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21-23 marzo 2015, a Sarego (VI), VinNatur festeggia 12 anni di vino naturale

VF_Locandina_lowSabato 21, domenica 22 e lunedì 23 marzo 2015 andrà in scena per la dodicesima volta quella che è considerata la festa del vino naturale italiano, ovvero Villa Favorita, il salone che VinNatur – Associazione viticoltori naturali – organizza ogni anno come momento di incontro con tutti gli appassionati e i consumatori del vino ottenuto dalla viticoltura naturale.

145 saranno i soci VinNatur presenti. Una viticoltura che ha come primo obiettivo la produzione sostenibile e rispettosa del suolo, del microcosmo di ogni vigneto e della salute di chi pratica l’agricoltura, ma anche di chi ne consuma i frutti. Uno spettacolo accolto nello scenario unico della seicentesca villa la Favorita, opera di Francesco Muttoni, che svetta elegante sulla cima della collina di Monticello di Fara, a Sarego (VI). I soci espositori sono in arrivo da 17 regioni italiane e da 6 nazioni europee: Francia, Spagna, Austria, Slovenia, Portogallo, Repubblica Ceca. Gli orari di apertura saranno dalle 10 alle 18 per tutte le tre giornate. Il biglietto di ingresso del costo di 20,00 euro include catalogo e calice per le degustazioni. Come consuetudine i vini saranno non solo in assaggio ma anche in vendita, direttamente ai tavoli di chi li produce.

Pane sfornato al momento. Confermata la Tasting Room, sala degustazione riservata agli operatori del settore quali buyer, distributori e stampa accreditata, che tanto successo ha riscosso lo scorso anno. Uno spazio che permetterà di concentrarsi sugli assaggi professionali senza fretta nè confusione.  Come è tradizione una particolare attenzione sarà dedicata al lato gastronomico dell’evento. Non solo grazie agli artigiani di bontà tipiche che esporranno in degustazione e vendita le loro produzioni e al servizio ristorazione di alto livello, ma anche grazie al contributo di Esmach (www.esmach.com) che allestirà una panetteria operante in diretta, capace di sfornare a ciclo continuo pane fresco ottenuto da lievito madre, lo stesso che si troverà ai banchi d’assaggio per accompagnare le degustazioni dei vini. Bella novità nel servizio ristorazione che sarà curato dallo chef Cosimo Bicchierri e dallo staff del ristorante biologico ERBECEDARIO (www.erbecedarioristorante.it) di Badia Calavena (VR) sulle colline della Lessinia.

La natura nel bicchiere. Altra novità 2015 sarà il potenziamento del servizio navetta, da e per la Stazione Ferroviaria di Montebello Vicentino, per incentivare l’uso di mezzi alternativi all’auto, in linea con l’approccio sostenibile promosso da VinNatur. Un approccio che ha trovato una fresca e allegra interpretazione nell’immagine simbolo dell’edizione 2015. L’illustrazione, opera di Erica Bernardello, giovane studentessa di Casarza Ligure (GE), per la sua grande immediatezza comunicativa, ha vinto la sezione Villa Favorita del concorso on-line che quest’anno ha visto confrontarsi oltre 30 proposte di giovani talentuosi e creativi.

Fonte: VinNatur

Vino, in arrivo un’alternativa europea ai solfiti

Vino con grappoloSono stati compiuti concreti progressi nella ricerca di un’alternativa all’aggiunta di anidride solforosa (SO2) nei vini rossi e in altri alimenti, come la frutta secca. L’anidride solforosa, denominata sulle confezioni alimentari E220, è impiegata come conservante per la frutta secca e come agente antimicrobico e antiossidante nella vinificazione. Generalmente la maggior parte delle persone tollera una piccola quantità di SO2 ma ad alcuni la sostanza può provocare reazioni allergiche o mal di testa.

Il progetto tedesco. Grazie ad un progetto finanziato dall’Unione Europea, denominato “so2say”, attuato presso un centro tedesco di ricerca applicata, si ritiene di aver individuato un’associazione di due estratti che può essere utilizzata in alternativa. Entrambi questi estratti sono naturalmente presenti nel vino. Secondo il progetto si potrebbe ridurre la presenza di SO2 nel vino di oltre il 95%. Alcuni vini contenenti il nuovo additivo sono già stati assaggiati nel Regno Unito, in Spagna e in Germania e sono stati giudicati “buoni tanto quanto i vini di riferimento contenenti zolfo”. Un altro lotto di vino è stato imbottigliato nel maggio 2012 e sarà aperto entro questo mese dai nove membri del consorzio del progetto. Ulteriori test saranno eseguiti tra febbraio e aprile prossimi. In caso di esito positivo, la fattibilità tecnica del nuovo estratto sarà ritenuta “dimostrata” e si potranno avviare le relative procedure di autorizzazione.

