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Apre oggi a Veronfiere fino al 10 aprile Vinitaly 2019, con Sol&Agrifood, Enolitech e Vinitaly Design

Vinitaly 2011, foto Veronafiere

Al via oggi, domenica 7 aprile, il Vinitaly più grande di sempre. Apre infatti a Veronafiere la 53ª edizione del Salone internazionale del vino e dei distillati con 4600 espositori da 35 nazioni su 100 mila metri quadrati netti espositivi. L’inaugurazione è in programma alle ore 10.30 (Auditorium Verdi, Palaexpo) e prevede, nell’ordine, la presentazione della ricerca “Mercato Italia: numeri e tendenze, gli italiani e il vino”, a cura di Denis Pantini e realizzata dall’Osservatorio Vinitaly Nomisma Wine Monitor. A seguire il talk show condotto da Bruno VespaIl futuro del vino, il Vinitaly del futuro”, con la partecipazione di Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere; Carlo Maria Ferro, presidente Italian Trade & Investment Agency; Angelo Gaja, Cantina Gaja; Matilde Poggi, Azienda agricola Le Fraghe; Riccardo Cotarella, enologo, Famiglia Cotarella.

Presenze istituzionali. Al termine del talk, sono previsti gli interventi di Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato della Repubblica italiana, Maurizio Danese, presidente di Veronafiere, Federico Sboarina, sindaco di Verona, Manuel Scalzotto, presidente della Provincia di Verona, Luca Zaia, presidente della Regione del Veneto, Phil Hogan, commissario europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale, Gian Marco Centinaio, ministro delle Politiche agricole alimentari forestali e del Turismo, Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro dell’Interno. Nel pomeriggio, (ore 15) è in programma anche la visita del presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte. Fra le presenze istituzionali europee, domani sarà in fiera anche il vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro.

Lunedì 8 aprile è atteso il vicepresidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio. Mentre nel pomeriggio di martedì 9 sarà presente il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. «Siamo consapevoli di possedere un brand legato al vino tra i più conosciuti al mondo. Per questo Vinitaly intercetta molte risorse tra i 100 milioni di euro di investimenti previsti dal piano industriale. Le direttrici di crescita che abbiamo individuato per la manifestazione sono tre: lancio di due nuove piattaforme permanenti di promozione in Asia e Stati Uniti, la rigenerazione del quartiere espositivo e il potenziamento dei servizi, tra cui quelli digitali», afferma il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese. «Anche quest’anno abbiamo lavorato per organizzare il miglior Vinitaly di sempre. Per questo tra i padiglioni troviamo sempre più innovazione, internazionalità, digitalizzazione. Tutto per affinare ulteriormente la manifestazione come il più efficace strumento di business per gli operatori del settore vitivinicolo e per essere la piattaforma della cultura del vino nel mondo che già oggi conta oltre 40 eventi annuali all’estero di Vinitaly International con la sua Academy e il salone Wine South America in Brasile», sottolinea il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani.

Contemporaneamente a Vinitaly si svolgono Enolitech, salone internazionale delle tecnologie applicate alla filiera del vino, dell’olio e della birra e Vinitaly Design, dove sono proposti tutti quei prodotti ed accessori che completano l’offerta legata alla promozione del vino e all’esperienza sensoriale.  In contemporanea si tiene anche Sol&Agrifood, rassegna internazionale dell’agroalimentare di qualità. Sol&Agrifood sarà inaugurata ufficialmente lunedì 8 aprile alle ore 10.30 dal sottosegretario del Mipaaft, Alessandra Pesce, dopo il talk “Conquistare il consumatore. L’esperienza femminile nel mondo dell’eccellenza agroalimentare italiana” nel quale sarà presentato lo studio Sol&Agrifood-Nomisma sul “profilo del consumatore italiano di prodotti di qualità”.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

Il vino a Vinitaly 2019 ha i colori del mondo: dal 7 al 10 aprile memorabili assaggi al salone internazionale dei vini e distillati. E dal 5 all’8 aprile, appuntamento con Vinitaly & the City.

Business ma anche irripetibile occasione di degustare, guidati da esperti internazionali, vini che hanno fatto, stanno facendo o faranno la storia dell’enologia mondiale. Il confronto tra vini, territori, annate consente agli operatori della filiera, dai produttori ai buyer che devono guidare le tendenze di consumo, di migliorare le proprie competenze degustative, innalzando la percezione della qualità. Vinitaly è anche questo, e il giro del mondo nel bicchiere della 53a annata della rassegna, in programma a Verona Fiere dal 7 al 10 aprile 2019, è un nuovo imperdibile viaggio.

