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8 maggio 2011, a piedi o in bici sul Delta del Po, tra fioriture, risaie e lagune

Giardino Botanico di Porto Caleri, limonium

Il Servizio Forestale Regionale di Padova e Rovigo, in collaborazione con il Parco Regionale Veneto del Delta del Po organizza la quarta edizione della giornata dedicata alla scoperta e alla conoscenza della flora spontanea del litorale. La manifestazione si svolge domenica 8 maggio 2011 presso il Giardino Botanico Litoraneo di Porto Caleri, a Rosolina Mare (Ro) e rappresenterà l’occasione per scoprire le caratteristiche e le peculiarità della flora delle spiagge. L’ingresso, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18,  sarà gratuito e i visitatori saranno accompagnati lungo i percorsi da guide esperte. Alle 11.00 si esibirà il gruppo orchestrale “Ragazzi all’opera sulle note della tradizione polesana”. Info: 049/8778200 – forestalepd@regione.veneto.it

Pedalare tra risaie e lagune. Biciclettata nel Delta del Po domenica 08 maggio 2011. Organizzata dalla Provincia di Rovigo in collaborazione con Veneto Agricoltura, l’escursione guidata, con partenza dall’Oasi di Cà Mello (Centro di educazione naturalistica di Veneto Agricoltura) alle ore 15.00, vuole essere l’occasione per visitare la Sacca di Scardovari attraverso Val Bonello, Po di Gnocca e Santa Giulia. Rientro previsto a Cà Mello alle ore 18.00. Quota di partecipazione 6 euro. Info: 0425/386111 – 386290.

(fonte Veneto Agricoltura)

2 Risposte

  1. Vegetazione spontanea ok, totalmente incolta e fuori controllo NO. Mi spiego meglio: sono contraria all’incuria nei nostri campi, soprattutto vicino agli argini dei fiumi. Occorre che ognuno di noi, impari a prendersene cura di questa flora, lasciata andare alla totalmente alla deriva.
    E dico solo una cosa, che ogni volta che vado dalla Lombardia in Svizzera in macchina, si nota subito il limite della frontiera fra i due Stati, anche senza essere in prossimità delle barriere frontaliere. Lo si nota dalla differenza che c’è nella tenuta dei prati e dei boschi svizzeri. Dalle strade perfettamente pulite e dalle case che danno un senso di cura quasi maniacale del particolare.
    Dovremmo prendere esempio da loro, per fare anche noi una cura del territorio più efficace. Altrimenti ci saranno sempre vittime di dissesti idrogeologici se nessuno se ne occupa.

  2. d’accordissimo Anna, tante inondazioni, in Veneto l’ultima di novembre scorso è stata disastrosa, dipendono anche dall’incuria nel tenere argini, canali, fossi e dunque è essenziale il contributo di tutti – amministratori pubblici in primis – nella manutenzione del territorio. L’agricoltore non può essere lasciato l’unico ad occuparsene!

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