
“In periodi siccitosi come quello che stiamo attraversando è ancora più intollerabile il fatto che in Veneto appena il 5% dell’acqua meteorica viene trattenuto sul territorio a fronte di un 95% che viene dispersa a mare. Non è più procrastinabile la realizzazione di invasi per trattenere la risorsa: serve realizzare bacini nuovi, a partire dal riutilizzo delle cave dismesse nella media pianura, ma serve anche realizzare piccoli invasi interaziendali. Per fare questo servono risorse e pianificazione. I Consorzi di Bonifica sono alle prese con un’importante azione di efficientamento della rete irrigua grazie a risorse del Piano di Sviluppo Rurale Nazionale per 150 milioni di euro a cui si aggiungeranno interventi per 300 milioni di euro che arriveranno con il PNRR. È strategico efficientare la distribuzione della risorsa ma proprio per questo è necessario trovare il modo di trattenerla.” Ad affermarlo è Francesco Cazzaro, presidente di Anbi Veneto, l’associazione che riunisce gli 11 consorzi di bonifica e irrigazione regionali, commentando dei dati sulla disponibilità della risorsa idrica riguardanti il mese di gennaio pubblicati nei giorni scorsi da Arpav, dati che evidenziano una generalizzata situazione di siccità con scarsità di depositi nivali in alta quota e livelli di risorsa nei laghi alpini, nei fiumi e nelle falde ben al di sotto delle medie del periodo.
Fonte: Servizio stampa Anni Veneto
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