Degustazioni top. Ogni edizione è come una nuova annata, che porta in dote straordinarie occasioni per assaggiare etichette di ogni provenienza e partecipare a orizzontali e verticali che lasciano il segno. E anche nel 2019 la rassegna non si smentisce e offre, nelle sue numerose sale degustazioni, circa 90 tasting (riferendosi solo all’elenco ufficiale di Vinitaly) che danno l’opportunità di conoscere o approfondire vini di tutti i continenti, delle maggiori aree di produzione o di quelle di nicchia, così come di molti distillati e liquori. Buyer, sommelier, enologi, tecnici, giornalisti, operatori del settore possono così spaziare dal consolidato appuntamento con i Tre Bicchieri del Gambero Rosso con un “gran tour” ideale attraverso i vini selezionati in tutta Italia, alla degustazione guidata da Ian D’Agata in collaborazione con l’Associazione Le Donne del Vino che presenta i “I vini rivoluzionari delle giovani donne del vino”. Un altro evento da non perdere è quello con Riccardo Cotarella, che presenta “7 Vini che hanno fatto grandi i loro territori”, una degustazione mirata a spiegare caratteristiche organolettiche e storia di sette vini importanti. Novità assoluta del calendario di Vinitaly sono le masterclass organizzate in collaborazione con l’Associazione Vi.Te e dedicate ai vini artigianali. I cosmopoliti del gusto possono segnare in agenda anche i Tasting ex… press, viaggio tra i migliori territori di produzione realizzato da Vinitaly in collaborazione con le più importanti riviste enologiche internazionali, che quest’anno ha tra i focus di rilievo la Francia e la Slovenia.

Degustazioni nel padiglione International_Wine. L’internazionalità è un aspetto che Vinitaly segue con particolare attenzione anche dal punto espositivo – lo scorso anno gli espositori esteri provenivano da 35 Paesi – e l’International_Wine registra anche nel 2019 un significativo aumento di aziende francesi, il raddoppio di quelle dalla Spagna, la conferma dell’Australia, l’incremento delle presenze dall’Ungheria, la new entry della Croazia con una collettiva istituzionale e il raddoppio delle sale di degustazioni dedicate. Un format che abbinando la presenza espositiva con le iniziative di assaggio dà l’occasione di conoscere, ad esempio, oltre ai vini australiani, spagnoli, francesi, croati e ungheresi, anche i distillati tipici di altre culture come Pisco peruviano, il Rum della Repubblica Dominicana, la Vodka russa, la Tequila messicana o il Sake giapponese.

Vinitaly and the City dal 5 all’8 aprile. Il fuori salone del vino è un appuntamento fisso dell’agenda dei wine lover. Quattro giorni di degustazioni dei migliori vini italiani e internazionali in abbinamento a specialità street food gourmet. Vino, cultura, incontri e spettacolo per un’esperienza unica nelle piazze e nei luoghi più suggestivi di Verona – tra i quali Piazze dei Signori, Cortile Mercato Vecchio, Piazza San Zeno, l’Arsenale, Palazzo Carli –, una delle poche città al mondo ad avere il proprio centro storico interamente dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Vinitaly & the City, che coinvolge anche alcuni luoghi suggestivi della provincia veronese (Bardolino, Valeggio sul Mincio e Soave), diventa sempre più una grande opportunità per far incontrare i giovani wine lover e farli crescere come consumatori consapevoli.

Fonte: Servizio stampa Verona Fiere

 

Indagine Vinitaly/Wine Monitor: Italia a distanze siderali dai mercati del futuro (più Est e meno Europa). Tra le tendenze che ci favoriscono, però, la passione per le bollicine.

Dalla bottiglia al centro della tavola a bene voluttuario, da abitudine a strumento di costume, da bevanda storica del Vecchio Continente a simbolo globale del lifestyle, che crescerà ulteriormente ma in gran parte fuori da dove è nato. Il vino nel mondo è cambiato e lo farà ancora di più nel prossimo quinquennio. Una second life del principale asset del nostro export agroalimentare (quasi 6 miliardi di euro il valore esportato nel 2017) che i produttori dovranno coltivare in vigna ma anche sui mercati, nel marketing, nelle praterie digitali. È lo scenario articolato dall’outlook “Il futuro dei mercati, i mercati del futuro” effettuato da Vinitaly, in programma a Veronafiere dal 15 al 18 aprile 2018, e Nomisma Wine Monitor.

Quale sarà il Paese produttore di vino che “darà le carte” in un mercato che per le sole cantine vale circa 31 miliardi di euro l’anno di export. In questo contesto anche il peso dei Paesi buyer cambierà inesorabilmente, con la geografia dei consumi concentrata sempre più oltre i confini europei. Con Cina e Russia, seguite dagli Stati Uniti, che da Est sono pronte far lievitare gli ordini (anche italiani), complice l’escalation del Pil procapite che nel Paese del Dragone è atteso in crescita addirittura del 10,6 per cento.

Per l’Italia, luci e ombre. Il quadro che ne è emerso dallo studio è in parte confortante e allo stesso tempo allarmante per l’Italia. Da un lato infatti c’è la locomotiva-vino del Belpaese che si è fatta sempre più strada negli ultimi 10 anni, con una crescita tendenziale in valore (+69%) doppia rispetto a quella francese e con 16 Paesi dove il tricolore è market leader (ma la Francia ne ha 29); dall’altra invece c’è una lontananza siderale dai mercati del futuro, quel Sud del mondo (più la Cina) in cui il nostro share di vendite non raggiunge mai – o quasi – la doppia cifra. “Motivi strutturali, geopolitici, ma anche di marketing e commerciali – ha spiegato il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese –, siamo ancora troppo poco organizzati e decisivi nel posizionamento di un prodotto il cui vero discriminante sarà sempre più quello del prezzo e non del volume, che non è certo illimitato. Oggi per sopperire al nanismo delle nostre imprese e per penetrare nei mercati più lontani da noi sul piano delle affinità culturali serve un brand ombrello e una struttura qualificata in grado di accompagnare nel mondo non le singole aziende ma tutto il made in Italy enologico con modalità aggregative”.