La storia del progetto. Il progetto triennale “so2say” è iniziato nel giugno 2009 con una dotazione di bilancio totale di 4,1 milioni di euro, di cui 3 milioni finanziati dal 7° Programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico. I membri del progetto sono: ttz-Bremerhaven dell’Università di Bonn e Meyer Gemüse bearbeitung GmbH (Germania); Università di Wageningen e Frutarom Netherlands BV (Paesi Bassi); Campden Bri, organizzazione di ricerca in ambito alimentare (Regno Unito); Biurko Gorri, produttore di vino, Tecnalia, impresa di ricerca applicata e Ekolo Productos Ecológicos, produttore di prodotti alimentari biologici (Spagna).

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)

Tra le novità di Vinitaly 2012, il salone delle produzioni enologiche da agricoltura biologica e biodinamica

Si chiama Vivit – Vigne, Vignaioli, Terroir, il salone che Vinitaly dedica quest’anno per la prima volta ai vini naturali prodotti da agricoltura biologica e biodinamica. Lo spazio sarà allestito al 1° piano del Palaexpo, ingresso A. «Con questa iniziativa Vinitaly – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere coglie la richiesta che viene dal mercato di conoscere meglio i vini da agricoltura biologica e biodinamica. Il nostro approccio, già sperimentato con successo in varie edizioni, ultimo Sparkling Italy nel 2011, mira a dare evidenza a singoli segmenti produttivi con focus dedicati per mettere in contatto con efficacia offerta e domanda.»

Autocertificazione sui metodi di produzione per le aziende partecipanti. Il dibattito attorno ai vini da agricoltura biologica e biodinamica è in corso già da alcuni anni, perché le tecniche adottate non sono supportate, nella legislazione comunitaria, da regole a cui attenersi lungo tutto il processo di lavorazione. Per questo, dal punto di vista giuridico, si può parlare solo di “vino ottenuto da uve coltivate biologicamente”. Proprio per evitare fraintendimenti su quali vini saranno in esposizione, Vinitaly ha chiesto alle aziende partecipanti a ViVit di sottoscrivere un’autocertificazione molto restrittiva sui metodi di produzione applicati sia in vigneto che in cantina.

Un centinaio le aziende partecipanti. L’idea che il più grande appuntamento internazionale dedicato al vino, in programma a Verona dal 25 al 28 marzo 2012 apra a queste produzioni ha suscitato interesse tra i produttori e sono circa un centinaio le aziende, provenienti dai principali Paesi vitivinicoli, ad aver già aderito all’iniziativa. «Noi partecipanti a ViViT – afferma Elena Pantaleoni, dell’azienda biologica La Stoppa –  siamo vignaioli che hanno come obiettivo primario fare vini legati al territorio. Come dicono i francesi: vins de terroir. Spesso pratichiamo agricoltura biologica o biodinamica, ma non sempre siamo certificati. In cantina mettiamo in atto pratiche che non alterino le caratteristiche del territorio, ma anche dell’annata e del vitigno; cerchiamo con i nostri vini di esprimere l’unicità e la personalità propria di ogni zona vocata.»

Produrre con metodo biodinamico, cioè senza l’applicazione di metodi intensivi, lasciando al terreno la capacità di nutrire le piante senza alcun aiuto esterno «non è, di per sé, una garanzia assoluta di qualità – spiega Nicolas Joly, fondatore de La Renaissance des Appellations, l’associazione di vignaioli creata 2001 che conta circa 200 produttori di 14 Paesi, dei quali 34 in Italia -. Il risultato dipende dal luogo dove si coltiva, dal vitigno scelto, però quando si assaggia uno di questi vini si capisce la differenza perché si torna alla verità del gusto.»

Difficile avere dati precisi sulla viticoltura da agricoltura biodinamica, di territorio o naturali, anche se numerose sono le associazioni attive a livello sovranazionale con un numero di aderenti piccolo, ma significativo. Più monitorato il biologico: secondo il Sinab (Sistema informativo nazionale sull’agricoltura biologica) tra superfici già convertite e quelle in conversione, il biologico in Italia rappresentava nel 2009 poco più del 6% del totale vitato, pari a oltre 43.600 ettari. Le più coinvolte sono le regioni centro-meridionali, mentre tra le regioni grandi produttrici di vini solo la Toscana è interessata con una percentuale rilevante, pari al 10%.

(Fonte: Veronafiere)