• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Multifunzionalità in agricoltura. La vendita diretta dei prodotti agricoli allarga il proprio raggio d’azione.

prodotti tipiciLa vendita diretta degli imprenditori agricoli ora si può esercitare senza restrizioni anche su aree esterne all’azienda, su tutto il territorio nazionale, purché siano nella disponibilità giuridica dell’imprenditore. Lo comunica Coldiretti dopo aver ricevuto la nota interpretativa del ministero delle Politiche agricole Mipaaf, quella di rettifica del ministero dello Sviluppo economico Mise e quella operativa diretta ai comuni da parte dell’Anci.

Interpretazione restrittiva della Legge orientamento. “Abbiamo scongiurato un’interpretazione legislativa da parte del Mise che rischiava di limitare le possibilità di relazionarsi col mercato da parte delle nostre imprese agricole a vendita diretta – commenta il direttore di Coldiretti Rovigo, Silvio Parizzi. La vendita diretta, che consente alle aziende agricole di offrire direttamente i propri prodotti primari e trasformati negli spacci aziendali, nei mercati, durante fiere od eventi di promozione delle tipicità territoriali, è consentita su tutto il territorio nazionale in base alla cosiddetta Legge orientamento (Dlgs 228/2001). “Una normativa – spiega Parizzi – che Coldiretti ha voluto e sostenuto, partecipando anche alla stesura del testo. Negli ultimi tempi però, – continua Parizzi – un’interpretazione restrittiva del Mise, che ora lo stesso ministero ha dichiarato superata, dava intendere che doveva considerarsi vietata la vendita diretta su aree private, esterne all’azienda, anche se di queste l’imprenditore aveva la disponibilità, ad esempio in base ad un contratto. In sostanza – chiarisce il direttore di Coldiretti Rovigo – un agricoltore non poteva realizzare un punto vendita dei propri prodotti su un terreno che prendeva in affitto da un altro soggetto, in pieno contrasto con la libertà che lascia la Legge orientamento, che parla di vendita diretta possibile su tutto il territorio nazionale”.

Il chiarimento. Su questa tendenza interpretativa è ora intervenuto il ministero delle Politiche agricole che ha chiarito che non si può fare distinzione tra beni aziendali e beni esterni all’azienda, poiché tutti i beni (anche terreni), siano o meno in proprietà dell’imprenditore purché nella sua disponibilità, diventano aziendali quando l’imprenditore stesso li destina ad una propria attività imprenditoriale, come è la vendita diretta. Il ministero dello Sviluppo economico ha convenuto su questa interpretazione e l’ha comunicato anche all’Associazione nazionale dei comuni perché ne prenda atto. “Da ora in avanti – conclude Parizzi – non ci sono più limiti sui luoghi della vendita diretta, che può avvenire ovunque, fermo restando, ma è tutta un’altra questione, il rispetto della normativa igienico-sanitaria in materia”.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Rovigo

Piace sempre di più l’acquisto diretto dei prodotti agricoli

Gradita ai produttori e ai consumatori, la vendita diretta segna un + 53 per cento rispetto allo scorso anno nei mercati degli agricoltori e nei punti vendita aziendali visitati nel 2011 da 9,2 milioni di italiani.

Create nuove opportunità di lavoro. In pochi anni, secondo un’indagine di Coldiretti, sono nati in Italia 878 mercati degli agricoltori (cosiddetti Farmers market) dove sono coinvolti 20.800 produttori agricoli che hanno creato nuove opportunità di lavoro per 3.500 persone. Un risultato reso possibile grazie ai consumatori italiani che nel 2011 hanno fatto acquisti per 489 milioni di euro (+53 per cento rispetto all’anno precedente.

Cosa succeda a Verona. Nella provincia veronese la vendita diretta coinvolge circa 70 punti vendita aziendali nel circuito Punto di Campagna Amica della Coldiretti, 22 mercati a kilometro zero (7 in città) con oltre 100 aziende agricole coinvolte a rotazione a seconda della stagionalità. Il volume di affari si aggira intorno ai 2 milioni di euro per i punti vendita aziendali e 4 milioni di euro per i mercati a kilometro zero.  “Dato il successo delle nuove formule di vendita che di fatto tagliano le intermediazioni – spiega Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Verona – Impresa Verde formazione di Coldiretti Verona ha organizzato il primo corso di “tecnico superiore per la vendita diretta organizzataper preparare i giovani in un settore in cui Coldiretti crede fortemente per la valorizzazione del Made in Italy e del territorio. Il modello della vendita diretta, infatti, sta diventando un nuovo processo culturale per il territorio, i prodotti e le tradizioni con la riscoperta di valori non solo economici ma anche culturali di consumo”.

Addetto alla vendita in agriturismo, cantina e aziende agricole. Il corso rivolto a tredici giovani diplomati o laureati ha avuto l’obiettivo di valorizzare la filiera agricola e italiana tramite la preparazione di un profilo professione spendibile sul mercato del lavoro. Infatti, il tecnico superiore per la vendita diretta organizzata si colloca sulla filiera agroalimentare corta, vale a dire punti vendita di agriturismi, Cantine, aziende agricole e presso la rete di vendita dei Consorzi Agrari. Gli studenti, dopo aver svolto le ore formative in aula, hanno realizzato stage in aziende agricole. “L’esperienza sul campo  – precisa Gabriele Panziera, responsabile della formazione di Impresa Verde – ha consentito ai giovani di mettere in pratica quanto appreso dai docenti e sviluppare punti di vista interessanti e migliorativi per le aziende coinvolte. Siamo soddisfatti di questo primo corso di formazione e alcuni studenti hanno già contatti per l’inserimento lavorativo”.

Mercati agricoli, il chi è dell’acquirente tipo. Dall’osservatorio dei giovani studenti sono emerse indicazioni sui visitatori tipo dei mercati a kilometro zero. C’è il cliente minimamente competente che acquista prodotti “di moda” ed è facilmente influenzabile, il cliente esigente che vuole conoscere i particolari della coltivazione, il cliente attento al risparmio che mette in secondo piano la qualità e durata del prodotto, e infine il cliente timido che gira gira e fatica ad acquistare perché non esplicita i suoi dubbi. I prodotti più acquistati nei mercati degli agricoltori e nei punti vendita aziendali sono la verdura, la frutta, i formaggi, i salumi, il vino, il latte, le conserve di frutta, salumi e carni bovine, riso, miele, marmellate e olio extravergine di oliva.

(Fonte: Coldiretti Verona)