Necessaria promozione di sistema. Per il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani: “Dobbiamo essere in grado di cavalcare alcune tendenze che ci favoriscono, come quella sparkling dei consumi mondiali, che è stata l’arma vincente degli ultimi anni, con una crescita nel decennio del 240% a fronte di una media mondiale sul segmento ferma a +50%. Con Vinitaly lavoreremo sempre di più fuori dai confini nazionali, anche in stretta collaborazione con ICE-Agenzia, perché siamo e restiamo convinti che solo attraverso un progetto di promozione di sistema oggi sia possibile per il vino italiano crescere in valore”.

Il futuro dell’ecosistema-vino italiano: le previsioni di export al 2022. Stazionari la Germania e il Regno Unito, dove incidono negativamente età media e Brexit; in leggera crescita il Giappone, grazie all’imminente accordo di libero scambio; in ulteriore incremento nell’ordine Cina, Russia e Stati Uniti, veri player della crescita dei consumi grazie a fattori congiunturali considerati decisivi: aumento dell’upper class (fino al 25% della popolazione in Russia), tasso di urbanizzazione (arriverà al 63% in Cina) e Pil pro-capite in forte aumento. L’ecosistema-vino dei prossimi 5 anni, indagato dallo studio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, restituisce un quadro positivo dei trend delle vendite a valore, anche se con meno impennate rispetto al recente passato in 6 mercati top del mondo (64% dell’intero valore dell’export italiano).

Tendenze di consumo. Per il responsabile di Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini “Accanto alla «premiumization» si prevede l’accentuarsi di tendenze di fondo legate ai consumi di vino, come la forte crescita dei consumi di sparkling e sempre più legati a modalità di consumi in linea con i cambiamenti sociodemografici, che confermano l’aumento del consumo di vino conviviale da parte di giovani. Un’altra variabile – ha concluso Pantini – è data dagli accordi di libero scambio, che sin qui stanno avvantaggiando notevolmente Australia e Cile, specie in Cina, Giappone e Sud America”. Per l’Italia, che presenta variazioni  complessivamente in linea con la domanda generale di vino, il forecast a 5 anni presenta una media di crescita in valore dello 0,5% annuo in Germania e dell’1% nel Regno Unito (valori leggermente inferiori al mercato). Va meglio in Giappone, dove il trend delle vendite dovrebbe crescere nell’ordine del 2% l’anno e ancora di più nel principale mercato per il vino italiano, gli Usa, con variazioni previste attorno al 4,5% annuo e un incremento medio ipotizzato da qui al 2022 del 22,5%. Infine i 2 mercati top a maggior tasso di crescita, con la Russia che dopo la crisi del Rublo ha ripreso a volare (+27,5%) e la Cina, su cui si ipotizza un incremento nell’ordine del 38,5%..

Realizzazione dello studio. L’analisi previsionale (forecast) di Nomisma Wine Monitor su consumi ed import di vino nel prossimo quinquennio è stata realizzata attraverso l’implementazione di un modello complesso che comprende dati e informazioni qualitative (consumer insight e stakeholder consultation) e quantitative (variabili economiche e socio-demografiche) derivanti da fonti statistiche (pubbliche e private) e literature review.

Fonte: Servizio stampa Verona Fiere

13-16 aprile 2018, i sapori e le tradizioni italiane in scena nel centro storico di Verona con Vinitaly and the City

L’appuntamento per tutti i wine lowers per degustare e scoprire il centro storico di Verona è dal 13 al 16 aprile 2018 con Vinitaly and The City, il fuori salone ufficiale di Vinitaly: quattro giorni alla scoperta dei sapori e delle tradizioni delle regioni d’Italia con musica, arte, spettacoli e degustazioni enogastronomiche attraverso le strade e le piazze più belle della città scaligera. Un percorso immersivo e culturale che si sviluppa nei luoghi più suggestivi della città, sulle tracce delle tradizioni enogastronomiche del Bel Paese. Tutti i visitatori, con uno speciale passaporto alla mano, cadeau dell’evento, tappa dopo tappa, potranno avere alla fine la “compostella” del viaggio di Vinitaly and The City e ricevere in regalo il braccialetto ufficiale dell’evento firmato Cruciani.

L’Italia si racconta a Verona. Il percorso ha una partenza frizzante, con Sparkling and Arts all’Arco dei Gavi in cui lo champagne Maxime Blin, in collaborazione con gli chef Italo Bassi e lo chef Marco Mainardi, propone un’esperienza degustativa nella quale lo champagne incontra la cucina gourmet nella veste dello street food. Ad accompagnare le note frizzanti di champagne & street food gourmet, le note dello swing degli Sweet Peanuts Swing Quartet, il soul con la voce di Silvia Fortes, le sonorità vintage di Jazzica Rabbit e il beat dei Gengi Ska.

