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Villa Nani coop, “Resilienza in campo”: all’incontro tecnico annuale presentato “Veneto grandi colture”, l’unione del cooperativismo agricolo di Rovigo, Verona e Vicenza

Sala gremita lo scorso 18 febbraio a “Le marachelle” di Badia Polesine (Rovigo), dove la cooperativa di servizi all’agricoltura, Villa Nani di Castelguglielmo ha organizzato il tradizionale incontro tecnico, quest’anno dal titolo: “Resilienza in campo, tecniche e strategie per difendere produzione e reddito agricolo”.

L’attesa e l’attenzione generale erano palpabili per un settore che sta arrancando tra cambiamenti climatici, cambiamenti dei mezzi tecnici, cambiamenti delle colture, cambiamento delle tecniche di lavorazione, nuove fitopatologie, necessità di nuovi investimenti. Serve resilienza. Ma il reddito agricolo ristagna e ha portato alla chiusura di molte aziende, che non hanno trovato il ricambio generazionale. Gli imprenditori agricoli cercano risposte.

Qui entra in gioco “Veneto grandi colture”, progetto di unione delle forze cooperativistiche agricole di tre province: Rovigo, Verona, Vicenza. La cooperativa Villa Nani, unica in Polesine, per bocca del presidente, Damiano Giacometti, ha dato l’annuncio dell’adesione. “Le grandi colture, come mais e barbabietola stano scomparendo – ha detto  Emilio Pellizzari, che cura il progetto, presidente del Coordinamento cerealicolo Veneto di Confcooperative – non si tratta più di parlare di prezzi, ma di che agricoltura faremo domani. I cambiamenti climatici hanno tolto i mesi di ghiaccio che pulivano i terreni, così ogni anno ci portiamo dietro insetti e infestanti dell’anno prima. Calano le produzioni. Non basta più lavorare insieme, dobbiamo unire le cooperative e insieme trovare delle soluzioni. Abbiamo fatto per primi in Veneto un contratto di rete per fare massa critica. Abbiamo bisogno di essere seguiti da qualcuno che ci aiuti a capire e usare le novità. Il progetto – ha concluso Pellizzari – sta lavorando sulla formazione di tecnici e agronomi e dei dipendenti delle cooperative. Abbiamo collaborazioni col Crea e con Veneto Agricoltura”.

Gli altri interventi hanno affrontato tematiche agronomiche. Marco Garutti Fmc Agro Italia, la multinazionale degli agrofarmaci, ha parlato di malattie fungine alle spighe del grano e di drammatica sempre maggior resistenza delle infestanti ai principi attivi commerciali. Paradossalmente, al di là dell’utilizzo di erbicidi in fase preventiva, la miglior lotta alla fitopatologie diventano le buone pratiche agronomiche quasi abbandonate (la rotazione, la pulizia dei letti di semina, la cura degli incolti). Ogni imprenditore agricolo dovrebbe conoscere la propria flora infestante e fare interventi mirati. Di iquesto ha parlato soprattutto Manuel Stona, titolare di Drone Power. I droni con sensori multispettrali possono costruire mappe dei singoli campi definite e precise, da cui dedurre lo stato della clorofilla, le carenze di azoto, il grado di incidenza della grandine, la maturazione dei frutti e tanto altro, rendendo possibile l’intervento chirurgico in campo e gli stessi trattamenti dall’alto, senza il calpestio del trattore. Isaia Beltrami di Pioneer Hi-Bred Italia, leader mondiale nella produzione e selezione di sementi, ha annunciato che nel 2026, centenario della fondazione e della commercializzazione del primo ibrido di mais, cambierà l’intero portfolio degli ibridi di mais. Il focus della ricerca genetica è tutto orientato alle piante resistenti agli stress idrici e alle alte temperature, in modo che non sviluppino funghi e conseguenti tossine.

Sul versante dell’approccio biosostenibile, Marta Delgado di Agriges, azienda italiana che produce biostimolanti e nutrienti, ha presentato concimi organici addizionati con alghe e microorganismi azotofissatori, che aiutano la pianta a sopportare l’attacco dei patogeni e gli stress idrici o l’asfissia radicale. Alessandro Contato e Sara Canato, tecnici di Villa Nani, hanno tracciato un programma di trattamenti standard per le colture del 2026. Un lungo pomeriggio ricco di informazioni e i partecipanti sono rimasti fino alla fine, che si è poi concluso con una cena conviviale con pubblico e relatori, tutti insieme.

Fonte testo e foto: servizio stampa Villa Nani