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Vendemmia 2018, nel Padovano debutta l’uva resistente alle malattie fungine

vendemmia 2018 all’azienda agricola Parco del Venda di Vo’ Euganeo (Pd)

Coldiretti informa in una nota stampa che sui colli Euganei, nel Padovano, ha debuttato con la vendemmia 2018 il primo vitigno resistente alle malattie, una vite di nuova generazione che non richiede particolari trattamenti e permette una maggiore sostenibilità ambientale della viticoltura.

4000 viti. Pioniera di questa speciale varietà selezionata dall’Università di Udine è l’azienda Parco del Venda di Vo’ Euganeo, che tre anni fa ha messo a dimora circa 4000 viti e che in questi giorni ha raccolto l’uva Merlot e Cabernet, maturata in anticipo rispetto agli altri rossi. Una scelta, sottolinea Coldiretti Padova, che apre la strada anche sui Colli Euganei ad un approccio attento alle ricadute ambientali e ancor più responsabile nei confronti di cittadini e consumatori, dimostrandolo con i fatti. ”La tutela della salute e dell’ambiente sono sempre più sentiti – afferma Michael Toniolo di Parco del Venda – per questo è cresciuto il nostro interesse per le viti di nuova generazione. Il progetto si è concretizzato tre anni fa, quando abbiamo scelto di coltivare e quindi vinificare le uve  a bacca rossa di vitigni resistenti Merlot Khorus  e Cabernet Volos. Si tratta di viti in grado di resistere alle malattie fungine più comuni come l’oidio e la peronospora. Presentano inoltre una quota preponderante di genoma di Vitis Vinifera e una quota del tutto minoritaria, non più’ del 5-10%  appartenente ad altre Vitis portatrici di geni di resistenza. Abbiamo deciso di mettere a dimora le prime 4000 piante – continua Toniolo – scegliendo una posizione ottimale in collina e cercando di favorire al massimo l’adattamento dei vitigni alle condizioni atmosferiche del luogo”.

grappolo d’uva di vitigni resistenti alle malattie azienda agricola Parco del Venda (Pd)

Viticoltura del futuro ai nastri di partenza? “La ricerca in questo campo ha fatto numerosi passi in avanti» afferma Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova “selezionando varietà in grado di contrastare le principali malattie della vite, si riducono quasi del tutto il ricorso ai trattamenti in vigneto. Un plauso va al Parco del Venda per aver scelto senza indugio e con convinzione di aprire una nuova strada nella nostra provincia. Di viticoltura sostenibile parliamo da tempo e abbiamo dedicato anche un recente incontro a Vo con i produttori e i responsabili del servizio vitivinicolo di Coldiretti Veneto. Stiamo gettando le basi per la viticoltura del futuro”.

Sperimentazione. Ricorda Toniolo: “Nella vendemmia 2018 siamo i primi produttori nei colli Euganei e tra le prime cantine nel Veneto, con poche altre in Italia, a vinificare un vino rosso proveniente da viti resistenti. I presupposti per ora sono molto buoni: le uve vendemmiate la scorsa settimana ci stanno già regalando i primi profumi e un colore molto intenso. Per stappare le prime bottiglie occorrerà aspettare il 2019 ma possiamo affermare di avere già centrato l’obiettivo di produrre un buon vino rosso nel totale rispetto della natura. In agricoltura biologica le piante vengono trattate con prodotti di copertura  quali rame e zolfo, diverse volte in una stagione, mentre le varietà  Khorus e Volos non necessitano di alcun trattamento in vigneto. Per la nostra azienda si tratta di un investimento importante, che guarda al futuro: il nostro intento infatti è quello di sostituire i vigneti più  vecchi con le varietà resistenti e dare il via ad una nuova concezione che sia in grado di soddisfare una clientela sempre più attenta al consumo responsabile. Il nostro approccio alla sostenibilità ci vede inoltre impegnati nella sperimentazione di un prodotto innovativo definito Food Grade, autorizzato per l’alimentazione umana normato ed ammesso in quanto sostanza di base che limita l’insorgenza delle malattie fungine. Il prodotto è stato utilizzato quest’anno in buona parte dei vigneti di proprietà”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

Vendemmia 2018, aumenta la produzione rispetto al 2017 ma a farla da padrone ora è il meteo

Ad oggi, la vendemmia 2018 si annuncia molto positiva. Già a partire dalla prossima settimana i primi grappoli d’uva a finire nei cesti saranno quelli delle varietà Chardonnay e Pinot per le basi spumante, poi via via tutte le altre. Le preoccupazioni casomai arrivano dal meteo che, proprio dai prossimi giorni potrebbe peggiorare. Così fosse, le operazioni di raccolta verrebbero ulteriormente anticipate per evitare problemi di marciume acido e botrite, che in alcune aree del Veneto vengono già segnalate.