Il percorso prosegue lungo le Regaste San Zeno, con Shakespeare and Wine a cura di Casa Shakespeare: un tour teatrale con attori, musicisti e guide turistiche, alla scoperta di angoli e legami nascosti di Verona, per ritrovare le tracce delle opere che il Bardo ambientò in Veneto. Da Amleto a Giulietta e Romeo, dal Mercante di Venezia alla Bisbetica Domata e Otello, per arrivare fino a piazza San Zeno, tutta a ritmo Folk & Wine con i sapori e i suoni dell’Emilia – Romagna, ospiterà la tradizionale Orchestra Casadei, i Modena City Ramblers e i Ridillo insieme a degustazioni di vini e piatti della miglior cucina romagnola ed emiliana.

Si prosegue fino alla Fontana dell’Arsenale dove si respirerà l’atmosfera della Sicilia: dalle degustazioni di vini e cibi tipici all’ascolto di un quartetto d’archi che porterà a Verona le sonorità sicule e alla vista di performance ispirate agli elementi dell’acqua, aria e fuoco. La piazza, con un allestimento particolarissimo su passerella in mezzo all’acqua, simbolo dell’isola, ospiterà inoltre una copia della statua del Satiro Danzante di Mazara del Vallo.

Il percorso prosegue su Lungadige San Giorgio, dove prenderà vita l’atmosfera festosa di Napoli e della Campania: un’esplosione di gusto con i prodotti tipici partenopei tra cui la pasta di Gragnano servita con pomodorini del piennolo, San Marzano e legumi tipici e la pizza fritta napoletana, il tutto condito dalle sonorità della tradizione popolare napoletana con, tra gli spettacoli, uno speciale tributo a Pino Daniele.

Attraversando Ponte Pietra, il visitatore proseguirà il suo itinerario fino a piazza delle Erbe per vivere l’esperienza della degustazione in alta quota, in cima alla Torre dei Lamberti: un esclusivo punto mescita a cura di Consorzio DOC delle Venezie Pinot grigio, a più di 80 metri d’altezza! Per i visitatori di Vinitaly and The city, muniti di carnet degustazione, l’ingresso al monumento sarà gratuito.

Penultima tappa del percorso, Cortile Mercato Vecchio, con la rassegna Sorsi D’Autore, organizzata in collaborazione con Fondazione Aida, un’occasione di imperdibile con i migliori autori del panorama editoriale italiano e i vini più pregiati con grandi ospiti: lo chef Marco Bianchi moderato da Federica Augusta Rossi, Oscar Farinetti e Andrea Segrè, moderati da Luca Telese e Gianmarco Tognazzi moderato da Cinzia Tani.

Ultima tappa del percorso, Piazza dei Signori, cuore pulsante della città di Verona, dedicata alla grande tradizione del Veneto con degustazioni di cibo e vino e poi la musica, l’arte e lo spettacolo tutto made in Veneto. Presentatrice di tutte le serate i Piazza dei Signori e madrina della Regione la speaker radiofonica, Francesca Cheyenne. Sempre in Piazza dei Signori nella Loggia di Frà Giocondo prenderà vita per la prima volta a Verona la Digital Room: uno spazio innovativo che unirà reale e virtuale, punto di incontro di guest, influencer e blogger, tra cui “l’uomo senza tonno” Marco Giarratana, moderato dalla giornalista ed esperta di comunicazione digitale Tiziana Cavallo, oltre che sede di talk, incontri ed appuntamenti in abbinamento al vino veneto Doc. All’interno della digital room ci saranno due rassegne speciali: Lettere DiVino organizzata in collaborazione con la Libreria Gulliver – Libri per Viaggiare dedicata ad autori e scrittori che hanno saputo raccontare nei modi più innovativi e creativi storie che legano in un fil rouge vino, cibo, cultura e itinerari di riscoperta di tradizioni e luoghi; GoTo Science, format ideato dall’Università di Verona, per la prima volta a Vinitaly and the City, che porta la ricerca fuori dalle aule universitarie per raccontarla davanti a un bicchiere di vino: docenti e ricercatori di tutte le aree di ricerca dell’Ateneo veronese – dalla medicina alle scienze umane, dall’economia alla biotecnologia – presenteranno al pubblico i loro studi sul complesso universo del vino, facendone scoprire i molteplici aspetti.

E poi gli speciali: la Mezzaluna del Vino, la discesa dell’Adige a bordo di un gommone da rafting condotto da una guida turistica esperta, in collaborazione con Adige Rafting e Canoa Club Verona. Si parte dal ponte di Castelvecchio (lato fontana dell’Arsenale) per poi fare tappa in Lungadige Sangiorgio e per terminare l’esperienza presso l’Antica Dogana fluviale – il tutto accompagnato dalle degustazioni di Vinitaly and the City.

14 Masterclass: degustazioni di vino guidate da sommelier professionisti all’interno della suggestiva Loggia Antica in Piazza dei Signori. Grande spazio avranno i vini del Veronese, frutto della selezione dei Top wine della Camera di Commercio che ogni giorno porterà alla ribalta le migliori espressioni della Valpolicella come dei vini del Garda, passando per il Soave. Poi le grandi degustazioni di sabato con le Bollicine di montagna e i Pinot nero dell’Alto Adige, fino a sera dove saranno protagonisti i Grandi Rossi italiani raccontati dal giornalista Paolo Massobrio. Domenica continua la panoramica sui migliori vini in commercio nella catena Eurospin, per chiudere con la degustazione dei grandi bianchi d’Italia col giornalista Marco Gatti. Degustazioni anche lunedi sera, con un gran finale al vino rosso.

