Confagricoltura Padova contrasterà il progetto per la realizzazione di una diga sul fiume Adige tra Terrazzo e Badia Polesine finalizzato alla produzione di energia elettrica. “Il problema è proprio la finalità esclusiva di sfruttamento del corso d’acqua a fini energetici del progetto -sottolinea il presidente dell’associazione Giordano Emo Capodilista– che non possiamo accettare.
L’uso a fini di lucro dell’acqua non può prevalere o anche solo condizionare l’ottimale regolazione dei livelli del fiume, indispensabile anzitutto per garantire la sicurezza idraulica e poi per consentire la disponibilità di una adeguata quantità di acqua per gli scopi di potabilizzazione e di irrigazione. Va infatti ricordato che la legge Galli, per quanto riguarda l’impiego dell’acqua, dà priorità agli scopi irrigui prima di quelli industriali”. Confagricoltura, in sintonia con i consorzi di bonifica delle province di Padova, Rovigo e Venezia, è preoccupata per la possibile riduzione del livello del fiume a valle della diga che comprometterebbe l’attingimento di acqua per l’irrigazione, è provocherebbe anche il progressivo depauperamento dei sedimenti e la risalita del cuneo salino.
Rischio di limitazioni acqua per irrigazione anche nel Veronese. “Il fiume va rispettato e amministrato con grande cura; ogni intervento deve essere integrato nella gestione complessiva del corso d’acqua. Già altre centrali idroelettriche che stanno per essere realizzate in provincia di Verona sono state autorizzate senza un’attenta valutazione e probabilmente porteranno alla limitazione dei quantitativi di acqua destinata all’irrigazione proprio nei periodi in cui ci sarà un maggior bisogno per l’agricoltura”, conclude Emo Capodilista.
Fonte: Confagricoltura Padova
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