La Commissione europea sta adottando un piano per la realizzazione di una serie di iniziative riguardanti il settore ittico UE entro il 2012. Le nuove proposte riguardano la TACs (Permessi massimi di cattura) e i limiti di cattura, infatti il problema più consistente del settore riguarda l’overfishing, ossia l’eccessivo prelievo di pesce dai mari europei. La questione overfishing dev’essere risolta con urgenza al fine di garantire un’attività di pesca sostenibile anche per le generazioni future.
Ridotte le quote di pesce pescabile dove la cattura non è sostenibile. Alcuni progressi in merito sono stati fatti in questi ultimi anni, in particolare nelle regioni del Nord e dell’Atlantico, non sono stati fatti passi in avanti invece nel regioni del Mediterraneo. In ogni caso il progresso avanza troppo lentamente. Si rende pertanto necessaria una maggiore informazione e disponibilità di dati anche dal punto di vista scientifico. Finché non si saprà dove la cattura è sostenibile verranno ridotte le quote di pesce pescabile e solamente la ricerca scientifica può sopperire a questa mancanza di informazioni. Gli Stati membri devono perciò urgentemente occuparsi della raccolta dei dati necessari e sottoporli alle analisi di esperti ricercatori, per poi trovare nuove modalità di gestione e regolamentazione anche laddove le informazioni scarseggiano o sono di difficile reperimento.
A quali risultati porterebbe una riduzione dell’overfishing? Innanzitutto si avrebbe un settore ittico più produttivo e proficuo, se si pensa che attualmente circa il 40% delle flotte di pescherecci non detiene un fatturato che può dare sicurezza e stabilità nel lungo periodo. Ridurre l’overfishing significa presenza maggiore di pesce nel mare. Altri vantaggi positivi sono senza dubbio una riduzione dell’impatto ambientale sull’ecosistema marino, la messa a fine della cattura di specie protette, la riduzione delle emissioni di CO2 ed altri scarti che l’attività di pesca produce.
Permessi di inquinamento trasferibili. La Commissione europea sta considerando l’ipotesi dei permessi di inquinamento trasferibili a livello nazionale (quindi i permessi dei pescatori sarebbero utilizzabili solo da altri pescatori dello stesso Paese). L’unico problema derivante, risolvibile con costanti monitoraggi e controlli, sarebbe quello delle probabili concentrazioni di più flotte nella stessa regione. Si può comunque dire che la condizione degli stock di pesce nelle acque europee è in fase di miglioramento. Le specie ittiche sovrapescate nell’Atlantico sono diminuite dal 94 al 63%. E’ il caso di alcuni tipi di sogliola, arringhe, merluzzi e aragoste norvegesi, tutte specie non più considerate in pericolo. Il problema persiste invece nel Mediterraneo, dove l’82% dei banchi di pesce presente continua ad essere sovrapescato.
(Fonte Veneto Agricoltura Europa)
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Molto bene!
anche se il prezzo del pesce aumenterà sensibilmente, credo..
Non è detto, le logiche dei prezzi sfuggono a volte alle normali regole del mercato