Sabato 14, La Notte Viola, appuntamento, realizzato in collaborazione con la Confcommercio di Verona, che proporrà un prolungamento dell’apertura dei negozi fino alle 24:00, con iniziative speciali dedicate in store. Inoltre, un’iniziativa speciale in collaborazione con AMT e ATV, sarà la fornitura di una navetta gratuita che circuiterà lungo le strade collaterali al percorso dell’evento, per offrire al pubblico in possesso del carnet di Vinitaly and The City di potersi spostare facilmente dai principali parcheggi della città targati “AMT”, fino alle tappe sede degli eventi e da una tappa all’altra. In concomitanza, Vinitaly and the City, allarga ancora di più il suo raggio d’azione e arriva a Bardolino, dove si ripete il grande successo dell’edizione 2017, e poi a Soave e Valeggio sul Mincio per accendere davvero tutto il territorio veronese.

L’evento è organizzato da Veronafiere Spa e Vinitaly, in collaborazione con Studioventisette, con la coorganizzazione del Comune di Verona, con il patrocinio della Provincia di Verona e dell’Università di Verona. Media partner ufficiale dell’evento è l’emittente radiofonica RTL 102.5.

Fonte: Servizio Stampa Veronafiere

11 aprile 2017, i soci Argav in visita a Vinitaly

Vinitaly 2011, foto Veronafiere

Come è oramai consuetudine, in occasione di Vinitaly Argav coordina delle visite per i soci, che quest’anno si ritroveranno a Verona Fiere martedì 11 aprile tra le 9.30/10 nella sala antistante l’accredito stampa fieristico.

Gli incontri. Il primo incontro sarà con Alfredo Albertini, direttore della Cantina Trento (Pad 3 stand E2), che ci presenterà lo spumante Zell Trento Doc rosè ed il vino Santacolomba. Alle ore 11.30, nel salone principale dello stand di Confagricoltura (Pad. D – Stand E2-E3), parteciperemo alla tavola rotonda: “La nuova frontiera del vino: la sostenibilità a 360°”; interverranno: Andrea Scanzi, giornalista “Il Fatto quotidiano”; Lodovico Giustiniani, presidente Confagricoltura Veneto; Marco Caprai, presidente Confagricoltura Umbria; Giuseppe Pan, Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca Regione Veneto; Christian Marchesini, presidente Consorzio Valpolicella; Innocente Nardi, presidente Consorzio Conegliano Valdobbiadene Docg; Diego Tomasi, Direttore Centro di ricerca per la viticoltura di Conegliano. A seguire “I Grandi rossi”, degustazione a cura di Andrea Soffiati, sommelier AIS Veneto e Bruno Rivella, enologo e già presidente Onav. Nel primo pomeriggio ci incontreremo con l’esperto e giornalista, Giampietro Comolli, per la presentazione del nuovo magazine Bubble’s, dedicato alle “bollicine” ed al buon vivere italiano.

Le aziende di Confagricoltura presenti al Vinitaly rappresentano quasi il 50 % degli espositori. Ne dà notizia in una nota stampa il socio Edoardo Comiotto, che recita: “Per il neoeletto membro di Giunta di Confagricoltura nazionale Giordano Emo Capodilista, imprenditore agricolo e viticoltore veneto: “Il Vinitaly è una kermesse molto importante per tutti i produttori vitivinicoli italiani. Stante il momento particolarmente delicato del contesto internazionale segnato dalla Brexit e dai  segnali di protezionismo che giungono dagli Stati Uniti, ci auguriamo, come sembra confermato dalle prenotazioni e dai contatti, un’ampia e numerosa presenza degli operatori esteri. Confagricoltura è impegnata da sempre per un mercato aperto, competitivo, dove le nostre aziende possano giocare a livello internazionale con gli altri competitors a parità di costi e non penalizzati dall’eccessiva burocrazia italiana. Per essere competitori sul mercato dobbiamo essere sì bravi produttori, e questo la stragrande maggioranza di noi lo è già, ma dobbiamo avere anche un “sistema Italia” che funzioni e che metta gli operatori in grado di svolgere al meglio il proprio lavoro. Bisogna eliminare quei passaggi e quei vincoli burocratici che posso essere esclusi. Il Testo Unico sul vino è un provvedimento molto importante, aspettiamo che i decreti attuativi siano varati e che il Governo italiano porti finalmente a una semplificazione di tutto il sistema. Ad esempio per capire come si sprechino risorse: i colleghi francesi hanno due enti di controllo mentre noi ne abbiamo dieci con i quali ci dobbiamo rapportare fornendo più volte gli stessi dati”.

 

 

Vinitaly 2017. Ad Enolitech è tempo di cantine “intelligenti”, mentre Veneto Agricoltura propone la degustazione “Piwi”, ovvero dei vitigni resistenti.

In contemporanea con Vinitaly e Sol&Agrifood, dal 9 al 12 aprile si tiene a Verona Fiere anche Enolitech, che festeggia quest’anno la ventesima edizione.

Tra le proposte più innovative, soluzioni su misura e chiavi in mano per cantine 4.0, pensate come avveniristiche sale di comando che mettono in connessione macchine, persone e impianti per ottimizzare i processi produttivi e migliorare l’efficienza e la redditività delle imprese. Contestualmente aumentano di numero i software gestionali sempre più specializzati.

Anche il packaging si evolve e assume sempre maggiore importanza. Realizzato con materiali riciclabili, adeguato a proteggere la qualità dei prodotti durante il trasporto, è facilmente movimentabile e si adatta a una logistica world wide in grado di accontentare le esigenze di piccole a grandi aziende. A monte della filiera, per il vigneto e l’oliveto ci sono i concimi biologici, mentre ogni attività dell’azienda agricola è sempre più ecocompatibile, grazie al recupero di tutti gli scarti di lavorazione, dai residui di potatura alla carta siliconata delle etichette applicate alle bottiglie.

In esposizione. In crescita l’offerta di resine e di pavimenti industriali, con aziende leader che dal settore industriale alimentare si rivolgono con crescente interesse ai produttori di vino e olio di oliva. Tra le tecnologie e i mezzi tecnici, grande spazio alle imbottigliatrici, ai tappi, di sughero, di vetro o sintetici, e alle bottiglie, anche di design, pronte per la sublimazione, con apparecchiature per realizzarla direttamente in azienda così da personalizzare il packaging dei propri prodotti. L’importanza dell’immagine è confermata dalla presenza di un gran numero di aziende specializzate nella realizzazione di etichette, con soluzioni non solo belle, ma capaci al tempo stesso di decorare una bottiglia, di informare e tutelare il consumatore e di promuovere il prodotto. Per gli operatori del canale horeca, a Enolitech ci sono gli strumenti del mestiere, con l’offerta di oggetti e arredi professionali, ma dal design sempre più raffinato, come vetrine climatizzate per vini, salumi e formaggi, bicchieri soffiati e in polimero, cavatappi e secchielli. Entrate massicciamente in Sol&Agrifood, il Salone Internazionale dell’agroalimentare di qualità che si svolge in contemporanea con Enolitech e Vinitaly, negli ultimi anni, le birre artigianali stanno riscuotendo anche l’interesse dei fornitori delle tecnologie di birrificazione, sempre più numerosi all’appuntamento veronese.

Piwi, ovvero i vitigni resistenti. “Piwi”, sta per pilzwiderstandfähig, ovvero i vitigni resistenti ai funghi. L’11 Aprile alle 11:30, nello stand della Regione Veneto a Vinitaly (Pad. 4 – Stand D4), Veneto Agricoltura, l’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario, presenterà i primi risultati di un’interessante attività in corso orientata alla riduzione dell’utilizzo dei fitofarmaci in viticoltura  (seguita da degustazione guidata). Si tratta di una attività sperimentale, avviata per individuare soluzioni ad un problema serio per i viticoltori, specie di fronte agli evidenti mutamenti climatici in atto, ed agli orientamenti che sta assumendo il consumatore rivolti sempre più verso prodotti frutto di un’agricoltura sostenibile e a bassa immissione di input. Le prime selezioni di vitigni Piwi datano tra il 1880 e il 1935 e hanno fornito vitigni dalle uve di qualità non sempre ottimale, cosa che ha sicuramente danneggiato l’immagine della varietà resistente come uva da vino. Da allora molti passi in avanti sono stati fatti sino a rendere il risultato difficilmente distinguibile dai vini ottenuti dai vitigni tradizionali. Germania, Austria e Svizzera sono tra i Paesi più attivi nella loro selezione, valutazione e coltivazione. Nel Veneto l’introduzione alla coltura di alcuni di questi vitigni resistenti è avvenuta nel 2014 e sono soggetti alla limitazione di cui all’art. 8, comma 6, del D.lgs n.61/2010, ovvero le uve raccolte non possono essere destinate alla produzione di vini DOC e DOCG. Verranno proposte in assaggio le varietà: – (a bacca bianca) Bronner, Sauvigneir Gris, Muscaris, Solaris; – (nera) Cabernet Cortis. La selezione delle piante resistenti attuata dai tecnici dell’agenzia regionale segue uno schema abbastanza semplice: si fanno gli incroci, si ottengono le piantine da seme, le si mettono alla miglior esposizione al fungo e si selezionano solo le piantine resistenti che verranno poi valutate dal punto di vista enologico. Oggi è possibile integrare questa selezione con quella assistita da marcatori che, su piante piccole, possono o meno, evidenziare i genotipi con i geni della resistenza. Il processo è però molto lungo, infatti il “Regent” (una delle prime selezioni resistenti messe in commercio) per essere selezionato, impiantato, moltiplicato e registrato ha richiesto un iter di quasi quaranta anni: infatti la sperimentazione è partita nel 1967 ed è stato iscritto a registro nel 2001. La ricerca e sperimentazione in Italia vede particolarmente attive, assieme a Veneto Agricoltura, la  Fondazione Edmund Mach – Istituto Agrario San Michele all’Adige, l’Università di Udine, Innovitis (Istituto privato con sede a Bolzano) e il CRA-Vit di Conegliano (TV), che ha iniziato un lavoro di selezione per produrre vitigni resistenti a partire dalla Glera e dal Raboso Piave.

Fonte: Servizio stampa Verona Fiere/Veneto Agricoltura

 

Cambiamenti climatici: la qualità in vigneto si può preservare, se ne parla l’11 aprile a Vinitaly 2017

Il cambiamento climatico degli ultimi 30 anni ha provocato anche alcuni effetti positivi sulla qualità del vino, ma l’incremento stimato di 1,5-2,5 °C nella temperatura media annuale può indurre un anticipo nelle fasi fenologiche della vite di circa 6-22 giorni. Per mitigare questi effetti verranno in aiuto le tecniche di miglioramento genetico e gli interventi di tecnica colturale. Per approfondire il problema e verificare le possibili soluzioni, in occasione di Vinitaly 2017 L’Informatore Agrario organizza martedì 11 aprile dalle ore 9.30 alle ore 14 il convegno “Cambiamenti climatici: la qualità in vigneto si può preservare“.
A seguire la degustazioneAnnate, altitudini e portinnesti a confronto” realizzata in collaborazione con il Il Soave (Consorzio Tutela). Iscrizioni al convegno e alla degustazione –> https://goo.gl/kc4hjw

Fonte: L’Informatore Agrario

Verso Vinitaly 2017: nella GDO crescono le vendite di vini Doc e spumanti

Crescita significativa delle vendite delle bottiglie di vino a denominazione d’origine e degli spumanti; il vino biologico prosegue il suo percorso di uscita dalla nicchia di mercato; flessione dei vini nel brik di cartone e in tutti quei formati che non siano la bottiglia da 75cl. Queste le anticipazioni della ricerca sull’andamento del mercato del vino nella Grande distribuzione nel 2016 svolta dall’istituto di ricerca IRI che sarà presentata a Vinitaly 2017 (a Verona 9/12 aprile).

Vini Doc. Quello della Grande distribuzione si conferma il canale di vendita di gran lunga più grande nel mercato del vino con 505 milioni di litri venduti nel 2016 per un valore di un miliardo e mezzo di euro. In un anno di sensibile contrazione dei consumi familiari, il mercato italiano del vino gode di una relativamente buona salute, come testimoniato anche dalle vendite nei supermercati. I vini a denominazione d’origine (in bottiglia da 0,75lt) aumentano del 2,7% in volume (e del 4,4% in valore) con 224 milioni di litri venduti, proseguendo nel trend già promettente del 2015 (+1,9%). Per il secondo anno consecutivo le vendite in promozioni rimangono statiche ed i prezzi medi sono in risalita.

Spumanti. Va sottolineato il successo degli spumanti che fanno segnare nel 2016 una crescita di oltre il 7% con 54 milioni di litri venduti, bissando l’ottimo risultato del 2015. “La crescita degli spumanti riflette una destagionalizzazione delle vendite di bollicine conseguenza di un crescente uso nel consumo quotidiano – fa notare Virgilio Romano, Business Insight Director di IRI – Tale aspetto ci permette di dedurre che lo spumante attira nuovi consumatori e potrebbe rappresentare una tendenza di rottura nelle tradizionali abitudini del bere italiano”.

I vini biologici fanno registrare una crescita a due cifre impressionante per un mercato ancora giovane, soprattutto nella Grande distribuzione: +25,7% in volume con 2 milioni e mezzo di litri venduti.

Ripresa del mercato interno. “I primi dati sul mercato del vino nella Grande Distribuzione confermano la ripresa del mercato interno del vino in Italia, – ha commentato Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere I consumatori cercano sugli scaffali sempre più il vino di qualità, con un conseguente aumento dei prezzi medi. E’ un processo che è sempre stato sostenuto da Vinitaly che da 13 anni organizza e promuove l’incontro tra cantine e Grande distribuzione in convegni e incontri B2B”.

I prezzi. Nonostante la leva delle promozioni, che tuttavia si mantiene ferma al 50% da due anni, i valori del vino venduto continuano a salire: le bottiglie a denominazione di 75cl hanno un prezzo medio di poco inferiore ai 5 euro (4,81 euro al litro). Ancora un anno negativo per le vendite del vino in brik (- 2,5%) ed un crollo per tutti gli altri formati: – 8,6% per il vino confezionato da 0,76 a 2 litri e – 9,7% per formati diversi da questi (tutti dati in volume). Questi dati condizionano il dato complessivo del vino confezionato, che è di -1% a volume e + 1,1% a valore. Tra i formati differenti dalla bottiglia di 75cl si afferma soltanto il Bag in Box con 12 milioni di litri venduti ed una crescita dell’11,7% in volume.

Sul podio dei vini più venduti d’Italia si piazzano i tre inattaccabili campioni, nell’ordine: Lambrusco, Chianti, Montepulciano d’Abruzzo. Si fanno notare le performance del Nero d’Avola (Sicilia), Vermentino (Sardegna), Muller Thurgau e Gutturnio (Lombardia) (che crescono in percentuale più del 4%). Tra i vini “emergenti”, cioè con una maggiore progressione di vendita a volume salgono sul podio, nell’ordine: Ribolla Gialla (Friuli Venezia Giulia), Passerina (Marche), Valpolicella Ripasso (Veneto). Si conferma la crescita del Pignoletto (Emilia), del Pecorino (Marche/Abbruzzo) e della Passerina (Marche), mentre rientrano in classifica il Grillo (Sicilia) e il Cannonau (Sardegna). Va segnalata la crescita dell’8,2% in volume del Chianti Docg, quindi il top delle denominazioni, che vende quasi 10 milioni di litri per un valore di oltre 45 milioni di euro.

Fonte: Servizio stampa Verona Fiere

 

A Verona, focus sul mercato tedesco nell’edizione 2016 di Wine2Wine (6-7/12)

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Hermann Pilz, direttore di Weinwirtschaft

Guarda con attenzione alla Germania e alle sue potenzialità di mercato la prossima edizione di wine2wine, in calendario alla fiera di Verona il 6 e il 7 dicembre prossimi. Il Forum sul business del vino, ideato e organizzato da Veronafiere-Vinitaly, in collaborazione con Unione Italiana Vini, Federvini e Ice–Agenzia, che ha aperto le iscrizioni dal 15 luglio, analizza anche le potenzialità dello storytelling e le dinamiche di esportazione nei Paesi soggetti a monopolio come la Svezia.

Tra i top speaker dell’edizione 2016 hanno già confermato la loro presenza Hermann Pilz, Jonas Rojerman e Felicity Carter. Ad aprire la sessione plenaria, che detta il focus dell’intera edizione, Hermann Pilz, direttore di Weinwirtschaft – una tra le più affidabili e riconosciute riviste tedesche per gli operatori di settore –, chiamato a fare il punto sul secondo mercato per l’export delle cantine italiane. Nel 2015, la Germania ha importato infatti 5,5 milioni di ettolitri per un controvalore superiore a 960 mila euro (Fonte UIV-ISMEA).

Una delle novità 2016, di cui si sta perfezionando il programma, il Fake Tender dedicato al mercato svedese dove vige il monopolio di Stato. Jonas Rojerman, capo del controllo qualità di Systembolaget, azienda pubblica che detiene in Svezia il monopolio della vendita di bevande con gradazione alcolica superiore a 3,5%, sarà a disposizione dei produttori italiani per aiutarli a comprendere le procedure di selezione per la vendita dei vini in loco.

Storytelling. Come nelle scorse edizioni, wine2wine riserva alcune sessioni al tema della comunicazione e della reputazione nel mondo del web. In particolare Felicity Carter – redattore capo della Meininger Wine Business International, rivista di taglio internazionale in lingua inglese sul business del vino – focalizza l’attenzione sullo storytelling, l’importanza di raccontarsi on line e gli effetti che questa attività può regalare alle aziende che ne sanno fare buon uso.

Wine2wine è nato con l’obiettivo di essere un evento formativo rivolto ai protagonisti del mondo del vino. La partecipazione è a pagamento e prevede delle agevolazioni per chi entro il 31 agosto si iscrive a Vinitaly 2017 o a una o più tappe di Vinitaly International (http://www.vinitalyinternational.com/calendar). L’accredito per gli operatori media è soltanto su invito (per informazioni e iscrizioni: info@wine2wine.net).

Fonte: Servizio Stampa Verona Fiere

Francia e Italia unite nel nome del vino, rinnovato accordo sulle date 2017-2020 di Vinitaly e la Semaine des Primeurs di Bordeaux

bicchiere_di_vinoDopo i positivi risultati registrati nell’ultimo quadriennio, l’Union des Grands Crus de Bordeaux (UGCB) e Vinitaly hanno ribadito l’impegno di coordinare le rispettive manifestazioni al fine di consentire ai buyer e ai media di tutto il mondo di ottimizzare la loro presenza a due dei principali eventi del calendario vitivinicolo.

Le date. L’accordo per il quadriennio 2017-2020 prevede l’armonizzazione dei rispettivi calendari, evitando qualsiasi sovrapposizione di date tra la “Semaine des Primeurs” di Bordeaux e il Vinitaly di Verona, due manifestazioni di prim’ordine per il settore vinicolo mondiale. In quest’ottica, le rispettive direzioni hanno concordato i periodi di svolgimento per i prossimi quattro anni e i due eventi si svolgeranno nelle seguenti date: 2017: 3-6 aprile Semaine des Primeurs a Bordeaux, 9-12 aprile Vinitaly a Verona, 2018: 9–12 aprile Semaine des Primeurs a Bordeaux e 15–18 aprile Vinitaly a Verona, 2019: 1–4  aprile Semain des Primeurs a Bordeaux e 7–10 aprile Vinitaly a Verona, 2020: 30 marzo–2 aprile Semaine des Primeurs a Bordeaux e 5– 8 aprile Vinitaly a Verona.

Riconoscimento reciproco. “L’accordo, nato quattro anni fa, è stato ed è storicamente importante perché ha visto la Francia e l’Italia del vino superare ogni nazionalismo enologico per incontrare le esigenze dei protagonisti mondiali del vino, partendo dal profondo riconoscimento reciproco dell’importanza delle due manifestazioni, UGCB e Vinitaly hanno agito con realismo, professionalità e buon senso, in un’ottica di efficacia. Un’esperienza molto positiva anche sul piano dei risultati che per entrambe le manifestazioni si è tradotta in un crescente livello internazionale delle presenze, anche per tutte le iniziative messe in atto, che verrà riproposta per i prossimi quattro anni e può preludere anche ad altre iniziative congiunte» commentano Giovanni Mantovani, direttore Generale di Veronafiere-Vinitaly, e Olivier Bernard, presidente UGCB (Union des Grands Crus di Bordeaux).

Fonte: Servizio Stampa Verona Fiere/Ugcb