L’incontro. Il punto sull’imminente vendemmia è stato fatto ieri mattina a Legnaro (Pd) in occasione della 44^ edizione del focus sulle “Previsioni vendemmiali nel Nord Est e non solo”, presenti anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, e il direttore di Veneto Agricoltura, Alberto Negro. L’evento, organizzato dall’Agenzia regionale, con Regione Veneto, Avepa, Arpav, CREA-VE, con la collaborazione della Regione Friuli-Venezia Giulia e le Province di Bolzano e Trento, ha visto la partecipazione di numerosi tecnici ed operatori vitivinicoli provenienti dal Veneto e dalle regioni limitrofe. Il focus è stato l’occasione per presentare i dati previsionali quali-quantitativi della vendemmia 2018 nel Triveneto, in Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Sicilia, nonché in Francia e Spagna. Tra questi, spiccano i quasi 100.000 ettari del Veneto, al 90% a Denominazione, che si conferma prima regione vitivinicola italiana (previsti quest’anno circa 13 milioni di ettolitri di vino) e quarta potenza mondiale per quanto riguarda l’export di vino (2,13 miliardi di euro).

Sintesi situazione/1. Belluno. Le uve si presentano al momento sane. L’assenza di freddi tardivi e le belle fasi di fioritura e allegagione permettono di prevedere, salvo imprevisti, un aumento di produzione rispetto al 2017 del 10/15%. Si stima, inoltre, un pari aumento di produzione per l’entrata in produzione dei nuovi vigneti. Padova e Rovigo. Sulla base dell’andamento stagionale la qualità dovrebbe attestarsi su livelli medio -buoni. In condizioni di ordinarietà e grazie al buono stato fitosanitario è possibile stimare una produzione superiore rispetto alla media di almeno il 10%, sia per le uve a bacca nera che per quelle a bacca bianca, con variazioni percentuali anche superiori per le produzioni di pianura. L’entrata in produzione di nuovi vitigni inciderà con un aumento della produzione complessiva del 5-7% per la provincia di Padova e del 2% circa per quella di Rovigo.

Sintesi situazione/2. Treviso. L’annata si prospetta ottima dal punto di vista quantitativo. Anche sotto l’aspetto qualitativo i presupposti sono favorevoli con livelli di acidità sopra la media a scapito del grado zuccherino. Si prevede un incremento medio delle rese di circa il 20% rispetto alla precedente vendemmia imputabile sia all’assenza di danni da brinata e da eventi grandinigeni di portata rilevante, sia all’andamento stagionale favorevole. L’incremento produttivo derivante dall’entrata in produzione di nuovi impianti si stima di circa il 4-5%. Venezia. Si presuppone, al momento, una buona produzione con una discreta qualità, superiore rispetto al 2017 del 15-20%. La variazione, sul 2017, è dovuta alla primavera favorevole con assenza di brinate e con pochi e lievi episodi grandinigeni. L’entrata in produzione di nuovi vigneti (per lo più di varietà Glera e Pinot Grigio) incide sulla resa complessiva di circa il 4%.

