
Novembre ha fatto registrare in Veneto temperature altalenanti, con situazioni anomale rispetto alla media storica. In questo senso è sempre più importante contemplare il ruolo della componente evapotraspirativa ai fini della valutazione sulla disponibilità di risorsa idrica. L’indice Spei (indicatore di siccità al suolo) infatti segnala la presenza di diffusi fenomeni siccitosi. L’anomalia di temperatura (in crescita rispetto alla media storica) pone significativi problemi ai fini della disponibilità di risorsa anche perché determina lo scioglimento anticipato delle nevi che sono occorse e che potranno avvenire nel corso del periodo invernale. Le precipitazioni medie sono state di poco inferiori al valore atteso, comunque concentrate nello spazio di pochi giorni. Il valore medio di precipitazione di 115 mm contro una media storica di 135 mm, vede comunque una distribuzione estremamente disomogenea sul territorio. Si va dagli oltre 200 mm occorsi nel bellunese, ai 40 mm del rodigino. Vediamo le componenti che determinano la risorsa idrica in Veneto nelle specifico.
Risorse nivali. L’inizio del mese è stato fresco rispetto alla temperatura media storica, con nevicate anche a bassa quota nella prima decade del mese. È seguita una fase calda (situazione che favorisce un anticipato scioglimento della neve) a cui è seguita un’ultima decade ancora fresca ma non particolarmente nevosa. Gli indicatori di copertura nivale e spessore della neve al momento sono inferiori alle attese ma non preoccupanti. L’aumento delle temperature massime registrato è comunque un segnale molto preoccupante per la tenuta delle riserve nivali.
Piovosità. Si registra una netta disparità nella distribuzione delle piogge che ha visto la parte meridionale e montana della regione in deficit rispetto agli apporti medi storici. Le precipitazioni media a scala regionale sono state sotto le attese, essendo concentrate nell’arco di poche ore con lunghi periodi senza precipitazioni. Complessivamente è stato registrato un numero di giorni piovosi generalmente inferiore alla media storica con lunghi periodi senza alcuna precipitazione.
Acque sotterranee. La situazione presenta segnali di ripresa a seguito delle abbondanti precipitazioni occorse tra la fine di ottobre e l’inizio del mese. pur permanendo su valori inferiori a quelli attesi per il periodo. Il livello delle falde, ad eccezione dell’area Veronese, si sta riportando su valori medi del periodo.
Anomalie di temperatura. Novembre ha fatto registrare, in particolare nella parte centrale del mese, su tutta la regione temperature abbondantemente superiori alla media storica del periodo; ancora più rilevante il dato della temperatura media globale che tra il 17 e il 18 novembre ha visto un incremento di 2 °C rispetto ai livelli preindustriali. È un dato estremamente preoccupante che segnala come si stiano avvicinando i limiti massimi fissati dall’accordo di Parigi del 2015.
Indice Spei a tre mesi. L’indice Spei contempla anche l’effetto della componente evapotraspirativa nel monitoraggio degli eventi siccitosi. Per questo è più «solido» nel descrivere la realtà rispetto all’indice Sei che contempla invece solo le precipitazioni; In questo senso, mentre l’indice Sei descriverebbe una situazione di normalità su tutta la regione, l’indice Sei denota ancora la presenza di siccità, in particolare, legata alle alte temperature registrate nella prima metà del mese.
Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto
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