollettini meteo nella speranza che vengano annunciati presto (già in settimana?) refrigerio e qualche precipitazione. Va detto però che la vite è una pianta che in questi anni ha dimostrato di sapersi adattare alle difficili condizioni climatiche, sopportando bene le ondate di calore e reagendo di conseguenza. Nel pieno della fase di maturazione delle uve, cosa sta succedendo nei vigneti delle principali aree vocate del Veneto? L’Osservatorio di Veneto Agricoltura, in vista del tradizionale incontro sulle previsioni vendemmiali nel nord est d’Italia, in programma il prossimo 4 settembre a Legnaro (Pd), ha fatto il punto raccogliendo i primi dati.

Nel comprensorio del Conegliano-Valdobbiadene DOCG, dopo le piogge di maggio e giugno, che comunque non hanno causato danni da malattie ai preziosi vigneti, il caldo intenso di questi giorni comincia a destare qualche preoccupazione. La pioggia (20-40 mm) della scorsa settimana ha stoppato momentaneamente una situazione di carenza idrica che però ora si sta già ripresentando sui vigneti posizionati ad altitudini superiori i 200 m. Chi può sta intervenendo con piccoli soccorsi di aiuto alle piante, ma il direttore del Consorzio, Giancarlo Vettorello, ci tiene a sottolineare che la situazione è pienamente sotto controllo, soprattutto se in settimana arriverà la pioggia come annunciato. L’invaiatura (cioè l’avvio della fase di maturazione-colorazione dell’uva) non è ancora iniziata, per cui eventuali danni dovuti alla mancanza d’acqua sarebbero limitati (acini più piccoli). A differenza delle previsioni dello scorso mese di maggio, quando all’epoca del germogliamento tutto faceva presupporre una produzione medio-alta, vale a dire superiore del 10% rispetto allo scorso anno, allo stato attuale sembra invece che si sia tornati con i piedi per terra prevedendo dunque una produzione nella norma.

Nell’area Lison-Pramaggiore-Piave l’invaiatura delle varietà precoci (Chardonnay, Pinot Grigio e Bianco) è giunta al 50%, mentre è appena all’inizio per il Prosecco (Glera) e il Merlot. Riccardo Barro, tecnico del Consorzio, non segnala particolari problemi di carattere sanitario ai vigneti, che per ora non danno segnali di sofferenza da stress idrico. Le giornate calde di questo periodo risultano essere anche piuttosto ventilate, per cui la maturazione delle uve procede bene. Rispetto allo scorso anno la vendemmia delle varietà precoci è annunciata in ritardo di una decina di giorni, tanto che le operazioni di raccolta dovrebbero iniziare nei primi giorni di settembre.

Nell’area dei Colli Euganei, diversamente dallo scorso anno, lo stress idrico non sta creando per ora eccessive preoccupazioni. Evidentemente, come sostiene Alberto Bizzaro, tecnico del Consorzio, le abbondanti piogge primaverili hanno fornito alle piante una buona scorta d’acqua. Ciò che in questo momento preoccupa maggiormente i viticoltori sono le alte temperature sulle 24 ore. Nelle varietà precoci (Chardonnay, Pinot e Moscato) l’invaiatura è avvenuta circa dieci giorni fa, mentre è già a buon punto per il Merlot. Tra qualche giorno sarà il turno del Raboso e del Cabernet. Lo stato sanitario dei vigneti, dopo le preoccupazioni dei mesi scorsi per gli attacchi fungini causati dalle abbondanti precipitazioni, appare buono. Sotto il profilo quantitativo, la vendemmia nell’area dei Colli si annuncia senz’altro superiore rispetto allo scorso anno.

Anche nel vicentino, dalla pianura ai colli, la maturazione delle uve sta procedendo con regolarità e Manuel Xausa, del Consorzio di Breganze, incrocia le dita visto com’era andata negli scorsi anni con le grandinate. Nei vigneti c’è sempre più professionalità per cui i viticoltori dimostrano di saper fare i giusti interventi nei momenti opportuni. Problemi sanitari non ce ne sono e la pioggia (25-30 mm) della scorsa settimana ha dato respiro alle piante. Le varietà precoci, in primis il Pinot, sono in piena invaiatura mentre la vendemmia dovrebbe iniziare con 15 giorni di ritardo rispetto allo scorso anno.

Infine, dal prezioso comprensorio vitivinicolo del veronese i tecnici dei diversi Consorzi ricordano che temperature così elevate, come quelle che si registrano in questi giorni, non facilitano l’attività vegetativa della vite, anzi favoriscono fenomeni di scottatura su grappoli e foglie. Ciononostante, le fasi fenologiche stanno procedendo senza evidenti variazioni rispetto alle medie storiche, anche se una certa disomogeneità nella maturazione dei grappoli si evidenzia nei vigneti non irrigati. La situazione sanitaria non desta particolari preoccupazioni, con sporadiche segnalazioni di peronospora e oidio nelle zone collinari. La Garganega sta completando l’accrescimento dell’acino e si attendono delle gradazioni sensibilmente al di sopra della media, soprattutto nei vigneti irrigati. (17-22 ° Babo). Per le uve bianche ci si attende una produzione inferiore del 10% rispetto alla media storica.

Il vigneto veneto rappresenta una vera e propria miniera d’oro a cielo aperto. Basti pensare che nel 2012 sono stati oltre 76.000 gli ettari coltivati i quali hanno prodotto 10,8 milioni di quintali di uva pari a 8 milioni di ettolitri di vino di qualità, di cui il 52,7% DOP e il 40,7% a IGP. L’export del comparto, sempre nel 2012, ha sfiorato il miliardo e mezzo di euro, posizionando la nostra Regione al primo posto in Italia con il 31% del valore complessivo delle esportazioni.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Vendemmia 2013, figlia del cambiamento climatico

Vite prosecco“Le anomalie metereologiche non son più da considerarsi un evento straordinario ma strutturale, che incide sempre più marcatamente sulla produzione vitivinicola veneta, settore leader a livello nazionale con 1,33 milioni di euro di export registrati nel 2012. Va dunque riconosciuto e valorizzato il costante lavoro di tecnici e ricercatori, che sfidando i cambiamenti climatici garantiscono la salute e salvaguardia di questo importante comparto”. Lo ha affermato oggi l’assessore regionale veneto all’Agricoltura Franco Manzato al tradizionale convegno promosso da Veneto Agricoltura-Europe Direct, a Conegliano-Tv, presso la sede dell’Università, d’intesa con Regione e CRA-VIT.

Primo di una serie di tre incontri. L’evento dal titolo “Vigneto veneto, andamento e previsioni produttive 2013” è il primo di una serie di tre incontri (Trittico Vitivinicolo) che da diversi anni Veneto Agricoltura dedica al settore (il prossimo appuntamento, cioè le previsioni vendemmiali 2013, si terrà nei primi giorni di settembre; mentre il terzo, sull’analisi dei dati consuntivi, è in programma nel prossimo mese di gennaio).

Esplosione di numerose malattie della vite. Se nella primavera 2012 l’agricoltura aveva dovuto fare i conti con le ondate di calore e la siccità, quest’anno, come ha illustrato Francesco Rech dell’Arpav (Servizio Meteorologico di Teolo), a complicare la vita degli agricoltori sono giunte le abbondanti precipitazioni e le temperature, ben al di sotto della media stagionale. Anomalie eccezionali queste, che nel vigneto veneto hanno favorito quasi ovunque lo sviluppo e l’esplosione di numerose malattie della vite, a partire dalla peronospora, l’escoriosi, il black-rot e la muffa grigia. Il convegno di Conegliano, rivolto principalmente ai tecnici e agli operatori del settore, ha fatto quindi il punto sullo stato del vigneto veneto alla vigilia dell’estate. La fotografia, presentata in diretta dai numerosi esperti presenti, non può che destare forti preoccupazioni. “Il bizzarro andamento metereologico dei mesi scorsi – ha evidenziato il fitopatologo Michele Borgo – ha favorito quasi ovunque allarmanti attacchi fungini ai vigneti. Una situazione che fa prevedere una progressione dei danni finora registrati, con perdite significative della produzione, in considerazione della virulenza di alcune avversità parassitarie, dei limiti dei prodotti fitosanitari e del previsto ritardo della fase di maturazione dell’uva rispetto a quanto registrato nell’ultimo decennio”. Come se non bastasse, è stato evidenziato, le viti mostrano anche seri stati di sofferenza dovuti a carenze nutrizionali, che contribuiscono ad anticipare la comparsa di sintomatologie collegate a malattie di tipo cronico, quali il mal dell’esca e l’accartocciamento fogliare.

Rallentato anche lo sviluppo fenologico. Da parte sua, Patrick Marcuzzo (CRA-VIT), ha rimarcato che le abbondanti precipitazioni e le temperature fredde registrate dal germogliamento della vite fino alla seconda decade del mese di maggio, hanno favorito l’insorgere della peronospora in tutte le cultivar del territorio veneto, tanto che i vigneti usati come testimone (non trattati) mostravano un danno del 100% già dall’11 giugno. Importanti anche i danni segnalati in provincia di Vicenza sul Tai rosso causati dal fungo dell’escoriosi. Oltre a favorire l’insorgenza di fitopatie, il freddo e l’abbondanza di precipitazioni hanno causato un ingiallimento della chioma nelle zone di fondovalle che si è risolto solamente nei primi giorni di giugno con lo stabilizzarsi delle condizioni meteo. Il freddo, che ha accompagnato gran parte di questa primavera, ha rallentato anche lo sviluppo fenologico della pianta che ha germogliato circa 10/15 giorni in ritardo rispetto al 2012. Inoltre, tra la parte orientale e occidentale del Veneto l’intervallo di germogliamento è stato di 4/6 giorni nella medesima cultivar, diversamente dalle scorse annate quando questa differenza era pari o anche superiore ai 10 giorni. Questo breve intervallo tra il germogliamento e la fioritura comporterà probabilmente una data di vendemmia ravvicinata tra la parte orientale e occidentale della Regione, con le varietà precoci (Pinot grigio, Pinot nero, Chardonnay) che matureranno presumibilmente nella prima settimana di settembre, circa una decina di giorni in ritardo rispetto allo scorso anno. Il numero di grappoli per germoglio e la percentuale di germogliamento fa pensare che per lo Chardonnay la produzione sarà in linea con il 2012 mentre per il Merlot si prevede una produzione inferiore di circa il 10%.

Altri interventi. Nel corso dei lavori, Diego Tomasi (CRA-VIT) ha spiegato alcuni aspetti legati alla produzione della vite, quali la fertilità delle gemme e la percentuale di allegagione e di colatura (mancata fecondazione del fiore, in alcuni vitigni solo il 20% delle fioriture diventerà acino), mentre Stefano Soligo (Veneto Agricoltura) ha illustrato lo stato di avanzamento della selezione clonale di iniziativa regionale. Si tratta di un interessante progetto che ha già permesso l’iscrizione di alcuni cloni (tre Prosecchi, un Pinot nero e una Malvasia istriana) mentre alcuni altri sono attualmente conservati in un campo di confronto clonale presso l’Azienda pilota Diana di Veneto Agricoltura a Mogliano Veneto (Tv). Tutto il materiale del convegno è disponibile sul sito www.venetoagricoltura.org

(Fonte: Veneto Agricoltura)