Sintesi situazione/3. Verona. A fine agosto saranno raccolte le uve di varietà Pinot e Chardonnay, da metà settembre la Garganega, dal 10 settembre la Valpolicella e le uve per l’appassimento. La previsione produttiva é abbondante, probabilmente superiore del 15/20% rispetto alla vendemmia 2017. L’annata è stata finora regolare e priva di gelate primaverili. Il maggior numero di grappoli per pianta e la perfetta disponibilità idrica nella fase di moltiplicazione cellulare di post-allegagione, ha sviluppato grappoli leggermente più lunghi e spargoli, almeno per le varietà autoctone come Garganega, Corvina, Corvinone, Rondinella e Durella. Lo Chardonnay e il Pinot Grigio coltivato in pianura manifestano invece grappoli più compatti con ottime premesse produttive, ma con previsioni di inizio vendemmia sicuramente dopo Ferragosto, comunque non prima del 20 agosto. L’entrata in produzione di nuovi vitigni inciderà sulla produzione complessiva di circa il 5%. Vicenza. L’annata è stata caratterizzata da una forte spinta vegetativa e da una forte produzione. Ora i viticoltori sono nelle mani del meteo e sperano in giornate prive di ondate di calore e con buone escursioni termiche giorno/notte. Nella zona meridionale della provincia è prevista, in media, una produzione che si attesterà a una percentuale superiore del 35/40 % rispetto allo scorso anno, mentre nella zona settentrionale l’aumento sarà circa del +20% rispetto al 2017. I motivi delle variazioni produttive sono dovuti all’assenza di gelate in pianura e di siccità in collina, e ad abbondanti precipitazioni alternate a giornate calde e ventilate che hanno contribuito ad un elevato sviluppo vegetativo e alla presenza di grappoli più grossi e pesanti. L’entrata in produzione di nuovi vitigni incide tra il 2 ed il 5% sulla produzione complessiva.

Sintesi situazione/4. Friuli-Venezia Giulia. Stato vegetativo e profilo sanitario delle uve equilibrati e ottimali. Attacchi fungini limitati e controllati. Buono anche il rapporto acidità/zuccheri. Produzione +6/8% rispetto al 2017. Grandinate limitate nella zona del Collio. Bolzano. Stato vegetativo e sanitario buono. Pochissimi danni per malattie fungine. Alta qualità delle uve. Fenomeni grandinigeni quasi assenti. Produzione in media rispetto agli ultimi 10 anni. Sempre più marcato il controllo produttivo attraverso la tecnica del diradamento.Trento. Stato vegetativo e fitosanitario buono. Pochi e controllati gli attacchi di peronospora. Livello qualitativo delle uve molto buono. Produzione +15/20% per le uve a bacca bianca e +20/25% per le uve a bacca nera.

Sintesi situazione/5. Piemonte. Stato vegetativo discreto ma si segnalano attacchi di peronospora.  Anche il livello qualitativo delle uve viene annunciato discreto, ma si segnalano attacchi fungini. La produzione risulta essere abbondante e molto superiore a quella del 2017 (annata scarsa). Lombardia. Problematiche sanitarie per peronospora e oidio. Valtellina +25% rispetto al 2017 e qualità buona (+10/12% sulla media decennale). Franciacorta +45/50%. Oltrepò Pavese +10%. Emilia-Romagna. Si segnalano azioni di contenimento per attacchi di peronospora, mal dell’esca e cocciniglia, ma la qualità delle uve, che stanno maturando con regolarità, si presenta ottima. La produzione è abbondante (+20% sul 2017, con punte del +25%) in linea comunque con le annate classiche. E’ prevista una produzione di circa 8,5 milioni di ettolitri di vino. Toscana. Segnalati attacchi di peronospora e mal dell’esca. Grandinate in zona Brunello. Attesa comunque una produzione di alta qualità che sotto il profilo quantitativo è nella media decennale (-5%) ma superiore rispetto al 2017. Puglia. Annata caratterizzata da abbondanti precipitazioni (comprese numerose grandinate) e temperature fresche. Attacchi di peronospora diffusi. Tignoletta sotto controllo. Livello qualitativo da discreto a buono. Produzione +15/20% sul 2017. Attesi 9/9,5 milioni di ettolitri di vino. Sicilia. Attacchi di peronospora in areali ristretti. Grandinate limitate. Buono il livello qualitativo grazie ad escursioni termiche giorno/notte ideali. Buono, al momento, anche l’equilibrio acidità/zuccheri come pure l’aspetto aromatico. Produzione superiore rispetto al 2017 ma in calo sulla media decennale.

Sintesi situazione/6. Francia. Segnalate grandinate in zona Champagne. Maturazione delle uve anticipata di qualche giorno rispetto alla media e al momento sotto controllo. Livello qualitativo buono. Produzione in recupero rispetto al 2017 (annata tra le più scarse degli ultimi anni) del 30%, con punte del +50% per lo Champagne, del +45%  per il Bordeaux, del 16 per la valle del Rodano e del 10% per il Borgogna. Spagna. Annata nettamente migliore rispetto al 2017 con incrementi del +20/25%, ma nella media stagionale. Buono lo stato sanitario delle uve.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura